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        <title><![CDATA[La Rete Civica di Napoli : Post taggati con tarsu]]></title>
        <description><![CDATA[Il blog per La Rete Civica di Napoli, ospitato da La Rete Civica della Campania.]]></description>
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            <title><![CDATA[Aumento Tarsu, il Consiglio provinciale boccia richiesta di revoca]]></title>
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            <pubDate>Tue, 20 Jul 2010 09:48:18 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[bocciatura]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[richiesta]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Aumento]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Consiglio provinciale]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Tarsu]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[respinge]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[revoca]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<table border="0"  cellspacing="0"  cellpadding="5"  width="100%"  bgcolor="#9cbdfa"><tbody><tr><td align="left"  bgcolor="#a3c1fa"><strong><span style="font-size: 15px"><a href="http://www.pupia.tv/caserta/notizie/0003944.html"  target="_blank">http://www.pupia.tv/caserta/notizie/0003944.html</a></span></strong><br /><strong><span style="font-size: 15px"></span></strong>&nbsp;<br /><strong><span style="font-size: 15px"></span></strong>&nbsp;<br /><strong><span style="font-size: 15px">Aumento Tarsu, il Consiglio provinciale boccia richiesta di revoca</span></strong><br />di Redazione del 16/07/2010 in <em>Politica</em> - Letto 68 volte <br /></td></tr></tbody></table><br /><table border="0"  cellspacing="4"  background="img/back3.png"><tbody><tr><td><p align="justify"><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'"><strong><a href="{C371CA6C-AEE0-4B3D-BB4B-D6C64451E86A}mid://00000362/!x-usc:http://www.pupia.tv/caserta/notizie/includes/popimage.php?a= &amp;s=http://www.pupia.tv/includes/tiny_mce/plugins/filemanager/files/fm/01_immagini/04_casertaprov/caserta/provincia/giunta_zinzi_giu10/consiglio.jpg"  target="new"></a><a href="{C371CA6C-AEE0-4B3D-BB4B-D6C64451E86A}mid://00000362/!x-usc:http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=caserta&amp;af=4886&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Epupia%2Etv%2Fcaserta%2Fnotizie%2F0003944%2Ehtml&amp;re=&amp;ts=1279396910625&amp;hs=445cb231b09e101ed15b4bccf41a067a"  target="_blank">CASERTA</a>.</strong></span><span style="font-family: 'Arial','sans-serif'"> Si &egrave; tenuta venerd&igrave; mattina una seduta del Consiglio Provinciale, con all&rsquo;ordine del giorno le problematiche e le azioni nell&rsquo;ambito della gestione dei <a href="{C371CA6C-AEE0-4B3D-BB4B-D6C64451E86A}mid://00000362/!x-usc:http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=smaltimento+rifiuti&amp;af=4886&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Epupia%2Etv%2Fcaserta%2Fnotizie%2F0003944%2Ehtml&amp;re=&amp;ts=1279396910625&amp;hs=e009e273d2bddab7bc71ea1a3a1716e3"  target="_blank">rifiuti</a>. </span></p></td></tr><tr><td><table border="0"  align="left"><tbody><tr><td></td></tr></tbody></table><p style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"  class="MsoNormal"  align="justify">La convocazione dell&rsquo;Assise era stata richiesta dai gruppi consiliari di opposizione, con allegata richiesta di revoca del decreto numero 9 del 29/5/2010 del presidente della Provincia con la quale era stata formulata la tariffa di <a href="{C371CA6C-AEE0-4B3D-BB4B-D6C64451E86A}mid://00000362/!x-usc:http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=smaltimento+rifiuti&amp;af=4886&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Epupia%2Etv%2Fcaserta%2Fnotizie%2F0003944%2Ehtml&amp;re=&amp;ts=1279396910625&amp;hs=e009e273d2bddab7bc71ea1a3a1716e3"  target="_blank">smaltimento</a> dei <a href="{C371CA6C-AEE0-4B3D-BB4B-D6C64451E86A}mid://00000362/!x-usc:http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=smaltimento+rifiuti&amp;af=4886&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Epupia%2Etv%2Fcaserta%2Fnotizie%2F0003944%2Ehtml&amp;re=&amp;ts=1279396910625&amp;hs=e009e273d2bddab7bc71ea1a3a1716e3"  target="_blank">rifiuti</a>. E&rsquo; stato lo stesso Consiglio provinciale a bocciare tale richiesta di revoca, dopo che era stato respinto un emendamento con cui si chiedeva di sospendere l&rsquo;efficacia del decreto in attesa della convocazione della Consulta dei Sindaci dei 104 Comuni della Provincia di <a href="{C371CA6C-AEE0-4B3D-BB4B-D6C64451E86A}mid://00000362/!x-usc:http://adv.edintorni.net/click/?mo=T&amp;ky=caserta&amp;af=4886&amp;ct=it&amp;rf=http%3A%2F%2Fwww%2Epupia%2Etv%2Fcaserta%2Fnotizie%2F0003944%2Ehtml&amp;re=&amp;ts=1279396910625&amp;hs=0a506a5c9def177457d481ea78eb30aa"  target="_blank"  title="Sponsor Link By eDintorni">Caserta</a>. </p><p style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"  class="MsoNormal"  align="justify"></p><p style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"  class="MsoNormal"  align="justify">Dopo il primo intervento del capogruppo consiliare del Pd, <strong>Giuseppe Stellato</strong>, a prendere la parola &egrave; stato il presidente della Provincia <strong>Domenico Zinzi</strong>, che ha illustrato tutto quanto gi&agrave; realizzato dall&rsquo;Amministrazione nel settore dei rifiuti e i progetti per il futuro: &ldquo;L&rsquo;emergenza rifiuti &ndash; ha detto Zinzi &ndash; &egrave; stata, e rischia di essere, una condizione penosa per il nostro territorio e il nostro ambiente. Deve essere superata con una politica seria di gestione che affronti tutte le fasi del ciclo dei rifiuti, nel pieno rispetto della sostenibilit&agrave; ambientale ed economica. Siamo tutti chiamati ad un&rsquo;assunzione di responsabilit&agrave; che, in ragione delle criticit&agrave; ormai cronicizzate, non &egrave; pi&ugrave; rinviabile&rdquo;. Il presidente, poi, ha passato in rassegna le iniziative intraprese, a partire dalla formulazione della tariffa di smaltimento dei rifiuti: &ldquo;La tariffa cos&igrave; come quantificata &ndash; ha aggiunto &ndash; trovava gi&agrave; una propria formale allocazione nel bilancio previsionale approvato dal commissario straordinario della Provincia di Caserta, sulla scorta del calcolo realizzato dall&rsquo;Unit&agrave; Operativa Commissariale di Governo. La tariffa &egrave; stata definita dall&rsquo;analisi dei costi presentati alla Provincia dalla societ&agrave; Gisec, che ha fornito dati precisi e certificati. La medesima operazione non &egrave; stata possibile per quel che concerne il Consorzio Unico di Bacino Napoli - Caserta, che non ha fornito alcuna certificazione dei costi sostenuti per la gestione degli impianti. Per questi motivi non ho potuto far altro che confermare il dato inserito nelle risultanze del bilancio di previsione anno 2010 cos&igrave; come approvato dal Commissario <strong>Giliberti</strong>&rdquo;. </p><p align="center"><a href="{C371CA6C-AEE0-4B3D-BB4B-D6C64451E86A}mid://00000362/!x-usc:http://www.pupia.tv/caserta/notizie/includes/popimage.php?a= &amp;s=http://www.pupia.tv/includes/tiny_mce/plugins/filemanager/files/fm/01_immagini/04_casertaprov/caserta/provincia/giunta_zinzi_giu10/consiglio2.jpg"  target="new"></a></p><p align="justify">Il presidente Zinzi, poi, ha chiarito altre importanti questioni: &ldquo;Non bisogna dimenticare &ndash; ha detto &ndash; che la Provincia ha uno scontro in atto con il Consorzio Unico di Bacino Napoli-Caserta. Entro settembre la Gisec (la societ&agrave; provinciale per la gestione del ciclo dei rifiuti) subentrer&agrave; al Consorzio. Lo svuotamento del cosiddetto &lsquo;panettone&rsquo; in localit&agrave; Lo Uttaro, a Caserta, &egrave; stato possibile grazie all&rsquo;attivismo della Provincia, anche se il Comune di Caserta si &egrave; attribuito meriti spropositati. Abbiamo sanato il contenzioso con il consorzio Salerno 2, al quale a settembre subentrer&agrave; la Gisec nella gestione della discarica di Maruzzella 3, e ridotto sensibilmente il conferimento dei rifiuti dalle altre province campane. Con i sindaci dobbiamo avere un rapporto di collaborazione e di condivisione delle scelte importanti. Tuttavia, non possiamo revocare il decreto con il quale &egrave; stata formulata la tariffa per lo smaltimento dei rifiuti, n&eacute; si pu&ograve; riformulare la tariffa stessa. Ci si deve solo attivare, tutti insieme, affinch&eacute; vengano realizzati gli impianti&rdquo;. Zinzi, poi, ha spiegato che &ldquo;dal 2010 la tariffa sar&agrave; destinata a scendere, dal momento che &egrave; gi&agrave; partita la gara d&rsquo;appalto per la realizzazione dell&rsquo;impianto di trattamento del percolato. Inoltre ci sar&agrave; un forte risparmio sulla vigilanza dei siti, in quanto verr&agrave; impiegata a tale scopo la polizia provinciale&rdquo;. </p><p align="justify">Dopo l&rsquo;intervento del presidente Zinzi c&rsquo;&egrave; stata la dettagliata relazione dell&rsquo;assessore provinciale all&rsquo;ambiente, professor <strong>Umberto Arena</strong>, che ha descritto l&rsquo;attuale situazione nell&rsquo;ambito del comparto rifiuti, illustrando le linee guida da seguire per uscire dallo stato emergenziale. </p></td></tr></tbody></table>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Camigliano e Pianura: ingiustizie di ieri e di oggi.]]></title>
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            <pubDate>Fri, 14 May 2010 12:39:02 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[Pianura]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Tarsu]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Camigliano]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[rifiuti]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<div style="font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #7f007f; font-size: 14pt"><div><span class="Apple-style-span"  style="font-family: Times; color: #444444; font-size: 14px"><h1 style="line-height: 38px; margin: 5px 0px 0px; font-family: Georgia, Times, serif; color: #222222; font-size: 12px; font-weight: normal; padding: 0px">&nbsp;Oggi vi racconto la storia di due luoghi, Camigliano e Pianura, storie molto diverse tra loro ma unite dal silenzio in cui sono avvolte.</h1><h1 style="line-height: 38px; margin: 5px 0px 0px; font-family: Georgia, Times, serif; color: #222222; font-size: 12px; font-weight: normal; padding: 0px">Nella provincia di Caserta in cui la Tarsu &egrave; la pi&ugrave; alta d&rsquo;Italia c&rsquo;&egrave; un paesino, Camigliano che negli anni &egrave; diventato un esempio per una gestione virtuosa dei rifiuti, con percentuali di riciclo ragguardevoli (65%), ma anche favorendo progetti di riduzione dei rifiuti a monte e degli imballaggi, con il risultato incredibile per questa regione di mantenere inalterata la tarsu in questi ultimi 4 anni.</h1><div class="entry"  style="line-height: 18px; font-size: 15px"><p>Illuminazione a led, pannolini lavabili, stop alla cementificazione., uso di stoviglie riutilizzabili nelle scuole, compostaggio domestico e riciclo dell&rsquo;olio da, sono solo alcuni dei progetti messi in campo dal comune di Camigliano.</p><p>Per riuscire cos&igrave; bene il comune di Camigliano &egrave; uscito dal consorzio di Napoli e Caserta e si &egrave; organizzato da solo, vincendo anche un ricorso al Tar, una vera e propria di lotta per l&rsquo;indipendenza, per la quale oggi rischia il commissariamento, perch&egrave; per la legge che provincializza la gestione dei rifiuti, ogni comune deve dare la Tarsu alla provincia, ci&ograve; significherebbe uniformarsi alla gestione provinciale e vanificare quindi i tanti sforzi fatti.</p><p>La vera sfida sarebbe allargare l&rsquo;esperienza del comune di Camigliano a tutta la regione, non certo di annullare gli sforzi fatti mandando a casa un sindaco ed una giunta che hanno lavorato cos&igrave; egregiamente.</p><p style="text-align: center"><a href="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2010/05/camigliano.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8357"  src="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2010/05/camigliano.jpg"  border="0"  title="camigliano"  width="725"  height="403" /></a></p><p>La discarica di Pianura fa impallidire tutte le discariche che si sono aperte negli ultimi anni, Pianura ha ospitato per 40 anni tutti i rifiuti della Campania, ma non solo, nel tempo sono stati sversati rifiuti speciali, amianto e scarti industriali di ogni tipo.</p><p>Veleni che hanno fatto di Pianura una vera e propria bomba ecologica, eppure, anche se la discarica &egrave; stata chiusa nel 1996, solo dopo gli scontri del 2008 e le analisi preventive per autorizzare la riapertura della discarica, &egrave; iniziata una vera e propria inchiesta diretta dal Pm Buda, il cui intento &egrave; non solo quello di provare il disastro ambientale, riconoscendo la responsabilit&agrave; di tutte le aziende che illecitamente hanno sversato negli anni a Pianura i loro veleni, ma anche quello di provare il collegamento tra questi veleni ed i tanti, troppi casi di tumori che affliggono le persone che abitano nelle vicinanze.</p><p>A questo si aggiunge anche una inchiesta per la bonifica mai fatta in questi anni. A supporto dell&rsquo;inchiesta l&rsquo;associazione Progetto Pianura fondata dal consigliere municipale Gianni Palmers e l&rsquo; associazione &ldquo;Ocenaus Onlus&rdquo; che si costituir&agrave; parte civile nel processo per disastro colposo, a difesa di tutti i residenti di Pianura.</p><p>Anche se la quantit&agrave; di patologie tumorali nel quartiere di pianura per molti non possono che essere collegate con i tanti veleni sotterrati negli anni, in questi giorni il Gip ha riferito di non riuscire a provare questa connessione,per cui il pm Buda ha chiesto l&rsquo;archiviazione. Nel frattempo la prescrizione ha cancellato molti degli altri reati, compreso quelli relativi alle bonifiche ed i soldi per le bonifiche ancora da fare pare siano scomparsi.</p><p>Se non ci riuscir&agrave; la giustizia &egrave; certo uno dei compiti delle istituzioni quello di procedere ad una pronta bonifica del territorio, non per ripagare di un passato di inquinamento legale e non, ma per donare un futuro di speranza a chi ancora vive l&igrave;.</p><p>venerd&igrave;, maggio 7, 2010</p><p>(di Francesco Iacotucci da Terra)</p><p><a href="mailto:RifiutiZeroCampania@inventati.org">RifiutiZeroCampania@inventati.org</a><br /><br />SITO WEB - www.rifiutizerocampania.org -</p></div></span></div></div>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Aumento Tarsu, il Comune ricorre al Tar]]></title>
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            <pubDate>Fri, 23 Apr 2010 12:21:25 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[Comune]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Tarsu]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Tar]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<p>Il Comune di Napoli presenter&agrave; ricorso al Tar contro l&rsquo;aumento della Tarsu imposto dalla Provincia. Nel frattempo, per&ograve;, l&rsquo;assessore Michele Saggese, insieme alla commissione consiliare competente, ha steso un emendamento tecnico ad hoc alla manovra di bilancio previsionale per il 2010, che arriver&agrave; stamattina in aula. La modifica &egrave; necessaria perch&eacute;, il decreto sui rifiuti poi convertito nella legge26 del 2010, affida alle Province l&rsquo;onore dello smaltimento dei rifiuti, la cui tariffa viene comunque determinata dai rifiuti. L&rsquo;ente di Palazzo Matteotti, nel decreto firmato dal presidente Luigi Cesaro, fissa a 99,64 euro per tonnellata il costo di smaltimento per la citt&agrave; di Napoli: prima erano 88, il che significa che ai cittadini l&rsquo;immondizia coster&agrave; 1&prime;8 percento in pi&ugrave;. Notizia decisamente sgradita, visto che solo l&rsquo;anno scorso la tassa era aumentata, durante l&rsquo;assessorato di Realfonzo, di oltre il 60%. Interprete dell&rsquo;ovvio malumore &egrave; la sinistra in primis l&rsquo;esponente del Prc Raffaele Carotenuto che ha accusato l&rsquo;amministrazione di &ldquo;timidezza&rdquo; e di non essersi fatta valere in sede Anci nazionale e regionale, e di aver accettato passivamente l&rsquo; ennesimo aumento che graver&agrave; sulle tasche dei cittadini. Ma se, con l&rsquo;emendamento elaborato ieri che di fatto cancella dal bilancio comunale sia in entrata che in uscita i trenta milioni previsti per lo smaltimento, l&rsquo;amministrazione ha rispettato gli obblighi di legge, dall&rsquo;altra promette battaglia e sta valutando l&rsquo;opportunit&agrave; e i modi di ricorrere al tribunale regionale del Lazio, sollevando anche eccezione di incostituzionalit&agrave; per la legge in questione. &laquo;Ne discuteremo oggi in Consiglio, ma credo che abbiamo l&rsquo;obbligo di ricorrere nelle sedi legali competenti &mdash; spiega Saggese &mdash; il decreto, la legge e l&rsquo;atto firmato da Cesaro sono scritti male e interpretati anche peggio, pieni di lacune. A quanto ci risulta finora, visto che siamo venuti in possesso del documento solo luned&igrave; nel tardo pomeriggio, il fondamento giuridico della norma e della sua interpretazione &egrave; pressoch&eacute; inesistente e facilmente smantellabile. Bisogna decidere come presentare il ricorso, potremmo aggregarci agli altri comuni, a quello dell&rsquo;Anci&raquo;. Insomma, il centrosinistra non vorrebbe perdere &mdash; e non pu&ograve;, visto che lo chiedono al suo interno i consiglieri come Carotenuto, ma anche Galiero &mdash; l&rsquo;opportunit&agrave; di opporsi a una decisione &ldquo;subita&rdquo; e presa dai governi &ldquo;nemici&rdquo;. Nel frattempo, temendo forse di essere presa a bersaglio dai cittadini inferociti per l&rsquo;ennesimo rincaro a fronte di un servizio che finora &egrave; stato tutt&rsquo;altro che esemplare, ci tiene a rimarcare che l&rsquo;aumento non &egrave; imputabile al Comune, che la parte di Tarsu spettante a San Giacomo, quella cio&egrave; relativa alla raccolta, non &egrave; variata, e che a impennarsi &egrave; quella dello smaltimento spettante alla Provincia. Nella riunione della commissione presieduta da Saverio Cilenti ai consiglieri Funaro e Moxedano &egrave; venuto pure il dubbio che l&rsquo;aggravio fosse dovuto al mancato raggiungimento della quota prevista per la differenziata, ipotesi prontamente smentita da Saggese. L&rsquo;emendamento oggi verr&agrave; dunque discusso in aula e c&rsquo;&egrave; da immaginarsi che sar&agrave; al centro di una forte polemica, scatenata dalla sinistra. Un punto che pu&ograve; far scricchiolare la maggioranza della Iervolino.&nbsp;</p><p>gioved&igrave;, aprile 22, 2010&nbsp;</p><p>(di antscut da il Giornale di Napoli)&nbsp;&nbsp; </p><p style="margin:0cm 0cm 0pt"  class="MsoNormal"><span></span></p>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Rifiuti, c’è una nuova stangata: dalla Provincia il rincaro Tarsu]]></title>
            <link>http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/weblog/4258.html</link>
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            <pubDate>Thu, 22 Apr 2010 08:27:51 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[tarsu]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[rifiuti]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[provincia]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<p>Le cifre fanno tremare le vene dei polsi: +8 per cento di rincaro per la sola citt&agrave; di Napoli; un costo di smaltimento che da circa 88 euro a tonnellata lievita di 11 euro, a 99,6 euro per ogni 1.000 chilogrammi di monnezza. </p><p>Insomma, la morale &egrave; una sola: a Napoli ci sar&agrave; un nuovo aumento della Tarsu, la tassa rifiuti solidi urbani dopo quello di aprile 2009, il rincaro del 60% deciso dall&rsquo;ex assessore Riccardo Realfonzo.</p><p>IL PASSAGGIO DI COMPETENZE dalle Amministrazioni comunali alla Provincia ha generato una revisione dei costi. Fino ad oggi lo smaltimento costava 88 euro a tonnellata, con Napoli che portava in discarica 450 mila tonnellate di spazzatura spendendo circa 39 milioni. </p><p>&Egrave; bastato un decreto firmato dal presidente della Provincia, Luigi Cesaro, atto che sar&agrave; illustrato oggi a Palazzo Matteotti dal parlamentare Pdl , dal presidente del Consiglio provinciale, Luigi Rispoli, dall&rsquo;assessore all&rsquo;Ambiente, Giuseppe Caliendo, e dall&rsquo;amministratore delegato della neonata societ&agrave; Sap.Na, Corrado Catenacci.</p><p>DELL&rsquo;ATTO il Napoli &egrave; venuto in possesso, potendo dunque anticipare i termini economici e tecnici di questa rivoluzione sul fronte spazzatura. Sostanzialmente ognuno dei 92 comuni dell&rsquo;Area metropolitana ha la sua tariffa personalizzata di smaltimento, stabilita su una serie di parametri di costi del trasporto, degli addetti e degli impianti. </p><p>Per Napoli, dicevamo, &egrave; 99,6 euro. A Marano di Napoli, Qualiano e Melito, coster&agrave; 101102 euro a tonnellata.</p><p>COSA COMPORTI QUESTO CAMBIAMENTO lo spiega Pino Capasso, capogruppo dell&rsquo;opposizione in Consiglio provinciale: &laquo;Per i cittadini di Napoli l&rsquo;incremento decretato da Cesaro &egrave; pari a 3 milioni di euro -afferma -.</p><p>&nbsp;E cos&igrave; la Provincia, alla sua prima uscita , aumenta la tassa ai cittadini. &Egrave; la naturale conseguenza &ndash; conclude -del disimpegno del centrodestra napoletano, succube della Lega che ha imposto alla Campania l&rsquo;immediata autosufficienza finanziaria in materia di rifiuti&raquo;. </p><p>Ma le tensioni in Provincia rigurdano anche altro: ieri in Aula il centrosinistra ha strappato il s&igrave; ad un ordine del giorno firmato da Tommaso Sodano per dire no alla liberalizzazione della gestione dell&rsquo;acqua. </p><p>Cesaro si &egrave; espresso in maniera contraria, non ha seguito la sua linea il presidente del Consiglio provinciale, Luigi Rispoli, Pdl proveniente da Alleanza Nazionale.&nbsp;</p><p>marted&igrave;, aprile 20, 2010&nbsp;</p><p>(di Ciro Pellegrino da il Napoli)&nbsp;</p><p>RifiutiZeroCampania mailing list</p><p><a href="mailto:RifiutiZeroCampania@inventati.org">RifiutiZeroCampania@inventati.org</a>&nbsp;</p><p><span>SITO WEB - </span></p><p><span>www.rifiutizerocampania.org </span></p>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Astir e Asìa, i conti non tornano e così ................... aumentano la Tarsu]]></title>
            <link>http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/weblog/4010.html</link>
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            <pubDate>Sat, 20 Mar 2010 10:47:45 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[Astir]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Asìa]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Francesco Iacotucci]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[campania]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[lavoratori]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[rifiuti]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[risorse]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[tarsu]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<h1 style="font-weight: normal; font-size: 18px; margin: 5px 0px 0px; color: #222222; line-height: normal; font-family: Georgia, Times, serif; padding: 0px"><strong>Astir e As&igrave;a, i conti non tornano</strong></h1><div class="meta"  style="font-size: 11px; color: #444444; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif"><div class="date"  style="margin-bottom: 5px; color: #888888; font-style: italic">venerd&igrave;, marzo 19, 2010</div></div><div class="entry"  style="font-size: 15px; line-height: 18px"><div class="ezAdsense adsense adsense-leadin"  style="right; margin: 12px"><span class="Apple-style-span"  style="text-decoration: underline"><br /></span></div><p>(di Francesco Iacotucci da Terra)</p><p>&nbsp;</p><p>Tremate tremate i rifiuti son tornati! Questo il grido di guerra di questi giorni, i rifiuti sono effettivamente tornati, ma la verit&agrave; che ha scatenato questo sciopero e che potrebbe portare a nuovi problemi in futuro &egrave; uno solo: non ci sono abbastanza soldi per mantenere tutte le societ&agrave; ed i lavoratori che sono impiegati nel settore ambientale in Campania.</p><p>Per chiarire lo stato delle cose racconter&ograve; brevemente tre storie, connesse in modo strano in questi giorni: il consorzio di Bacino Napoli Caserta, l&rsquo;Astir e l&rsquo;Asia.</p><p>Il destino dei lavoratori del consorzio Napoli Caserta si &egrave; definito in tre soli mesi, difatti a fine settembre 2009 il Consiglio di Stato dichiarava nulle le assunzioni a tempo indeterminato dei lavoratori dei consorzi fatte nel 2001, aprendo di fatto la strada ad un loro licenziamento. Tre mesi dopo il commissariato di governo pur ammettendo che vi era un esubero di circa 700 dipendenti, ribalta nei fatti questa decisione. Con il decreto 195 si decide che tutti i lavoratori assunti fino al dicembre 2008 anche se soprannumerari rispetto alla pianta organica, devono essere assorbiti dalle societ&agrave; provinciali.</p><p>Le societ&agrave; provinciali devono essere pagate interamente dalla Tarsu (la tassa sui rifiuti) quindi non vi sono dubbi su chi pagher&agrave; alla fine questi lavoratori, cio&egrave; noi con le nostre tasse.</p><p>Quindi costi che si vanno ad aggiungere a quello che gi&agrave; i cittadini campani vanno a pagare ogni anno come tassa per la spazzatura, gi&agrave; una delle pi&ugrave; alte d&rsquo;Italia a cui come se non bastasse si aggiunge la notizia che negli ultimi 3 mesi tra i lavoratori del Consorzio sono state concesse ben 700 promozioni.</p><p style="text-align: center"><span style="font-size: small"><a href="{81463909-3373-437B-8B71-5129CA0BB909}mid://00000339/!x-usc:http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2010/03/Ambiente-tanti-soldi-per-nulla.jpg"></a><br /></span></p><p><span style="font-size: small"></span></p><p>Il 2001 &egrave; un anno cruciale per le assunzioni di lavoratori nel campo ambientale, difatti sempre in quell&rsquo;anno la Jacorossi, vincendo un appalto da 170 milioni di euro per le bonifiche, si impegna ad assorbire nella sua pianta organica 350 Lsu (lavoratori socialmente utili).</p><p>Se la Jacorossi e la sua mala gestione delle bonifiche sono ora all&rsquo;attenzione della magistratura, i lavoratori invece sono ricomparsi in questi giorni, difatti trionfale l&rsquo;assessore regionale Gabriele dichiara che 300 di questi lavoratori sono stati assunti a tempo indeterminato nella societ&agrave; Astir ex Recam.</p><p>L&rsquo;Astir &egrave; la societ&agrave; ora di totale propriet&agrave; della regione campania nata due anni fa sulle ceneri della ben tristemente nota Recam e che solo l&rsquo;anno scorso era sull&rsquo;orlo del fallimento con un buco di 17 milioni di euro dovuto per lo pi&ugrave; agli stipendi dei 450 lavoratori (quasi tutti ex lsu).</p><p>Quindi la societ&agrave; in un botto passa da 400 a 700 dipendenti con un buco appena sanato, ed i soldi da dove li prendono? Su questo Gabriele non ha dubbi, ci sono 50 milioni di euro di residuo di cassa del commissariato delle bonifiche.</p><p>Ma non vi preoccupate questi lavoratori non faranno mai le bonifiche, lo stesso Gabriele dopo la ricapitalizzazione ebbe a dire: &ldquo;<em>ci si &egrave; resi conto che i livelli di qualificazione degli operai della Astir (circa 450 ex Lsu) consiglia no di impiegarli per compiti operativi, dalla pu lizia delle spiagge alla rimozione dei rifiuti in gombranti accumulati sotto ponti e cavalcavia delle strade regionali&raquo;. Si parte a giugno con l&rsquo;impiego di 200 persone per pulire gli arenili del litorale domizio flegreo&rdquo;,&nbsp;</em>la pulizia del litorale l&rsquo;hanno fatta ed ora parte la pulizia della statale 268 per i paesi vesuviani. Quindi per dirla in parole povere si tratta di recupero di materiali ingombranti, al cui servizio, oltre alle societ&agrave; di igiene urbana vi sono oggi altre 700 persone impiegate nell&rsquo;Astir, nel frattempo i siti da bonificare (cio&egrave; quelli che necessitano di bonifiche vere) sono passati da 2400 del 2004 agli oltre 5000 dell&rsquo;ultime rilevazioni dell&rsquo;Arpac, ma a queste chi ci pensa? Ma soprattutto come mai vengono girati soldi per le bonifiche per lavori di rimozione degli ingombranti?</p><p>Passiamo infine a Napoli dove, andato deserto l&rsquo;ultimo bando per appaltare lo spazzamento nelle zone non servite direttamente dall&rsquo;Asia, la stessa ha deciso di prorogare il servizio alla Enerambiente per&ograve; riducendo le zone interessate e quindi l&rsquo;importo mensile versato, Enerambiente per tutta risposta ha minacciato di licenziare 110 lavoratori interinali che sono scesi in piazza bloccando di fatto la raccolta.</p><p>Anche l&rsquo;As&igrave;a ha aumentato nel 2009 il proprio personale di 350 unit&agrave;, integrando i lavoratori del bacino Napoli 5. Anche qui i costi sono destinati ad aumentare e la Tarsu con loro, i risultati invece in questo ultimo anno non sembrano variati di tanto, visto che a febbraio 2010 la raccolta differenziata &egrave; arrivata solo al 19,8%, praticamente allo stesso livello di febbraio 2009 (19%).</p><p>I costi aumentano, le persone pure ma i risultati sono sempre gli stessi.</p></div>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Criteri e modalità del rimborso della Tarsu in Campania]]></title>
            <link>http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/weblog/3943.html</link>
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            <pubDate>Tue, 16 Mar 2010 11:43:47 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[Campania]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Criteri]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Tarsu]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[modalità]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[rimborso]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<p align="center">&nbsp;</p><p align="center"><a class="mediafile pdf" href="http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/files/-1/1575/Rifiuti_Campania_Nessuno+chiede+il+rimborso+della+Tarsu%2C+Il+Giornale+di+Napoli+16+marzo+2010.pdf">Rifiuti_Campania_Nessuno chiede il rimborso della Tarsu, Il Giornale di Napoli 16 marzo 2010.pdf</a> </p><p align="center">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Rifiuti, impianto per l'umido: al via il bando]]></title>
            <link>http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/weblog/3855.html</link>
            <guid isPermaLink="true">http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/weblog/3855.html</guid>
            <pubDate>Fri, 05 Mar 2010 13:58:03 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[bando]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[impianti]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[umido]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Tarsu]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[rifiuti]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[Il Mattino del 04/03/2010<br />&nbsp;<br />Capua<br /><br />&nbsp; Assenza di emissioni in atmosfera, produzione di ceneri inertizzate senza contaminazione, non superiori al 5-7 per cento, basso impatto ambientale: queste alcune caratteristiche che dovr&agrave; avere l&rsquo;impianto di trattamento della frazione umida dei rifiuti solidi urbani per il quale l&rsquo;amministrazione comunale ha pubblicato l&rsquo;avviso pubblico per una manifestazione di interesse. Il bando, che scadr&agrave; il prossimo 15 marzo, &egrave; indirizzato alle imprese e societ&agrave; in possesso dei certificati di brevetto per la realizzazione e la gestione di tali impianti o, in alternativa, a imprese e societ&agrave; che dichiarano, nei modi previsti per legge, la propria disponibilit&agrave; ad associarsi con societ&agrave; in possesso di brevetto per gli impianti di trattamento della frazione umida degli Rsu. La domanda, redatta in carta semplice, dovr&agrave; essere inviata al protocollo del Comune, in piazza dei Giudici e dovr&agrave; avere allegati, tra gli altri, la copia del brevetto per la realizzazione dell&rsquo;impianto e la sua gestione, descrizione tecnologica e lo studio economico-finanziario secondo le modalit&agrave; di &laquo;project financing&raquo;. Il luogo dove l&rsquo;impianto dovr&agrave; essere realizzato &egrave; la zona nord di Capua, a ridosso degli insediamenti industriali. &laquo;Si tratta di costruire un dissociatore molecolare di ultima generazione &ndash; conferma il sindaco Carmine Antropoli &ndash; gi&agrave; approvato dalla Conferenza dei Servizi e in dirittura di arrivo presso il ministero dell&rsquo;Ambiente. Una struttura dal costo di 40 milioni di euro, tutti privati, capace di produrre biogas che soddisfer&agrave; l&rsquo;esigenza energetica del Centro di Ricerca Aerospaziale e di tutte le industrie aeronautiche presenti in zona. Un impianto a tossicit&agrave; zero capace di abbattere il costo della Tarsu pagata a Capua. Grazie all&rsquo;impegno dell&rsquo;assessore al ramo, Marco Ricci, che ha sempre creduto nel dissociatore molecolare, tutto si sta realizzando in fretta e nel giro di pochi mesi ci saranno belle novit&agrave;&raquo;. <br />Stefano Canciello]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[La Rete dei comitati e movimenti vesuviani contro le discariche del Vesuvio]]></title>
            <link>http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/weblog/3509.html</link>
            <guid isPermaLink="true">http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/weblog/3509.html</guid>
            <pubDate>Wed, 27 Jan 2010 14:00:25 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[TIA]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[difesa del territorio]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[riciclo]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[riuso]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[TARSU]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[comitato civico]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[compostaggio]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[discarica]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[raccolta differenziata]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[rifiuti]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<p><span style="font-size: 13.5pt">Mercoled&igrave; 27 gennaio alle ore 19&nbsp;</span></p><span style="font-size: 13.5pt">Palasport di Boscoreale in via Panoramica</span><span style="font-size: 13.5pt">per mettere in campo nuove iniziative a sostegno della raccolta differenziata e alla chiusura delle discariche del Vesuvio.<br /></span><br /><strong><em>Gioved&igrave; 28 gennaio 2010, alle ore 21,</em></strong><em> presso i locali della stazione Fs di Boscoreale, in via Giovanni Della Rocca 252, si svolger&agrave; l&acute;assembela pubblica organizzata dal </em><strong><em>Movimento per la difesa del Territorio </em></strong><em>ed il </em><strong><em>Comitato civico Boscoreale 2008</em></strong><em>. Questi i temi che saranno discussi:</em><em><br /><em>1. Riduzione a monte dei rifiuti e campagna informativa e formativa per dare suggerimenti sull&rsquo;acquisto di prodotti che comportino una minore produzione di rifiuti (imballaggi, decorazioni superflue, materiali disomogenei e difficili da smaltire, ecc.). Valutare con attenzione ci&ograve; che si acquista, operando una scelta tra diversi prodotti dello stesso tipo, per orientarsi su quelli che, a parit&agrave; di qualit&agrave;, generano meno scarti;</em><br /><em>2. Rimozione immediata dei rifiuti giacenti su tutto il territorio;</em><br /><em>3. Raccolta differenziata porta a porta effettiva e documentata con annesso e specifico piano industriale che preveda in tempi rapidissimi un passaggio da TARSU a T.I.A., abbattendo i costi del servizio ed allo stesso tempo rispettando la direttiva europea sintetizzata dal principio &ldquo;Chi inquina paga&rdquo;; </em><br /><em>4. Trattamento Meccanico Biologico (TMB): trattamento a freddo dei rifiuti con sistema di estrusione (tipo Vedelago);</em><br /><em>5. Riciclo, Riuso e Compostaggio;</em><br /><em>6. Incentivare controlli e sanzioni, in modo che siano un monito per quei cittadini che ancora non sono convinti che la differenziata &egrave; una questione di vita o di morte per l&rsquo;ambiente naturale che ci circonda;</em><br /><em>7. Installare, dove lo spazio lo consente, mini isole ecologiche in tutta la regione Campania nei parcheggi a servizio di: supermercati, centri commerciali, cinema, stazioni ferroviarie e marittime, discoteche, bar, ristoranti, pizzerie, lidi balneari, industrie, scavi archeologici, musei, scuole, chiese, sedi di Istituzioni Pubbliche, ospedali e in tutti i parcheggi pubblici e privati custoditi;</em><br /><em>8. Incentivare il compostaggio domestico familiare e condominiale tramite manifesti e depliant illustrativi con relative istruzioni;</em><br /><em>9. Applicare su tutti i prodotti in commercio un bollino colorato dello stesso colore del contenitore della raccolta differenziata alla quale &egrave; destinato quando diventer&agrave; rifiuto, mentre per i prodotti che non vanno nei bidoni applicare una targhetta con le istruzioni di come smaltirlo quando non sar&agrave; pi&ugrave; utilizzabile;</em><br /><em>10. Istituzione di piattaforme ecologiche in numero sufficiente per rendere agevole l&rsquo;utilizzo delle stesse da parte dei cittadini, tenendo presente la particolare conformazione geografica del territorio comunale. Dette piattaforme dovrebbero essere attrezzate con delle tettoie dove depositare tutti quei rifiuti recuperabili quali mobili, sedie, divani che con piccoli lavori artigianali potrebbero essere, una volta riparati, distribuiti a tutte quelle famiglie che si trovano in stato di bisogno. La riparazione potrebbe essere affidata a dei volontari che presterebbero la loro opera come gesto di solidariet&agrave;. A questo scopo si potrebbero reclutare i volontari con manifesti o attraverso le Parrocchie, le Associazioni e i Circoli;</em><br /><em>11. Trasmettere periodicamente il percorso del materiale riciclato dal bidone al sito di lavorazione, per sfatare la convinzione che la raccolta differenziata sia solo fittizia, e cio&egrave; che in qualche luogo lontano da occhi indiscreti il differenziato finisca con l&rsquo;indifferenziato e portato cos&igrave; in discarica;</em><br /><em>12. Istituzione da parte dei Comuni di uno sportello telematico per fornire ai cittadini informazioni ed aggiornamenti sulla problematica dei rifiuti in tempo reale;</em><br /><em>13. Piano straordinario di bonifica delle aree inquinate;</em><br /><em>14. Abolizione definitiva dei commissariati straordinari;</em><br /><em>15. Un nuovo piano rifiuti concordato con le comunit&agrave; locali autorganizzate;</em><br /><em>16. Contro discariche e inceneritori. </em></em><strong><em><span style="font-size: 13.5pt"><a href="http://www.vesuvionline.ilcannocchiale.it/"  target="_blank"><span style="color:windowtext">www.vesuvionline.ilcannocchiale.it</span></a></span></em></strong><strong><em></em></strong><strong><em>&nbsp;</em></strong><strong><em>VesuvioTV.it&nbsp; </em></strong><strong><em></em></strong><strong><em>&nbsp;</em></strong><strong><em>la webTv di vesuvionline</em></strong><strong><em></em></strong>&nbsp;]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Dal fronte dei rifiuti in Campania]]></title>
            <link>http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/weblog/3451.html</link>
            <guid isPermaLink="true">http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/weblog/3451.html</guid>
            <pubDate>Tue, 19 Jan 2010 11:09:35 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[blocco]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[bolletta]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[napoli]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[raccolta differenziata]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[rifiuti]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[tarsu]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<p>&nbsp;</p><p align="center"><a class="mediafile pdf" href="http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/files/-1/1449/Tarsu%2C+a+Napoli+%C3%A8+la+pi%C3%B9+cara+d%5C%27Italia.pdf">Tarsu, a Napoli è la più cara d'Italia.pdf</a> </p><p align="center"><a class="mediafile pdf" href="http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/files/-1/1450/La+raccolta+differenziata+rischia+il+blocco.pdf">La raccolta differenziata rischia il blocco.pdf</a> </p><p align="center">&nbsp;</p>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[TARSU e impianti, dopo le proteste cambia il decreto]]></title>
            <link>http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/weblog/3442.html</link>
            <guid isPermaLink="true">http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/weblog/3442.html</guid>
            <pubDate>Tue, 19 Jan 2010 10:21:19 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[proteste]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[TARSU]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[consorzi di bacino]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[decreto]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[impianti]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[province]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<p align="center"><a class="mediafile pdf" href="http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/files/-1/1444/Tarsu+e+impianti%2C+dopo+le+proteste+il+decretoo+cambia.pdf">Tarsu e impianti, dopo le proteste il decretoo cambia.pdf</a> </p><p align="center"><a class="mediafile pdf" href="http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/files/-1/1445/scioperano+gli+addetti+dei+consorzi%2C+raccolta+a+rischio.pdf">scioperano gli addetti dei consorzi, raccolta a rischio.pdf</a> </p><p align="center">&nbsp;</p>]]></description>
        </item>
        
    </channel>
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