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        <title><![CDATA[La Rete Civica di Napoli : Post taggati con ricorso]]></title>
        <description><![CDATA[Il blog per La Rete Civica di Napoli, ospitato da La Rete Civica della Campania.]]></description>
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            <title><![CDATA[Martedì 20 Luglio h.12: Conferenza stampa comitato campano per l'acqua pubblica]]></title>
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            <pubDate>Tue, 20 Jul 2010 10:02:12 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[acqua pubblica]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[comitato campano]]></dc:subject>
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		<dc:subject><![CDATA[Conferenza stampa]]></dc:subject>
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		<dc:subject><![CDATA[tar]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[Il comitato campano per l'acqua pubblica, impegnatosi attivamente nella straordinaria campagna referendaria che ha visto l'apporto di 1 milione e 400 mila cittadine/i firmatare/i, rende noto che a chiusura campagna referendaria, e, in occasione degli ultimi avvenimenti in ato2 Napoli/Volturno, che Marted&igrave; 20 alle ore 12 terr&agrave; una conferenza stampa. <br /><div class="gmail_quote"><p style="margin-bottom: 0cm"  align="justify">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />Per l'occasione verr&agrave; presentato il ricorso al Tar che il comitato ha ritenuto necessario effettuare, per impugnare la delibera (n.5 del 18/06/10) che prevede un'accellerazione della privatizzazione dell'acqua in Ato2. I</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="justify">noltre sar&agrave; lanciato alla cittadinanza l'appuntamento del presidio in difesa dell'acqua pubblica per Il 26 Luglio in concomitanza con l'assemblea dei sindaci Ato2, prevista alle ore 16.00 presso l'hotel Oriente in Via Diaz 44, Napoli.<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp; </p><p align="center">Si invita pertanto alla</p><p style="margin-top: 0.21cm"  align="center"><strong>CONFERENZA STAMPA</strong></p><p align="center"><strong>Mart 20 Luglio alle ore 12,00</strong></p><p align="center"><strong>presso sede di Manitese, piazza Cavour</strong></p><p align="center"><strong>Napoli</strong></p><p align="center"><strong>interverranno:</strong> Padre Alex Zanotelli, l'avv. Maurizio Montalto, Giulia Gagliotta (Comitato Campano Acqua), Raphael Pepe (Comitato Acqua Napoli)</p><p align="center"><br />UFFICIO STAMPA COMITATO CAMPANO PRO REFERENDUM ACQUA<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; </p></div>]]></description>
        </item>
                
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            <title><![CDATA[No alla fabbrica dei liquami ad Acerra]]></title>
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            <pubDate>Sun, 07 Mar 2010 11:22:17 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[Acerra]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[No]]></dc:subject>
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		<dc:subject><![CDATA[liquami]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[ngp bio natura]]></dc:subject>
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            <description><![CDATA[<strong>NGP Bio Natura: ecco il ricorso degli ambientalisti <br />&ldquo;No alla fabbrica dei liquami ad Acerra&rdquo;, la parola al TAR<br />Luigi Montano: &ldquo;Un atto dovuto, Acerra ha gi&agrave; pagato a caro prezzo!&rdquo;<br /></strong><br />di Gennaro Esposito<br />Acerra &ndash; Secondo ricorso al TAR Campania contro il decreto regionale che aveva <br />autorizzato la NGP Bio Natura ad aprire l&rsquo;ennesima fabbrica della morte nell&rsquo;<br />area ex-Montefibre. A sottoscriverlo il Forum ambientalista (associazione <br />nazionale accreditata a ricorrere in questi casi) a cui si sono &lsquo;accodati&rsquo; i <br />movimenti e i comitati acerrani e del territorio: &lsquo;Donne del 29 Agosto&rsquo;, <br />Federazione &lsquo;Assocampaniafelix&rsquo;, &lsquo;Rete contro l&rsquo;Inceneritore&rsquo;. Una battaglia <br />infinita, come lo &egrave; quella contro l&rsquo;impianto di incenerimento pi&ugrave; grande d&rsquo;<br />Europa, all&rsquo;indomani della condanna UE all&rsquo;Italia, accusata di avere messo in <br />serio pericolo la salute dei cittadini campani durante la cosiddetta &lsquo;emergenza <br />rifiuti&rsquo; del 2007. &ldquo;E&rsquo; stato un atto dovuto &ndash; ha commentato il delegato della <br />Federazione Assocampaniafelix Luigi Montano -&nbsp; questa fabbrica pu&ograve; davvero dare <br />la mazzata finale alla salute dei miei concittadini. Va chiusa in quanto Acerra <br />&egrave; gi&agrave; stata ufficialmente dichiarata &lsquo;disastrata per diossina&rsquo; e ha gi&agrave; pagato <br />a caro prezzo per le politiche industriali scellerate degli anni &lsquo;70 e &lsquo;80 con <br />l&rsquo;insediamento della Montefibre&rdquo;. Un ricorso che segue quello presentato dal <br />Consiglio comunale del paese di Pulcinella all&rsquo;inizio di febbraio, dopo che era <br />stata boicottata la proposta del consigliere di opposizione Alfonso Liguori di <br />utilizzare i poteri speciali conferiti al sindaco per impedire l&rsquo;apertura dell&rsquo;<br />industria insalubre Ngp. &ldquo;Il regio decreto del 34 non serve &ndash; aveva detto il <br />sindaco Tommaso Esposito &ndash; Non mi hanno dato nessun pretesto per ordinare la <br />chiusura dell&rsquo;impianto di smaltimento. Non c&rsquo;&egrave; nessun pericolo immediato per la <br />salute pubblica&hellip;&rdquo;. Una questione spinosa, che vede anche la partecipazione dei <br />cittadini acerrani, che hanno sottoscritto circa mille firme in due settimane a <br />favore del referendum&nbsp; promosso dallo stesso Liguori e supportato dai comitati <br />ambientalisti e dalle associazioni. &ldquo;Referendum necessario&rdquo;, aveva chiosato l&rsquo;<br />avvocato Bianco &ldquo;La sovranit&agrave; popolare in primis&rdquo;. E qualcuno sospetta anche un <br />giro di tangenti che coinvolge il Comune. &ldquo;Le tangenti le prendono, potete <br />scriverlo&rdquo; aveva commentato giorni addietro Antonio Montesarchio, ex operaio <br />Montefibre scampato alla &lsquo;strage&rsquo; dei morti di tumore a seguito delle <br />esalazioni con le sostanze chimiche in vent&rsquo;anni di attivit&agrave;. Insomma una <br />vicenda arroventata che vede Acerra alla ribalta per le note questioni che <br />riguardano l&rsquo;ambiente e i danni alla salute. &ldquo;Le bonifiche sono solo un <br />miraggio&hellip;&rdquo; commentano Le Donne del 29 Agosto &ndash; &ldquo;l&rsquo;Unione europea ci condanna, <br />speriamo che le nostre lotte fruttino qualcosa&rdquo;. Tommaso Esposito raggiante <br />&ldquo;Modestamente abbiamo contribuito a questa sentenza della UE. Chi ha governato <br />la Campania ha moltissime responsabilit&agrave; sulla questione inceneritore. E&rsquo; un <br />impianto da chiudere subito!&rdquo;.<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;]]></description>
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            <title><![CDATA[Acerra, la Fibe ricorre al giudice contro il decreto]]></title>
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            <pubDate>Mon, 18 Jan 2010 09:58:04 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[ricorso]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[giudice]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[decreto]]></dc:subject>
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		<dc:subject><![CDATA[Acerra]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[Da Il Mattino del 16/01/2010<br /><br />Azione legale nei confronti del governo &laquo;Vantiamo crediti per 750 milioni&raquo; <br />&nbsp;<br /><strong>Acerra, la Fibe ricorre al giudice cotnro il decreto<br /><br /></strong>Adolfo Pappalardo Non solo i sindaci per lo scippo della Tarsu: ora contro il decreto 195 del 30 dicembre scorso, che chiude l&rsquo;emergenza rifiuti, scende in campo anche la Fibe-Impregilo. E trascina in tribunale la presidenza del Consiglio dei ministri. L&rsquo;ha fatto attraverso la sua controllata Fisia Italimpianti che ha deciso di presentare ricorso presso il tribunale di Genova senza attendere eventuali modifiche durante la conversione in legge del decreto. In ballo ci sono circa 750 milioni di crediti vantati che il decreto cristallizza. Interessi compresi. Il provvedimento di fine anno &egrave; una doccia gelata per la societ&agrave; ex Iri con sede a Genova costretta a mettere in cassa integrazione straordinaria i suoi 250 addetti. Nonostante i crediti vantati. Da qui il ricorso per violazione del diritto di propriet&agrave;, violazione della normativa europea in materia di libert&agrave; d&rsquo;impresa e mancato rispetto dei tempi di pagamento dei fornitori. Il ricorso, presentato dagli studi legali Giuffr&eacute; (Roma) e Maresca (Genova), ripercorre tutta la genesi del contezioso: dalla gestione del ciclo dei rifiuti e la costruzione degli ex cdr prima della rescissione del contratto (circa 350 milioni) sino ai soldi anticipati per erigere e ultimare il termovalorizzatore di Acerra (quasi 400 milioni di euro). Una partita, stando al ricorso, di circa 750 milioni. E per capirla la (complessa) partita occorre ripartire da quella gara d&rsquo;appalto vinta dalla Fibe-Fisia nel &rsquo;99 per gestire il ciclo campano dei rifiuti. Contratto poi rescisso nel novembre del &rsquo;95. Per quei sei anni la societ&agrave; vanterebbe la somma di 350 milioni tra tariffe mai incassate per smaltimento e, soprattutto, per la costruzione degli ex cdr ora passati alle societ&agrave; provinciali. La parte pi&ugrave; delicata. Per somma richiesta (200 milioni) e per reato contestato: violazione del diritto di propriet&agrave;. Gli impianti, infatti, sono su terreni della Protezione civile ma costruiti, &egrave; motivato nel ricorso, dalla Fisia. E formalmente non c&rsquo;&egrave; stato mai nessun passaggio di propriet&agrave; anche se nel contratto iniziale era previsto. Pi&ugrave; intricata la situazione dell&rsquo;inceneritore di Acerra: il gruppo non ha mai riscosso i soldi anticipati per costruirlo e ultimarlo (su suoli di sua propriet&agrave;): quasi 400 milioni di euro. Una partita delicata su cui il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, il 28 luglio scorso, durante un&rsquo;audizione in commissione rifiuti aveva sollevato il problema: &laquo;Stiamo quantificandone il costo&raquo;, spiegava. Somma, ovviamente, che il colosso milanese vuole riavere indietro nonostante sia uscito fuori dal business campano nei giorni dell&rsquo;ermergenza rifiuti. Contava nel decreto di fine anno. E, invece, non solo non incassa ma si ritrova l&rsquo;impianto &laquo;senza alcun titolo, la gestione e redditivit&agrave; dell&rsquo;impianto tuttora di sua propriet&agrave; all&rsquo;A2A&raquo;. Da qui la decisione di presentare il ricorso. Anche perch&eacute; il termovalorizzatore rende, secondo le stime aziendali, circa 120 milioni di euro l&rsquo;anno. Ma nemmeno un centesimo finisce nel portafogli del colosso delle costruzioni: i ricavi della vendita di energia elettrica vengono divisi, da decreto, tra commissariato e la A2A. Da qui la richiesta ai magistrati di congelare gli effetti della nuova norma. <br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Nucleare: ricorso cinque regioni per incostituzionalità legge 99/2009]]></title>
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            <pubDate>Tue, 05 Jan 2010 16:05:05 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[Nucleare]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[antonio d'acunto]]></dc:subject>
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		<dc:subject><![CDATA[legge 99/2009]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[regioni]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[ricorso]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[vas]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<div align="center">Con l'annuncio di oggi da parte della Campania diventano cinque le regioni che hanno attivato&nbsp;&nbsp;ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge che vorrebbe reintrodurre il nucleare in Italia. Una prima grande vittoria dei VAS, del Comitato Antinucleare e dell'intero movimento ecopacifista: Guido Pollice ed Antonio D'Acunto (in allegato dichiarazioni).<br /><br /><a class="mediafile doc" href="http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/files/-1/1431/nucdic.doc">nucdic.doc</a> </div><div align="center"></div><div align="center">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </div>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Caivano - Energia da rifiuti organici, il Tar: l’impianto si farà]]></title>
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            <pubDate>Tue, 29 Dec 2009 20:51:44 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[biomasse]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[rifiuti organici]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[ricorso]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Tar]]></dc:subject>
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		<dc:subject><![CDATA[Caivano]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<p><strong>Energia da rifiuti organici il Tar: l&rsquo;impianto si far&agrave;<br /></strong>da Il Mattino del 29/12/2009<br /><br />Sabato Leo <br /><strong>Caivano.</strong> L&rsquo;impianto della societ&agrave; Cea (Consorzio energie alternative) per la produzione di energia elettrica alimentato a biomasse si far&agrave;. Lo ha sentenziato la VII sezione del Tar che si &egrave; pronunziato sul ricorso del Comune e lo ha dichiarato inammissibile. La sentenza di merito dei giudici partenopei di piazza Municipio &egrave; stata depositata alla vigilia di Natale. Rimane valido ed efficace, pertanto, il provvedimento della Regione che ha rilasciato alla societ&agrave; Cea l&rsquo;autorizzazione unica per la costruzione e l&rsquo;esercizio dell&rsquo;impianto contestato dal Comune. Con il ricorso, predisposto dall&rsquo;avvocato Giuliano Agliata, l&rsquo;ex sindaco di Caivano Giuseppe Papaccioli aveva impugnato il decreto dirigenziale con cui l&rsquo;Agc 12 (Sviluppo economico) della Regione aveva dato l&rsquo;ok alla societ&agrave; di cui &egrave; amministratore delegato l&rsquo;ingegnere Carmine Pepe. Secondo la denuncia dell&rsquo;amministrazione comunale si sarebbe pervenuti al provvedimento regionale, che &egrave; stato messo sotto accusa dal ricorso, tramite un procedimento amministrativo viziato sotto il profilo della legittimit&agrave;. Il Comune aveva sostenuto di non essere stato chiamato a partecipare alla conferenza dei servizi, sulla cui scorta era stato adottato il provvedimento finale. Aveva contestato, poi, che la procedura seguita dalla Regione non sarebbe stata conforme alla normativa vigente mentre non sarebbero state preventivamente acquisite le valutazioni e le autorizzazioni di rito, con particolare riferimento a quelle imposte in materia ambientale e urbanistico/edilizia. L&rsquo;impianto della Cea, di potenza pari a 1,1 MW, &egrave; alimentato a biogas prodotto alla fermentazione anaerobica controllata di biomasse che sono composte da liquami zootecnici e scarti vegetali e biodegradabili dei rifiuti. Nella causa sono intervenuti sia la Regione Campania che la societ&agrave; Cea evidenziando l&rsquo;inammissibilit&agrave; e l&rsquo;infondatezza del ricorso dell&rsquo;amministrazione comunale. La Regione si &egrave; costituita in giudizio con l&rsquo;avvocato Angelo Marzochella mentre la Cea &egrave; stata difesa dagli avvocati Aedo Violante, Adriano Vitucci e Antonio Parisi. Il collegio giudicante del Tar era composto dal presidente Salvatore Veneziano, dal consigliere Arcangelo Monaciliuni (estensore) e dal referendario Carlo Polidori.<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;  </p>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Interessante sentnza sui Cip 6]]></title>
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            <pubDate>Thu, 08 Oct 2009 08:08:42 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[berlusconi]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[cip 6]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[decreto]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[inceneritori]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[prodi]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[ricorso]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[sentenza]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<p>&nbsp;</p><p align="center"><a class="mediafile pdf" href="http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/files/-1/1305/sentenza+catanzaro+20-04-09%5C%27+responsab-stato.pdf">sentenza catanzaro 20-04-09' responsab-stato.pdf</a> </p><p align="center">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Greenpeace - Nucleare: indietro tutta]]></title>
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            <pubDate>Tue, 06 Oct 2009 11:48:57 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[regioni]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[opposizione]]></dc:subject>
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		<dc:subject><![CDATA[Nucleare]]></dc:subject>
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		<dc:subject><![CDATA[centrali nucleari]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<h1 class="PageHeader">Nucleare: indietro tutta!</h1><div class="PublishDate">01 Ottobre 2009&nbsp;<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </div><div class="Image Dresser"><div class="Image Item-Dresser"><p class="caption"><strong>Greenpeace diffonde le 'mappe nucleari' per l'Italia<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp; </strong></p></div></div><p class="teaser-para"><span class="city">Roma</span>, <span class="country">Italia</span> &mdash; Dopo l'appello delle associazioni ambientaliste, si &egrave; scatenato un vero e proprio &quot;effetto domino&quot; tra le Regioni per fermare la Legge 99/2009 sul nucleare. Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria e Basilicata hanno fatto ricorso alla Corte Costituzionale. </p><div class="body">Oltre a queste, <span>Sardegna</span> e <span>Veneto</span> hanno detto no al nucleare con ordini del giorno o dichiarazioni del presidente. Anche la <span>Sicilia</span> aveva manifestato l'intenzione di impugnare comunque la legge, ma non si ha ancora notizia di una delibera in tal senso. <br />La <span>delega nucleare</span> al Governo prevista dalla Legge 99/2009 cerca di imporre la localizzazione delle centrali, schiacciando le competenze delle Regioni e ignorando le scelte dei cittadini. Per questo Greenpeace, Legambiente e WWF, con una <a href="http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/file/lettera-regioni-nucleare"  target="_blank">lettera</a> dell'11 settembre scorso inviata ai Governatori e a tutti gli assessori competenti, hanno chiesto l'impugnazione di fronte alla Corte Costituzionale della norma contenuta nella legge 99/2009. <br />&Egrave; evidente come il nucleare trovi un muro quando passa dai proclami al territorio. In totale <span>11 Regioni</span>, ovvero il 56 per cento del territorio italiano, non vogliono il nucleare sul proprio territorio. <br />Il <span>Governo</span> deve tener conto di quanto sta succedendo nel Paese e fare marcia indietro rispetto a una prospettiva, quella del nucleare, costosa e insicura, oltre che inutile rispetto ai problemi energetici italiani. <br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </div><div class="body"  align="center">mappatura: <a class="mediafile pdf" href="http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/files/-1/1304/mappe-nucleari.pdf">mappe-nucleari.pdf</a> <br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </div>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Il TAR del Lazio accoglie il ricorso di Chiaiano]]></title>
            <link>http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/weblog/2374.html</link>
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            <pubDate>Thu, 25 Jun 2009 10:40:36 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[Chiaiano]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[TAR Lazio]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[campania]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[discarica]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[incendi dolosi]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[napoli]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[ricorso]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[rifiuti]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[terzigno]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<div><p class="cat"><a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/category/eco-news/"  target="_blank"  title="Visualizza tutti gli articoli in Eco-News">Eco-News</a></p><h2 class="post-title"><a href="{DABE4033-B249-41CE-BE87-DB34B27C9C60}mid://00000207/!x-usc:http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/06/24/tar-accoglie-ricorso-chiaiano/"  title="Il TAR del Lazio accoglie il ricorso di Chiaiano">Il TAR del Lazio accoglie il ricorso di Chiaiano</a> </h2><div class="post-content"><p style="text-align: justify">Questa mattina, presso la sede romana del&nbsp; T.A.R. Lazio, si &egrave; tenuta <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/06/22/chiaiano-tar-del-lazio-bus-per-roma/"  target="_blank">l&rsquo;udienza pubblica del procedimento di ricorso</a> promosso prima dal comune di <strong>Marano</strong>, e portato avanti ora dal Comitato civico <strong>Rosa dei Venti</strong> e da un folto gruppo di cittadini, contro l&rsquo;apertura della discarica di <strong>Chiaiano</strong>.</p><p style="text-align: justify"><strong>Alcuni dei punti salienti del ricorso sono</strong>: la mancanza di opportune e documentate valutazioni dell&rsquo;impatto ambientale della discarica in un luogo tanto popolato e geologicamente sensibile, l&rsquo;operato dei commissari e del governo caratterizzato da una fretta che ha spesso travalicato il rispetto delle leggi con un abuso di procedimenti di deroga, e la situazione di militarizzazione dell&rsquo;area, in nome dell&rsquo; &ldquo;interesse strategico nazionale&rdquo;, che impedisce il verificarsi dei necessari controlli.<span></span></p><p style="text-align: justify">Alla fine dell&rsquo;udienza, l&rsquo;avvocato Violante ci ha detto: &lt;&lt; <strong><em>siamo fortemente coperti dalla normativa comunitaria, e ringrazio il cielo che l&rsquo;Italia faccia parte dell&rsquo; Unione europea </em></strong>&gt;&gt;.<br />Infatti sono proprio le leggi europee, che l&rsquo;Italia ha l&rsquo;obbligo di applicare, a rendere illecito il processo che ha portato all&rsquo;apertura della discarica.</p><p style="text-align: justify">Purtroppo, con il fatto che i rifiuti pi&ugrave; pericolosi sono stati destinati a <a href="http://www.chiaianodiscarica.it/?p=824"  target="_blank">Terzigno,</a> una nuovo sito aperto il 13 Giugno, <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/06/16/apre-la-discarica-di-terzigno-un-altro-abuso-dello-stato-politico/"  target="_blank">in fretta e nel silenzio della notte</a>, uno dei punti di maggior forza del ricorso, &egrave; stato sottratto alle argomentazioni degli avvocati.</p><p style="text-align: justify">Infatti <a href="http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/05/25/2421ceneri_di_acerra_nel_parco_del_vesuvio/"  target="_blank">Terzigno, oltre ai rifiuti indifferenziati della provincia di Napoli, accoglier&agrave; anche le ceneri di inceneritore</a> e dei <a href="http://www.laterradeifuochi.it/"  target="_blank">continui incendi dolosi</a>.</p><p style="text-align: justify">Gli atti sono stati acquisiti ed ascoltati. La corte non ha dato risposta alle questioni sollevate oggi, bisogner&agrave; aspettare qualche giorno o addirittura qualche mese. Nel frattempo i camion continueranno a scaricare, i danni all&rsquo;ambiente e alla salute si accumuleranno e i cittadini potranno solo continuare ad applicare la loro pazienza, e la loro lotta, esemplare.</p><p>(<em>Giulio Rubino e Cecilia Anesi, <a href="http://www.chiaianodiscarica.it/?p=826"  target="_blank">chiaiaNOdiscarica.it</a></em>)<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; </p></div></div>]]></description>
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            <title><![CDATA[Beppe Grillo in soccorso della vertenza anti-nucleare]]></title>
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            <pubDate>Sun, 21 Jun 2009 10:51:15 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[alessandria]]></dc:subject>
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            <description><![CDATA[<strong>&nbsp;</strong><a href="{DABE4033-B249-41CE-BE87-DB34B27C9C60}mid://00000079/!x-usc:http://www.decrescitafelice.it/?p=519"  target="_blank"  title="Beppe Grillo salva la vertenza anti-nucleare">Clamoroso: Beppe Grillo salva la vertenza anti-nucleare</a><br /><strong><br /></strong>di Giorgio Cattaneo<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br /><div><p><strong>&laquo;Una notizia fantastica&raquo;. Cos&igrave; Lino Balza di &ldquo;Medicina democratica&rdquo;,</strong> animatore della vertenza contro la prima &ldquo;discarica nucleare abusiva&rdquo; d&rsquo;Italia a Bosco Marengo, alle porte di Alessandria, commenta la svolta delle ultime ore nel drammatico braccio di ferro con il governo: il 16 giugno gli ecologisti potranno sostenere il ricorso al Consiglio di Stato, grazie al clamoroso intervento personale di Beppe Grillo, che garantisce la copertura dei 20.000 euro necessari alle spese legali. Scoglio che fino a ieri pareva insormontabile, vista la scadenza ravvicinata e i tempi necessari per una nuova sottoscrizione popolare a sostegno del ricorso. <span></span></p><p>Svanita quindi la grande preoccupazione degli oppositori, cos&igrave; come il loro isolamento. Ai volontari delle associazioni ambientaliste, a lungo rimasti completamente soli nella battaglia contro quello che ritengono un cavallo di Troia (abusivo) per il ritorno del nucleare in Italia, erano occorse settimane per raccogliere faticosamente i 4.000 euro necessari a presentare il primo ricorso, al Tar del Piemonte, che ha accolto le osservazioni avanzate: creare un deposito di scorie radioattive a Bosco Marengo sarebbe pericoloso e illegittimo, perch&eacute; in contrasto con la legge del 2003 che impone lo stoccaggio di materiali radioattivi in un unico sito nazionale protetto, che ancora non &egrave; stato individuato.</p><p>Di fronte al primo (inatteso) successo degli ambientalisti alessandrini, sostenuti da associazioni come Medicina Democratica, Legambiente, Pro Natura e Movimento per la Decrescita Felice, il governo ha ottenuto facilmente il trasferimento del giudizio a Roma: il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta formulata dalla Sogin, ex Fabbricazioni Nucleari (Enea), societ&agrave; che gestisce il sito di Bosco Marengo dove sono stoccati 550 fusti di materiale radioattivo. &laquo;Una decisione cos&igrave; repentina ci aveva messo in difficolt&agrave;&raquo;, ammette Lino Balza: &laquo;Si trattava di trovare 20.000 euro in pochi giorni, per poter sostenere anche a Roma le nostre ragioni, peraltro gi&agrave; confortate dal giudizio del Tar del Piemonte, a noi favorevole&raquo;.</p><p>Cos&igrave;, dopo un appello via Internet per riaprire le sottoscrizioni, &egrave; arrivato l&rsquo;intervento risolutivo di Beppe Grillo, &laquo;vero salvatore della patria&raquo;, dice Balza. &laquo;Quando abbiamo lanciato la seconda sottoscrizione popolare, senza soldi, eravamo col culo per terra come chi &egrave; stato scippato per strada&raquo;, spiegano gli ambientalisti di Alessandria. &laquo;C&rsquo;&egrave; stata una ribellione generale: non &egrave; giusto, &egrave; intollerabile la prepotenza del potere&raquo;. Ma non si &egrave; solo gridato, sono riprese anche le sottoscrizioni. &laquo;Fra tutte, risolutiva in questo momento, &egrave; stata quella che abbiamo cercato e trovato: quella di Beppe Grillo&raquo;.</p><p>La partita &egrave; quindi riaperta: contro ogni pronostico, il 16 giugno gli ecologisti saranno in grado di affidare le loro ragioni all&rsquo;avvocato Mattia Crucioli di fronte al <strong>Consiglio di</strong> <strong>Stato</strong>, per cercare di bloccare i lavori di smantellamento della <strong>Sogin di Bosco Marengo</strong>, che il governo (con in consenso del Comune, della Regione Piemonte e della Provincia di Alessandria) vorrebbe trasformare nella prima discarica nucleare d&rsquo;Italia, anche se l&rsquo;impianto non ha le caratteristiche previste dalla legge, che impone che le <strong>scorie radioattive siano &ldquo;sepolte&rdquo; in assoluta sicurezza in un deposito speciale, che in Italia non &egrave; ancora stato trovato</strong>.<br />&laquo;La partita che si gioca a Bosco Marengo, infatti, non &egrave; su un campetto di periferia ma condizioner&agrave; il rilancio del nucleare in Italia&raquo;, avverte Balza. &laquo;L&rsquo;hanno capito le popolazioni degli ex impianti nucleari e delle nuove sedi ipotizzate, gli antinuclearisti italiani tutti&raquo;. Proprio per la pericolosit&agrave; relativa del materiale custodito dalla Sogin, affermano gli ecologisti, si conta di abilitare Bosco Marengo in modo abbastanza agevole, trasformandolo in discarica nucleare autorizzata, ancorch&eacute; &ldquo;temporanea&rdquo;, in attesa del sito nazionale per lo stoccaggio atomico.</p><p>&laquo;Un escamotage - accusano gli ambientalisti - per rinunciare per sempre al sito nazionale idoneo e, intanto, una volta superata la prova di Bosco Marengo, legalizzare come &ldquo;discariche temporanee&rdquo; gli altri siti nucleari italiani: cosa che permetterebbe il ritorno dell&rsquo;Italia alla produzione di energia nucleare, mediante un cavillo burocratico&raquo;. Un &ldquo;cavillo&rdquo;, per di pi&ugrave;, nascosto tra i faldoni di un piccolo dossier, che testimonia una controversia apparentemente minuscola e provinciale, lontana dai media e dall&rsquo;agenda politica nazionale.</p><p>Condizioni ideali, denunciano Balza e compagni, per tentare un &ldquo;golpe legale&rdquo;, ovvero una sorta di &ldquo;soffocamento burocratico&rdquo; del problema: niente soldi, niente ricorso; e senza il secondo ricorso, il governo (attraverso la Sogin) avrebbe avuto pi&ugrave; facilmente via libera: Bosco Marengo trasformato in discarica e nucleare e quindi, a ruota, tutti gli altri siti nucleari italiani, nessuno dei quali rispondente ai criteri che la legge, dal 2003, prescrive per le discariche radioattive. Tutto questo, nel silenzio mediadico generale, se si esclude un ampio reportage del &ldquo;Secolo XIX&rdquo;, il quotidiano di Genova.</p><p>Ora, invece, tutto cambia: il guastafeste Beppe Grillo, uno dei pi&ugrave; noti blogger del mondo, reduce dall&rsquo;audizione al Senato nella quale ha accusato i parlamentari di essere condannati dalla storia, proponendo un disegno di legge per la &ldquo;bonifica&rdquo; delle Camere dalla presenza di individui nei guai con la giustizia, &egrave; sceso in campo personalmente per salvare la vertenza anti-nucleare che, partendo in sordina da Alessandria, in realt&agrave; coinvolge l&rsquo;intera questione del ritorno del nucleare in Italia.</p><p>Doppio risultato, dunque: la possibilit&agrave; di continuare a combattere la battaglia legale per l&rsquo;ambiente, affrontando il &ldquo;secondo round&rdquo; del 16 giugno al Consiglio di Stato dopo la prima vittoria al Tar del Piemonte, e la possibilit&agrave; concreta di ottenere finalmente la giusta visibilit&agrave;, grazie all&rsquo;impegno diretto del pi&ugrave; importante mattatore mediadico italiano. &laquo;Auspichiamo che ora Beppe Grillo, che ha salvato la nostra battaglia, si ponga alla guida di questa vertenza nazionale: col suo riscontro mediatico &egrave; una garanzia, anche in prospettiva&raquo;, dice Lino Balza. &laquo;Intanto, continuiamo a contare anche sulle nostre forze, raccogliendo versamenti. Nel frattempo, ci auguriamo che anche i grandi partiti e le associazioni nazionali, che a parole si dicono contro il nucleare, passino dalle parole ai fatti&raquo;.<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p></div>]]></description>
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            <title><![CDATA[La Corte Europea: lo Stato risarcisca i cittadini campani]]></title>
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            <pubDate>Sun, 21 Jun 2009 10:23:53 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[campania]]></dc:subject>
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            <description><![CDATA[<table border="0"  class="contentpaneopen"  style="580px"><tbody><tr><td class="contentheading"  width="100%"  style="16px Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; text-transform: uppercase; color: #690000">DANNO RIFIUTI, 1500 EURO A TESTA. LA CORTE EUROPEA: &laquo;LO STATO RISARCISCA I CITTADINI CAMPANI&raquo;</td><td class="buttonheading"  width="100%"  align="right"  style="font-size: 12px"><br /></td><td class="buttonheading"  width="100%"  align="right"  style="font-size: 12px"><br /></td><td class="buttonheading"  width="100%"  align="right"  style="font-size: 12px"><span class="Apple-style-span"  style="color:#000000; -webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px">&nbsp;</span></td></tr></tbody></table><div id="fullarticle"  style="font-size: 12px"><table border="0"  cellspacing="0"  cellpadding="0"  width="100%"  class="contentpaneopen"  style="580px"><tbody><tr><td style="font-size: 12px"><table border="0"  cellspacing="0"  cellpadding="0"  width="100%"><tbody><tr><td width="100%"  valign="top"  style="font-size: 12px"><table border="0"  cellspacing="0"  cellpadding="0"  width="100%"><tbody><tr><td style="font-size: 12px"><p style="margin:4px 0px 2px; font: 11px Arial, Helvetica, sans-serif; color: #818181"  class="writtenby">Scritto da R. F. da la Repubblica Napoli, 20-06-2009 10:58</p></td></tr></tbody></table><br /><div align="justify"  style="font-size: 12px">ALTRO che Tarsu al massimo. Nel duello sulla spazzatura fra Comune e governo si inserisce la Corte europea per i diritti dell&acute;uomo. L&acute;organismo ha accolto ieri con procedura d&acute;urgenza un ricorso presentato dagli uomini della Destra di Storace.&nbsp;</div><div align="justify"  style="font-size: 12px">Il ricorso mirava a ottenere per i cittadini campani un rimborso a causa dei danni patiti nell&acute;emergenza rifiuti. La Corte, con sede a Strasburgo, ha accolto la tesi e ha dunque disposto che lo Stato proceda a questo rimborso a vantaggio dei residenti in Campania. Il risarcimento sarebbe dovuto per il danno economico, biologico ed esistenziale subito dalla scorsa crisi rifiuti. L&acute;importo &egrave; ovviamente variabile, in ragione del luogo ma anche della tipologia di contribuente. Ma la media si aggira intorno ai 1500 euro a testa.&nbsp;<br />I particolari del dispositivo saranno resi noti oggi dai dirigenti del partito, Bruno Esposito e Maurizio Bruno, assistiti dai legali che hanno curato la pratica. La Corte chieder&agrave; un incontro col governo italiano per vagliare come questo voglia mettere in pratica la sentenza, pena altre sanzioni in caso di inadempienza. D&acute;altro canto la Corte, nell&acute;accogliere il ricorso, ha anche chiesto che l&acute;Italia individui e punisca patrimonialmente i responsabili del disastro che ha devastato l&acute;immagine della regione.<br />Su strada intanto la crisi rifiuti registra una nuova recrudescenza con epicentro Quarto. Un caso non nuovo, gi&agrave; foriero in passato di polemiche fra il sindaco e il sottosegretario Bertolaso. Ora il primo cittadino Sauro Secone torna a chiedere l&acute;intervento del governo. In particolare Secone chiede &laquo;l&acute;invio di una ditta che al pi&ugrave; presto provveda a eliminare i cumuli di spazzatura che sono ancora per strada&raquo;. La situazione si sta facenda anche per le alte temperature e delle circa 90 tonnellate di spazzatura ancora in strada. Il tutto mentre prosegue la protesta dei dipendenti della &quot;Quarto Multiservizi spa&quot;: dopo lo sciopero dello scorso 17 giugno, sono stati proclamati altri due giorni di astensione dal lavoro per il 30 giugno e l&acute;1 luglio. <strong>Intanto l&acute;ex direttore del Termovalorizzatore di Acerra, Giuseppe Vacca, coinvolto nell&acute;indagine sui collaudi degli impianti di cdr, ha rassegnato ieri le dimissioni.</strong> Il gip Aldo Esposito ha sostituito all&acute;indagato (difeso dagli avvocati Giuseppe Fusco e Lucio Majorano) la misura dell&acute;obbligo di dimora con un obbligo di firma.</div></td></tr></tbody></table></td></tr></tbody></table></div>]]></description>
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