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        <title><![CDATA[La Rete Civica di Napoli : Post taggati con risarcimento]]></title>
        <description><![CDATA[Il blog per La Rete Civica di Napoli, ospitato da La Rete Civica della Campania.]]></description>
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            <title><![CDATA[La provincia di Bergamo fa causa alla Campania: sulla centrale, risarciteci]]></title>
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            <pubDate>Sat, 19 Dec 2009 12:03:37 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[biomasse]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Bergamo]]></dc:subject>
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		<dc:subject><![CDATA[risarcimento]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<h3>La provincia di Bergamo fa causa alla Campania: sulla centrale, risarciteci <br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;  </h3><h2 style="font-size: 18px; font-family: Times New Roman, Times, serif">Nel Beneventano stop all&rsquo;impianto alle biomasse offerto dalla Provincia lombarda a causa delle proteste <br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </h2><div class="spalla right"><div class="foto-correlate spacer_bottom">BENEVENTO &mdash; Altro che clima di concordia nazionale in vista dei 150 anni dell&rsquo;unit&agrave; d&rsquo;Italia. La Provincia di Bergamo chieder&agrave; un risarcimento danni alla Regione Campania, alla Pro&shy;vincia di Benevento e al Comune di San Salvatore Telesino dopo il no a co&shy;struire in quest&rsquo;ultimo paese una cen&shy;trale energetica alimentata a biomas&shy;se. In ballo ci sono circa 4 milioni di euro che Bergamo ha gi&agrave; speso per la costruzione dell&rsquo;impianto e di cui adesso chiede la restituzione agli enti campani. &laquo;L&rsquo;accordo c&rsquo;era gi&agrave;, poi ci si &egrave; mes&shy;sa di mezzo la politica&raquo; commenta Et&shy;tore Pirovano, leghista, da 40 giorni presidente della Provincia di Berga&shy;mo, al termine della seduta di Abm (la societ&agrave; multiservizi orobica) in cui &egrave; stata ribadita la volont&agrave; di dar batta&shy;glia sui 4 milioni. Lo stesso Pirovano, tuttavia, rivela il suo scetticismo sul&shy;l&rsquo;operazione: &laquo;Io quei soldi li avrei spe&shy;si per le infrastrutture del nostro terri&shy;torio e anche un impianto per la pro&shy;duzione di energia l&rsquo;avrei costruito qui, mica a Benevento&raquo;. L&rsquo;idea di partenza era ispirata a quei criteri di green economy che sem&shy;brano avere l&rsquo;approvazione di tutti: Bergamo avrebbe costruito nel San&shy;nio una centrale in grado di produrre energia bruciando scarti vegetali e agricoli. I kilowatt sarebbero stati poi im&shy;messi nella rete nazionale (che paga prezzi vantaggiosissimi all&rsquo;energia de&shy;rivante da fonti rinnovabili) e rivendu&shy;ti alle aziende di Bergamo. L&rsquo;intera operazione era stata affidata alla socie&shy;t&agrave; Vocem, &laquo;figlia&raquo; di Abm e dunque a capitale quasi totalmente in mano alla provincia di Bergamo. &laquo;Se bisogna risolvere un problema nazionale non esistono Nord e Sud n&eacute; steccati politici&raquo; aveva detto e ribadi&shy;sce ora Valerio Bettoni, ex Forza Italia, ex presidente della Provincia di Berga&shy;mo che aveva mandato in porto l&rsquo;ope&shy;razione in collaborazione col suo omo&shy;logo di Benevento, di area diessina. Bettoni, va ricordato, fu l&rsquo;unico ammi&shy;nistratore lombardo che durante la cri&shy;si dei rifiuti di Napoli si disse disposto a smaltire parte della spazzatura cam&shy;pana. L&rsquo;area su cui costruire l&rsquo;impianto era gi&agrave; stata individuata nel Comune di San Salvatore Telesino, Vocem l&rsquo;ave&shy;va acquistata per oltre 3 milioni di eu&shy;ro, altri soldi erano stati spesi per la progettazione della centrale. Finch&eacute; l&rsquo;accordo Bergamo - Bene&shy;vento &egrave; divenuto carta straccia, affos&shy;sato dalla &laquo;conferenza dei servizi&raquo; te&shy;nutasi in Regione. C&rsquo;&egrave; chi ha visto in questo dietro&shy;front la guerra che in Campania con&shy;trappone il centrosinistra all&rsquo;area poli&shy;tica di Clemente Mastella, chi invece i comitati spontanei locali che quell&rsquo;im&shy;pianto l&rsquo;hanno sempre ritenuto l&rsquo;enne&shy;simo inceneritore punto e basta: &laquo;Be&shy;nevento non produce una quantit&agrave; di scarti vegetali tali da giustificare un impianto di quelle dimensioni&raquo; &egrave; sem&shy;pre stato il loro punto di vista. Come prova a carico aggiungono anche una delibera votata dalla Provincia di Ber&shy;gamo il 23 marzo scorso, con la quale si annuncia la dismissione proprio del&shy;la societ&agrave; Vocem perch&eacute; la produzio&shy;ne di energia non sarebbe in linea con gli scopi istituzionali dell&rsquo;ente. &laquo;Quel&shy;la societ&agrave; - sostengono i comitati &shy;non serviva a tutelare l&rsquo;ambiente ma a fare cassa attraverso i cosiddetti certi&shy;ficati verdi&raquo; vale a dire l&rsquo;acquisto da parte della rete elettrica nazionale a prezzi maggiorati dell&rsquo;energia &laquo;puli&shy;ta &raquo;. Morale: alleanza Nord - Sud falli&shy;ta, impianto che va nel dimenticatoio e ricorso agli avvocati ormai scontato. </div></div><p class="footnotes clearfix">Claudio Del Frate <br /><strong>28 luglio&nbsp;2009</strong> <br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;  </p>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Rifiuti, ultimatum all'Italia]]></title>
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            <pubDate>Tue, 23 Jun 2009 10:07:16 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[Corte europea]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Errico Di Lorenzo]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[campania]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[rifiuti]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[risarcimento]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<table border="0"  class="contentpaneopen"  style="580px"><tbody><tr><td class="contentheading"  width="100%"  style="16px Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; text-transform: uppercase; color: #690000">RIFIUTI, ULTIMATUM ALL&acute;ITALIA</td><td class="buttonheading"  width="100%"  align="right"  style="font-size: 12px"><br /></td><td class="buttonheading"  width="100%"  align="right"  style="font-size: 12px"><br /></td><td class="buttonheading"  width="100%"  align="right"  style="font-size: 12px"><span class="Apple-style-span"  style="color:#000000; -webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px">&nbsp;</span></td></tr></tbody></table><div id="fullarticle"  style="font-size: 12px"><table border="0"  cellspacing="0"  cellpadding="0"  width="100%"  class="contentpaneopen"  style="580px"><tbody><tr><td style="font-size: 12px"><table border="0"  cellspacing="0"  cellpadding="0"  width="100%"><tbody><tr><td width="100%"  valign="top"  style="font-size: 12px"><table border="0"  cellspacing="0"  cellpadding="0"  width="100%"><tbody><tr><td style="font-size: 12px"><p style="margin:4px 0px 2px; font: 11px Arial, Helvetica, sans-serif; color: #818181"  class="writtenby">Scritto da R. F. da la Repubblica Napoli, 21-06-2009 10:05</p></td></tr></tbody></table><br /><div align="justify"  style="font-size: 12px">&laquo;RICORDO il colpo al cuore che provavo a passare per via Roma sommersa di sacchetti. E anche sotto casa mia avevo la spazzatura che mi arrivava alle finestre&raquo;.&nbsp;</div><div align="justify"  style="font-size: 12px">&Egrave; l&acute;immagine che ha indotto alla reazione Errico Di Lorenzo, l&acute;avvocato cassazionista protagonista del ricorso alla Corte europea per i diritti dell&acute;uomo. Ricorso accettato dalla Corte, che ha chiamato in causa lo Stato italiano per il possibile risarcimento ai cittadini danneggiati dal disastro rifiuti. Di Lorenzo ha spiegato ieri come &egrave; nata l&acute;iniziativa: &laquo;Venti ricorrenti, fra cui anche io, che si sono ritrovati un giorno a casa mia, a Somma Vesuviana. Gente di varia estrazione politica e culturale&raquo;. Come dire che, bench&egrave; lui si appoggi alla Destra di Storace, che infatti ha divulgato la notizia, la faccenda non &egrave; una vicenda di partito.&nbsp;<br />Allo stato, la Corte ha accolto il ricorso, per violazione di due articoli della Convenzione dei diritti dell&acute;uomo: il 2 (diritto alla vita, con riferimento al segnalato tasso in aumento di tumori) e l&acute;otto (diritto alla vita privata e familiare). Di conseguenza, il 3 giugno ha disposto di fare formale contestazione al governo italiano, invitandolo a fornire giustificazione sui fatti e a manifestare la sua disponibilit&agrave; a un risarcimento danni. Ha inoltre stabilito il carattere di assoluta urgenza e priorit&agrave; della controversia, fissando il 23 ottobre come termine massimo per l&acute;ulteriore istruttoria. La sottintesa aspettativa &egrave; che, prima di quella data, il governo vada a una transazione con i ricorrenti. E, poich&eacute; si parla per ora in sostanza di danni morali, la cifra concordabile potrebbe aggirarsi sui 1000-1500 euro.&nbsp;<br />Cifra simbolica. Ci si aspetta dunque che la vertenza possa essere composta bonariamente. Anche perch&egrave; in caso contrario la Corte potrebbe comunque condannare l&acute;Italia e magari applicare ulteriori sanzioni. Il punto &egrave; che Di Lorenzo ha in mente un secondo livello di scontro, pi&ugrave; significativo dal punto di vista politico, e certo pi&ugrave; gravoso su quello finanziario. &laquo;Vogliamo che si identifichino e si colpiscano i colpevoli dello sfascio - dice l&acute;avvocato - Anche la Corte, nel motivare le decisioni fin qui adottate, ha posto al governo il quesito sul perch&eacute; questo non sia finora avvenuto in nessun procedimento, nessuna sentenza&raquo;.<br />Ecco perch&eacute;, al di l&agrave; della vicenda dei primi 20 ricorrenti, Di Lorenzo si mette sin da oggi a disposizione di quanti vorranno in futuro avanzare a loro volta ricorso, &laquo;siano essi privati o operatori economici, penso ad esempio agli albergatori napoletani, cos&igrave; colpiti nella loro attivit&agrave;&raquo;. &Egrave; ovvio che in questo caso la portata economica del risarcimento salirebbe di livello. Fino al punto da indurre finalmente la Corte dei Conti ad andare a caccia dei responsabili sui quali rifarsi per il danno patrimoniale subito dallo Stato. Un risultato politico, al quale Errico dice di tenere molto. Idem Maurizio Bruno, segretario provinciale della Destra: &laquo;Il nuovo governo ha anche risolto l&acute;emergenza, ma noi vogliamo che siano puniti i responsabili di questi quindici anni di sfascio&raquo;.</div></td></tr></tbody></table>&nbsp;</td></tr></tbody></table></div>]]></description>
        </item>
                
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            <title><![CDATA[La Corte Europea: lo Stato risarcisca i cittadini campani]]></title>
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            <pubDate>Sun, 21 Jun 2009 10:23:53 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[campania]]></dc:subject>
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		<dc:subject><![CDATA[risarcimento]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[storace]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[tarsu]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<table border="0"  class="contentpaneopen"  style="580px"><tbody><tr><td class="contentheading"  width="100%"  style="16px Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; text-transform: uppercase; color: #690000">DANNO RIFIUTI, 1500 EURO A TESTA. LA CORTE EUROPEA: &laquo;LO STATO RISARCISCA I CITTADINI CAMPANI&raquo;</td><td class="buttonheading"  width="100%"  align="right"  style="font-size: 12px"><br /></td><td class="buttonheading"  width="100%"  align="right"  style="font-size: 12px"><br /></td><td class="buttonheading"  width="100%"  align="right"  style="font-size: 12px"><span class="Apple-style-span"  style="color:#000000; -webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px">&nbsp;</span></td></tr></tbody></table><div id="fullarticle"  style="font-size: 12px"><table border="0"  cellspacing="0"  cellpadding="0"  width="100%"  class="contentpaneopen"  style="580px"><tbody><tr><td style="font-size: 12px"><table border="0"  cellspacing="0"  cellpadding="0"  width="100%"><tbody><tr><td width="100%"  valign="top"  style="font-size: 12px"><table border="0"  cellspacing="0"  cellpadding="0"  width="100%"><tbody><tr><td style="font-size: 12px"><p style="margin:4px 0px 2px; font: 11px Arial, Helvetica, sans-serif; color: #818181"  class="writtenby">Scritto da R. F. da la Repubblica Napoli, 20-06-2009 10:58</p></td></tr></tbody></table><br /><div align="justify"  style="font-size: 12px">ALTRO che Tarsu al massimo. Nel duello sulla spazzatura fra Comune e governo si inserisce la Corte europea per i diritti dell&acute;uomo. L&acute;organismo ha accolto ieri con procedura d&acute;urgenza un ricorso presentato dagli uomini della Destra di Storace.&nbsp;</div><div align="justify"  style="font-size: 12px">Il ricorso mirava a ottenere per i cittadini campani un rimborso a causa dei danni patiti nell&acute;emergenza rifiuti. La Corte, con sede a Strasburgo, ha accolto la tesi e ha dunque disposto che lo Stato proceda a questo rimborso a vantaggio dei residenti in Campania. Il risarcimento sarebbe dovuto per il danno economico, biologico ed esistenziale subito dalla scorsa crisi rifiuti. L&acute;importo &egrave; ovviamente variabile, in ragione del luogo ma anche della tipologia di contribuente. Ma la media si aggira intorno ai 1500 euro a testa.&nbsp;<br />I particolari del dispositivo saranno resi noti oggi dai dirigenti del partito, Bruno Esposito e Maurizio Bruno, assistiti dai legali che hanno curato la pratica. La Corte chieder&agrave; un incontro col governo italiano per vagliare come questo voglia mettere in pratica la sentenza, pena altre sanzioni in caso di inadempienza. D&acute;altro canto la Corte, nell&acute;accogliere il ricorso, ha anche chiesto che l&acute;Italia individui e punisca patrimonialmente i responsabili del disastro che ha devastato l&acute;immagine della regione.<br />Su strada intanto la crisi rifiuti registra una nuova recrudescenza con epicentro Quarto. Un caso non nuovo, gi&agrave; foriero in passato di polemiche fra il sindaco e il sottosegretario Bertolaso. Ora il primo cittadino Sauro Secone torna a chiedere l&acute;intervento del governo. In particolare Secone chiede &laquo;l&acute;invio di una ditta che al pi&ugrave; presto provveda a eliminare i cumuli di spazzatura che sono ancora per strada&raquo;. La situazione si sta facenda anche per le alte temperature e delle circa 90 tonnellate di spazzatura ancora in strada. Il tutto mentre prosegue la protesta dei dipendenti della &quot;Quarto Multiservizi spa&quot;: dopo lo sciopero dello scorso 17 giugno, sono stati proclamati altri due giorni di astensione dal lavoro per il 30 giugno e l&acute;1 luglio. <strong>Intanto l&acute;ex direttore del Termovalorizzatore di Acerra, Giuseppe Vacca, coinvolto nell&acute;indagine sui collaudi degli impianti di cdr, ha rassegnato ieri le dimissioni.</strong> Il gip Aldo Esposito ha sostituito all&acute;indagato (difeso dagli avvocati Giuseppe Fusco e Lucio Majorano) la misura dell&acute;obbligo di dimora con un obbligo di firma.</div></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table></div>]]></description>
        </item>
                
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            <title><![CDATA[Venerdì 17 aprile: amianto e giustizia]]></title>
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            <pubDate>Tue, 14 Apr 2009 13:16:51 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[giustizia]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[federico II]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[amianto]]></dc:subject>
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		<dc:subject><![CDATA[risarcimento]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[AIEA]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<p style="font-size: 16px; line-height: normal; font-style: normal; font-family: Times New Roman, Times, serif"  align="center"><strong>AMIANTO E GIUSTIZIA<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br /></strong><span>La &quot;via americana&quot;: esperienze a confronto e le opportunit&agrave; di risarcimento immediato per i marittimi italiani. Il ruolo e le attivit&agrave; dell&rsquo;AIEA in Italia.</span></p><em><span><p align="center">&nbsp;</p><p align="center">Venerd&igrave; 17 aprile</p><p align="center">c/o Sala della IV Municipalit&agrave; - Via Gianturco., 99</p>Napoli<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br />&nbsp;PROGRAMMA<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />Ore 11.00: Introduce il seminario Fulvio Aurora, segretario nazionale AIEA (Associazione Italiana Esposti Amianto) <p align="justify">&nbsp;</p><p align="justify">Ore 11.30: Conferenza Stampa</p><p align="justify">&nbsp;</p><p align="justify">Ore 13.00: Buffet</p><p align="justify">&nbsp;</p><p align="justify">Ore 14.30: Seminario</p><p align="justify">&nbsp;</p>- intervento dell&rsquo;Avv. Mitchell Cohen dello Studio Legale Locks di Philadelphia (USA) introdotto dall&rsquo;Avv. Claudio Ceriani dello Studio Legale Ceriani e Associati di Milano <p align="justify">&nbsp;</p><p align="justify">- intervento del Prof. Umberto Carbone, ordinario di Scienze Mediche Preventive Universit&agrave; degli Studi Federico II di Napoli</p><p align="justify">&nbsp;</p><p align="justify">- intervento del dott. Gerardo Ciannella De Agostini - Dirigente Servizio Medicina Preventiva A.O .Monaldi Napoli -Medico del Lavoro </p><p align="justify">- intervento di Franco Maranta -ferroviere -gi&agrave; consigliere regionale e membro della V Commissione Regione Campania </p><p align="justify">&nbsp;</p><p align="center">Dibattito </p><p align="center">coordinatore Paolo Fierro MD Napoli</p><p align="center">&nbsp;</p>　&nbsp;&nbsp; <p align="justify">Ore 17.00: Conclusioni avvocato Paolo Sorrentino </p></span></em>]]></description>
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            <title><![CDATA[Si pensi all'inceneritore di Acerra]]></title>
            <link>http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/weblog/1799.html</link>
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            <pubDate>Thu, 02 Apr 2009 09:36:45 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[sentenza]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[risarcimento]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[inceneritore]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[fumo]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[danni]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[cassazione]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[sigarette]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[acerra]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<div><div><strong><span style="font-size: 17pt; color: #5e8a1f; font-family: 'Verdana','sans-serif'">Sentenza della cassazione sul fumo di sigarette<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; <br /></span></strong><span style="font-size: 9.5pt; font-family: 'Verdana','sans-serif'"><strong>Con la sentenza 7875 la Corte di Cassazione ha confermato un risarcimento danni in favore di una famiglia residente su di un bar i cui clienti erano accaniti fumatori. Infatti era diventato impossibile aprire le finestre e vivere liberamente.<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong></span></div></div>]]></description>
        </item>
        
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