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        <title><![CDATA[La Rete Civica di Napoli : Blog]]></title>
        <description><![CDATA[Il blog per La Rete Civica di Napoli, ospitato da La Rete Civica della Campania.]]></description>
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            <title><![CDATA[A Napoli il veliero storico di Greenpace, la Rainbow Warrior, per la nostra campagna contro il nucleare]]></title>
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            <pubDate>Sun, 14 Mar 2010 10:29:22 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[Greenpace]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Napoli]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Rainbow Warrior]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[campagna]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[centrali nucleari]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[contro]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[energia]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[nucleare]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[veliero]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<p class="style1"><strong>IN ITALIA IL VELIERO STORICO DI GREENPEACE, LA RAINBOW WARRIOR, PER LA NOSTRA CAMPAGNA CONTRO IL NUCLEARE!</strong><br /><br /><strong>Siamo felici di invitarti a un importante evento per la nostra associazione.</strong> <br /><br />La nave ammiraglia di Greenpeace, <strong>la &ldquo;Rainbow Warrior&quot;, arriver&agrave; nel Mediterraneo</strong> in questi giorni e attraccher&agrave; nei porti di Civitavecchia, Genova e Napoli, a sostegno della nostra campagna contro il nucleare. <br /><br /><strong>Sar&agrave; possibile visitare lo storico veliero il 13 e 14 marzo a Genova presso i Magazzini del Cotone e il 20 e 21 marzo a Napoli al porto di Mergellina.</strong> <br /><br />L&rsquo;orario di apertura al pubblico, per dei tour guidati, &egrave; dalle 10.00 alle 18.00. <br /><br />Inoltre potrai diventare tu stesso protagonista e far sentire la tua voce contro il nucleare! Nei porti di Genova e Napoli, sotto la prua della Rainbow, troverai i nostri volontari con <a href="{81463909-3373-437B-8B71-5129CA0BB909}mid://00000236/!x-usc:http://t.contactlab.it/c/2000836/364/3878739/1893">le cabine della 'nuclear hotline'</a> e potrai lasciare anche tu un messaggio ai candidati nucleari.<br /><br />Siamo sicuri che&nbsp; far&agrave; piacere a molti unirsi a noi per questo evento speciale. <br /><br />Augusto Carta<br /></p><p><span class="style1">Saluti e a presto!</span> </p>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Lunedì 15 marzo Caracol presenta "Lo spettro del Capitale"]]></title>
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            <pubDate>Sun, 14 Mar 2010 10:15:37 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[Caracol]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Lo spettro del Capitale]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Sergio Bellucci]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[libro]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<span class="Apple-style-span"  style="font-size: 16px">&nbsp;<span class="Apple-style-span"  style="font-size: 16px">Invito:</span></span><span class="Apple-style-span"  style="font-size: 16px"> <div><span class="Apple-style-span"  style="font-size: 16px"><br /></span></div><p><span class="Apple-style-span"  style="font-size: 12pt">Luned&igrave; 15 Marzo</span><span class="Apple-style-span"  style="font-size: 12pt"><br /></span></p></span><div style="text-align: left"><span class="Apple-style-span"  style="font-size: 12pt">alle 18.00</span></div><div style="text-align: left"><span class="Apple-style-span"  style="font-size: 12pt">@ Caracol - Casa del Popolo</span></div><div style="text-align: left"><span class="Apple-style-span"  style="font-size: 12pt">via Plinio 21 - Bagnoli, Napoli</span></div><div style="text-align: left"><br /></div><div style="text-align: left"><span class="Apple-style-span"  style="font-size: 12pt">Caracol presenta:&nbsp;</span></div><div style="text-align: left"><span class="ecxApple-style-span"><span class="Apple-style-span"  style="font-size: 16pt">Lo spettro del Capitale</span></span></div><div style="text-align: left"><span class="Apple-style-span"  style="font-size: 12pt">per una critica dell'economia della conoscenza</span></div><div style="text-align: left"><span class="Apple-style-span"  style="font-size: 12pt">di Sergio Bellucci e Marcello Cini</span></div><div style="text-align: left"><br /></div><div style="text-align: left"><span class="ecxApple-style-span"  style="font-size: 11px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif"><span class="ecxApple-style-span"  style="font-size: 10pt">Durante gli ultimi vent&rsquo;anni il capitalismo ha conosciuto un cambiamento epocale: da un&rsquo;economia prevalentemente materiale, veicolata dalla legge della domanda e dell&rsquo;offerta e dalla produzione di merci fisiche, si &egrave; passati a un&rsquo;economia dell&rsquo;immateriale e alla produzione di un bene intangibile e non &ldquo;mercificabile&rdquo;: la conoscenza. In questo passaggio si sta verificando per&ograve; un pericoloso attrito: il capitalismo tende infatti ad assorbire nelle proprie logiche di privatizzazione e mercificazione il processo produttivo della conoscenza, che per sua stessa natura &egrave; un bene comune e collettivo, soffocandone cos&igrave; lo sviluppo. Sergio Bellucci e Marcello Cini studiano questo fenomeno da molto tempo; ne Lo spettro del capitale la loro analisi si concretizza in una denuncia e allo stesso tempo in una proposta. La denuncia &egrave; rivolta alla politica, soprattutto alla sinistra, incapace oggi di cogliere i segni di quanto sta avvenendo, e per questo di interpretare e farsi carico dei bisogni dei lavoratori. La proposta &egrave; quella di promuovere a sistema una nuova logica produttiva, che oggi sta gi&agrave; emergendo autonomamente dal corpo sociale, basata sugli stessi principi su cui si fonda la diffusione della conoscenza: condivisione, cooperazione e democraticit&agrave;.</span><br /><br /><span class="ecxApple-style-span"  style="font-size: 10pt">Intervengono:</span><br /><br /><span class="ecxApple-style-span"  style="font-size: 10pt">LUCA SIMEONE<br />Assessore politiche sociali e culturali X Municipalita<br /><br />OLIVIER BUTZBACH<br />Ricercatore economia politica della SUN<br /><br />ANTONELLA CAMMARDELLA<br />Consigliera regionale Sinistra Ecologia Libert&agrave;<br /><br />NICOLA ANGRISANO<br />InsuTv<br /><br /><span class="ecxApple-style-span"  style="font-size: 12pt">sar&agrave; presente uno degli autori: Sergio Bellucci<br /></span></span></span></div>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Gli immigrati sgomberati a via Sambuci-S.Antimo insegnano all’Università di Napoli Federico II]]></title>
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            <pubDate>Sun, 14 Mar 2010 10:08:31 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[Federico II]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Napoli]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[S.Antimo]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Università]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[immigrati]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[lezione]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[migranti]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[razzismo]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[sgombero]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[via Sambuci]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[&nbsp;<em>Prendiamo lezione dagli immigrati&hellip;</em> <p style="margin-bottom: 0cm"><strong>Gli immigrati sgomberati a via Sambuci-S.Antimo insegnano all&rsquo;Universit&agrave; di Napoli Federico II</strong></p><p style="margin-bottom: 0cm">E&rsquo; la nuova iniziativa che vede protagonisti i nostri fratelli di S.Antimo sgomberati brutalmente (ad opera del Sindaco di S.Antimo e della Procura di Napoli) da una casa in cui avevano regolari contratti e utenze pagate. Sar&agrave; un&rsquo;occasione per imparare per tutti coloro che pensano che gli immigrati sono un problema o una sciagura per questo paese, ma soprattutto per chi crede nella fratellanza, nella giustizia e nell&rsquo;amicizia tra la gente del mondo. La lezione si colloca all&rsquo;interno del corso del prof. Pasquale de Sena anch&rsquo;egli impegnato in prima fila per i diritti degli immigrati e in particolare nella vicenda di via Sambuci. Per la prima volta in cattedra saliranno gli immigrati a dimostrazione che la cultura della solidariet&agrave; e dell&rsquo;impegno fa breccia anche nelle accademie. A dispetto di chi fa lezioni sulla clandestinit&agrave;, di chi pensa agli immigrati solamente per la loro utilit&agrave; economica, di chi li vuole sfruttati e sottomessi, questo evento vuole essere un primo passo per affermare il punto di vista del diritto sostanziale e della vita concreta di milioni di persone che ogni giorno in questo Paese si vedono negare i diritti umani pi&ugrave; essenziali. Continua quindi la lotta in forme creative e coinvolgenti ma con altrettanta combattivit&agrave; e decisione. La lotta di via Sambuci infatti ha gi&agrave; vinto perch&eacute; &egrave; un simbolo di riscatto e di risveglio per tutti. Chi vuole conoscere, imparare a guardare i nostri fratelli con uno sguardo pi&ugrave; ampio &egrave; invitato alla <strong>lezione che si terr&agrave; nella facolt&agrave; di giurisprudenza nella sede centrale della Federico II Aula 11 alle ore 12.30.</strong></p><p style="margin-bottom: 0cm">Immigrati di via Sambuci</p><p style="margin-bottom: 0cm">Associazione Antirazzista interetnica 3 Febbraio</p><p style="margin-bottom: 0cm">Piazza Garibaldi 80, tel. 3465708065-www.a3f.org<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Gendarmeria europea: in arrivo 800 militari]]></title>
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            <pubDate>Sun, 14 Mar 2010 10:04:52 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[militari]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Gendarmeria europea]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[base miniltare]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[proteste]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[vicenza]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<blockquote><strong>Gendarmeria europea. In arrivo 800 militari</strong></blockquote><blockquote>CASERMA CHINOTTO. Ratifica bipartisan ieri alla Camera per la creazione dell'Eugendfor. Il relatore Ascierto: &laquo;Sar&agrave; un corpo vero e proprio, con un terzo di ufficiali italiani. A Vicenza potranno esserci fino a 2.300 soldati&raquo;</blockquote><blockquote><br /></blockquote><blockquote><ul><li>10/03/2010 </li><li><br /></li></ul></blockquote><blockquote>&nbsp;<strong>Una veduta aerea della caserma &quot;Chinotto&quot; sede dell'Eugendfor</strong></blockquote><blockquote><strong>Vicenza.</strong> Almeno 800 soldati saranno di stanza a Vicenza con la ratifica della Gendarmeria europea. &Egrave; stata approvata ieri dalla Camera con 422 voti a favore e un astenuto il documento di ratifica della Dichiarazione di intenti relativa alla creazione della Gendarmeria europea firmata nel 2004 a Noordwijk da Italia, Francia, Spagna, Paesi Bassi, Portogallo.</blockquote><blockquote>Il documento, che ha visto concorde tutti i partiti di maggioranza ed opposizione, va a modificare il corpo gi&agrave; di stanza a Vicenza, che, come spiega l'on. Filippo Ascierto (Pdl), relatore per la IV commissione Difesa e maresciallo dei carabinieri, &laquo;render&agrave; la Gendarmeria un corpo vero e proprio, organizzato per missioni internazionali. Fino ad oggi i militari dell'Eugendfor arrivavano autonomamente nazione per nazione e si organizzavano sul posto, ora saranno uniti gi&agrave; in partenza. Sar&agrave; infatti un corpo specializzato dell'Unione europea che andr&agrave; in anticipo rispetto alle Forze armate degli altri Paesi, potendo intervenire e preparare per l'arrivo dell'esercito, a disposizione di Ue, Nato, Onu, Osce e altre organizzazioni internazionali. A deciderne l'impiego sar&agrave; il Cimin, il comitato interministeriale che riunisce i diversi Paesi, garantendo coordinamento politico e militare, nel quale l'Italia siede con rappresentanti dei ministeri di Esteri e Difesa. Gli armamenti a disposizione saranno definiti dalle regole d'ingaggio e non potranno andare contro le leggi italiane&raquo;. Che significa anche che l'Eugendfor potr&agrave; partecipare solo a missioni di pace.</blockquote><blockquote>Gli uomini di stanza a Vicenza quindi aumenteranno &laquo;e saranno tra gli 800 e i 2.300 uomini, che sono i militari che la Gendarmeria pu&ograve; inviare&raquo;.</blockquote><blockquote>C'&egrave; molta Italia nell'Eugendfor approvata ieri: &laquo;Nel quartier generale gli ufficiali italiani saranno 5 su 15 e i marescialli 6 su 14, senza contare le numerose unit&agrave; quadro specializzate. In questo corpo viene poi esportato a livello europeo un modello tipicamente italiano, ovvero il lavoro fatto dai nostri carabinieri in Kosovo. Anche questo aspetto &egrave; motivo di vanto per il nostro Paese&raquo;.</blockquote><blockquote>I compiti dell'Eugendfor saranno di sicurezza, ordine pubblico, alta supervisione e formazione delle polizie locali nei territori oggetto di missione, come sta gi&agrave; accadendo, ad esempio, in Afghanistan, dove &egrave; presente da dicembre.</blockquote><blockquote>Ieri in parlamento la ratifica ha visto d'accordo tutti i partiti e non sono arrivate eco delle proteste che alcune parti della sinistra portano avanti a Vicenza anche contro questa base militare: &laquo;Il consolidamento delle nostre missioni di pace - conclude Ascierto - &egrave; patrimonio di tutti, indipendentemente da chi &egrave; al governo. I carabinieri si sono sempre distinti per il loro operato in favore delle popolazioni. Chi polemizza dovrebbe inchinarsi ai caduti per la pace&raquo;.</blockquote><blockquote><br /></blockquote><blockquote><strong>Maria Elena Bonacini<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </strong></blockquote>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Lettera delle maestre dei bambini rom del campo di Segrate]]></title>
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            <pubDate>Sun, 14 Mar 2010 09:48:51 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[Lettera]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Segrate]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[bambini rom]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[maestre]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[migranti]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[razzismo]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[Ciao Marius, ciao Cristina, Ana, ciao a voi tutti bambini del campo di Segrate.<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />Voi non leggerete il nostro saluto sul giornale, perch&eacute; i vostri genitori non sanno leggere e il giornale non lo comperano.<br />E&rsquo; proprio per questo che vi hanno iscritti a scuola e che hanno continuato a mandarvi nonostante la loro vita sia difficilissima, perch&eacute; sognano di vedervi integrati in questa societ&agrave;, perch&eacute; sognano un futuro in cui voi siate rispettati e possiate veder riconosciute le vostre capacit&agrave; e la vostra dignit&agrave;.<br />Vi fanno studiare perch&eacute; sognano che almeno voi possiate avere un lavoro, una casa e la fiducia degli altri.<br />Sappiamo quanto siano stati difficili per voi questi mesi: il freddo, tantissimo, gli sgomberi continui che vi hanno costretti ogni volta a perdere tutto e a dormire all&rsquo;aperto in attesa che i vostri pap&agrave; ricostruissero una baracchina, sapendo che le ruspe di l&igrave; a poco l&rsquo;avrebbero di nuovo distrutta insieme a tutto ci&ograve; che avete. Le vostre cartelle le abbiamo volute tenere a scuola perch&eacute; sappiate che vi aspettiamo sempre, e anche perch&eacute; non volevamo che le ruspe che tra pochi giorni raderanno al suolo le vostre casette facessero scempio del vostro lavoro, pieno di entusiasmo e di fatica.<br />Saremo a scuola ad aspettarvi, verremo a prendervi se non potrete venire, non vi lasceremo soli, n&eacute; voi n&eacute; i vostri genitori che abbiamo imparato a stimare e ad apprezzare.<br />Grazie per essere nostri scolari, per averci insegnato quanta tenacia possa esserci nel voler studiare, grazie ai vostri genitori che vi hanno sempre messi al primo posto e che si sono fidati di noi.<br />I vostri compagni ci chiederanno di voi, molti sapranno gi&agrave; perch&eacute; ad accompagnarvi non sar&agrave; stata la vostra mamma ma la maestra. Che spiegazioni potremo dare loro? E quali potremo dare a voi, che condividete con le vostre classi le regole, l&rsquo;affetto, la giustizia, la solidariet&agrave;: come vi spiegheremo gli sgomberi? Non sappiamo cosa vi spiegheremo, ma di sicuro continueremo ad insegnarvi tante, tante cose, pi&ugrave; cose che possiamo, perch&eacute; domani voi siate in grado di difendervi dall&rsquo;ingiustizia, perch&eacute; i vostri figli siano trattati come bambini, non come bambini rom, colpevoli prima ancora di essere nati.<br />Vi insegneremo mille parole, centomila parole perch&eacute; nessuno possa pi&ugrave; cercare di annientare chi come voi non ha voce.<br />Ora la vostra voce siamo noi, insieme a tantissimi altri maestri, professori, genitori dei vostri compagni, insieme ai volontari che sono con voi da anni e a tanti amici e abitanti della nostra zona.<br />A presto bambini, a scuola.<br /><br />Le vostre maestre: Irene Gasparini, Flaviana Robbiati, Stefania Faggi, Ornella Salina, Maria Sciorio, Monica Faccioli.<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Il comune di Fisciano modifica lo statuto comunale dell'acqua]]></title>
            <link>http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/weblog/3923.html</link>
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            <pubDate>Sat, 13 Mar 2010 12:08:02 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[Fisciano]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[acqua]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[comune]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[pubblicizzazione]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[statuto comunale]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<span style="font-size: 10pt; font-family: 'Verdana','sans-serif'">la Citt&agrave; di Salerno &mdash; 11 marzo 2010 &nbsp; pagina 22 &nbsp; sezione: NAZIONALE <br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><div><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Verdana','sans-serif'">&bull; Fisciano. L&rsquo;attuale gestione privata del servizio idrico che sinora ha comportato ricadute negative nei confronti della cittadinanza, ha indotto il Comune di Fisciano ad adottare una delibera durante l&rsquo;ultimo consiglio comunale. Viene riconosciuta l&rsquo;acqua &laquo;come bene comune del servizio idrico integrato e come servizio privo di rilevanza economica&raquo;. &bull; Il provvedimento verr&aacute; trasmesso all&rsquo;Ato (Ambito territoriale ottimale) della provincia di Salerno e a tutti i sindaci, per manifestare l&rsquo;impegno del Comune di Fisciano ad ottenere &laquo;il ritrasferimento gestionale delle risorse idriche nella sfera del settore pubblico&raquo;. Il servizio, attualmente gestito dalla Gori, societ&aacute; che dall&rsquo;ottobre 2006 ha sostituito il Comune nella gestione del servizio di fornitura idrica, &egrave; stato continuamente contestato dalla cittadinanza non solo per gli aumenti registratisi ma anche per una serie di interventi di manutenzione poco puntuali e in alcune occasioni inefficienti. Ultimo della serie quello verificatosi pochi giorni fa quando per un guasto alla condotta idrica &egrave; stata interrotta l&rsquo;erogazione dell&rsquo;acqua nelle abitazioni senza alcun preavviso. L&rsquo;adozione di questa delibera, presentata dal gruppo misto formato dai consiglieri Giuseppe Campanile e Giovanni Amoruso, intende, quindi, &quot;costituzionalizzare&quot; l&rsquo;acqua &laquo;per sottrarla ad una gestione privata che, al momento, ha prodotto solo svantaggi&raquo;. &bull; &laquo;L&rsquo;impegno del Comune di Fisciano -dichiara Campanile- &egrave; quello di riconoscere anche nel proprio statuto comunale il diritto umano all&rsquo;acqua, ossia l&rsquo;accesso all&rsquo;acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell&rsquo;acqua come bene comune pubblico&raquo;. &bull; &bull; D&rsquo;accordo il sindaco Tommaso Amabile. &laquo;L&rsquo;amministrazione comunale -spiega il primo cittadino- verificher&aacute; se ci saranno le condizioni dal punto di vista normativo per rendere di nuovo la fornitura dell&rsquo;acqua un servizio gestito dal Comune&raquo;. Mario Rinaldi &copy; riproduzione riservata </span></div><div><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Verdana','sans-serif'">&nbsp;</span></div><div><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Verdana','sans-serif'">&nbsp;</span><span style="font-size: 18pt; font-family: 'Verdana','sans-serif'">l'effetto domino continua dopo Roccapiemonte Sarno adesso anche Fisciano presto anche gl'altri faranno lo&nbsp; stesso la riappropiazione dell'acqua bene comune continua </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Verdana','sans-serif'"></span></div><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Verdana','sans-serif'">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; </span>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[L'assessore Nasti cambia idea sulla centrale a turbogas di Vigliena]]></title>
            <link>http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/weblog/3922.html</link>
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            <pubDate>Sat, 13 Mar 2010 12:05:06 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[Nasti]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Vigliena. san giovanni a teduccio]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[centrale a turbogas]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[posizione]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[assessore]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[comune]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[napoli]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<div>Molti dei lettori di questa mailing lista sanno della battaglia che come comitato di S. Giovanni a Teduccio abbiamo portato avanti a partire dal 2006 contro la centrale turbogas di Vigliena.</div><div><br /></div><div>In questi anni di lotta abbiamo avuto vari incontri con Nasti e lui aveva sempre detto che in fondo la centrale si poteva fare in quanto migliorativa rispetto alla precedente. Eufemisticamente possiamo dire che non lo abbiamo mai sentito al nostro fianco&nbsp;(in uno di questi vari incontri tecnici l'attuale direttore dell'ArpaC aveva definito quella delle nano-particelle &quot;materia grezza&quot;, aggiungendo che non bisognava preoccuparsene pi&ugrave; di tanto).</div><div><br /></div><div>Ma da qualche giorno l'assessore all'ambiente del comune di Napoli sta ritornando sui suoi passi.... e sul Roma dice che andrebbe delocalizzato l'impianto.</div><div><br /></div><div align="center"><a class="mediafile" href="http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/files/-1/1571/http___www.ilroma.net_file_pdf.php_percorso%3D110310G_11-05-pag.pdf">http___www.ilroma.net_file_pdf.php_percorso=110310G_11-05-pag.pdf</a> <br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; </div>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Invito convegno "Carta della Natura della Campania Nord Occidentale" Napoli 18 marzo 2010]]></title>
            <link>http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/weblog/3921.html</link>
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            <pubDate>Sat, 13 Mar 2010 12:00:18 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[Napoli]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Carta della Natura della Campania Nord Occidentale]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[ambiente]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[arpac]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[campania]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[conoscenza]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[convegno]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[pianificazione]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[valutazione]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[&nbsp; <p style="margin:0pt; line-height: 150%; text-align: justify"  class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-style: normal; font-family: Helvetica">Siamo lieti di invitarla&nbsp;al convegno </span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Helvetica"><em>&ldquo;Carta della Natura della Campania Nord Occidentale&rdquo; </em></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-style: normal; font-family: Helvetica">che si svolger&agrave; a Napoli il prossimo 18 marzo 2010 alle ore 9.30, presso il Centro Congressi Tiempo, Centro Direzionale di Napoli - isola E5. </span></p><p style="margin:0pt; text-indent: 36pt; line-height: 150%; text-align: justify"  class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; line-height: 150%; font-style: normal; font-family: Helvetica"></span></p><p style="margin:0pt; line-height: 150%; text-align: justify"  class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; line-height: 150%; font-style: normal; font-family: Helvetica">La Legge Quadro sulle aree naturali protette (Legge n.394/91) ha introdotto Carta della Natura allo scopo di identificare lo stato dell&rsquo;ambiente naturale, di evidenziare i valori naturali e i profili di vulnerabilit&agrave; per il territorio italiano. </span></p><p style="margin:0pt; line-height: 150%; text-align: justify"  class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; line-height: 150%; font-style: normal; font-family: Helvetica">La Carta &egrave; uno strumento tecnico con due principali finalit&agrave;: una conoscitiva dello stato dell&rsquo;ambiente ed una valutativa per l&rsquo;individuazione delle zone di maggior pregio e di quelle pi&ugrave; fragili dal punto di vista ecologico. In Campania l&rsquo;Arpac ha completato l&rsquo;area del Roccamonfina e della foce del Garigliano, gran parte dell&rsquo;Irpinia e la pianura campana, compreso il territorio di competenza dell&rsquo;Autorit&agrave; di Bacino Nord Occidentale. In quest&rsquo;ultima fase i lavori si sono contraddistinti per un forte cambiamento metodologico, al fine di rendere Carta della Natura uno strumento adatto ad un uso corretto in termini di pianificazione territoriale su media e piccola scala.</span></p><p style="margin:0pt; line-height: 150%; text-align: justify"  class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; line-height: 150%; font-style: normal; font-family: Helvetica"></span></p><p style="margin:0pt; line-height: 150%; text-align: justify"  class="MsoNormal"  align="center"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; color: black; line-height: 150%; font-style: normal; font-family: Arial">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp; <a class="mediafile pdf" href="http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/files/-1/1570/Invito+Carta+Natura.pdf">Invito Carta Natura.pdf</a> &nbsp;</span></p><p style="margin:0pt; line-height: 150%; text-align: justify"  class="MsoNormal"  align="center"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; color: black; line-height: 150%; font-style: normal; font-family: Arial"></span></p><p style="margin:0pt; text-align: justify"  class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-style: normal; font-family: Helvetica">Per ulteriori informazioni:</span><span style="font-weight: normal; font-size: 12pt; font-style: normal; font-family: Helvetica"></span></p><p style="margin:0pt"  class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-style: normal; font-family: Helvetica">Segreteria organizzativa</span></p><p style="margin:0pt"  class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-style: normal; font-family: Helvetica">ARPAC, Servizio Comunicazione</span></p><p style="margin:0pt"  class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-style: normal; font-family: Helvetica">081.2326414 - 419</span></p><p style="margin:0pt"  class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-style: normal; font-family: Helvetica">e-mail: <a href="mailto:info@arpacampania.it"  target="_blank"><span>info@arpacampania.it</span></a><br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; </span></p>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[L'acqua è un diritto non una merce, il 20 tutti a Roma]]></title>
            <link>http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/weblog/3920.html</link>
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            <pubDate>Sat, 13 Mar 2010 11:46:44 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[acqua]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[attac]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[beni comuni]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[decreto ronchi]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[manifestazione nazionale]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[pubblicizzazione]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[referendum]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<div align="center">ASSEMBLEA PUBBLICA</div><div align="center"><strong>L'ACQUA E' UN DIRITTO NON UNA MERCE</strong></div><br /><br /><br /><div align="center"><em>verso la manifestazione del 20 Marzo in difesa dell'ACQUA, BENI COMUNI E CLIMA.</em></div><br /><br /><strong>MERCOLEDI' 17 MARZO ORE 18</strong><br />UNIVERSITA' ORIENTALE, P.ZZO CORIGLIANO - AULA MURA GRECHE<br /><br />Introduce:<br />Raphael Pepe (Comitato Acqua Napoli - Attac Napoli)<br /><br />Intervengono:<br /><strong>ALEX ZANOTELLI</strong> (Comitato Acqua NapoliI)<br /><br /><strong>SEVERO LUTRARIO</strong> (Comitato Acqua Frosinone)<br /><br /><strong>ALBERTO TRAMA</strong> ( Lavoratore Net Service - Arin s.p.a.)<br /><br /><a href="http://attacnapoli.noblogs.org/gallery/5638/vol%20acqua%2017%20marzo.pdf"  target="_blank">Scarica e diffondi il volantino</a><br /><br /><br /><br /><div align="center"><strong>20 marzo 2010 Roma </strong></div><br /><div align="center"><strong>manifestazione nazionale</strong> </div><br /><div align="center"><strong>L'acqua &egrave; di tutti deve essere pubblica. Difendiamo i beni comuni </strong></div><br /><br /><br /><strong>Partenza Autobus&nbsp; per manifestazione nazionale a roma 10 euro a/r</strong><br /><strong>Info e prenotazioni 3290078243 - napoli@attac.org </strong><br /><br /><a href="http://www.attacnapoli.noblogs.org"  target="_blank">www.attacnapoli.noblogs.org</a> <br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Il lavoro: sfida fondamentale per una nuova egemonia dell’ambientalismo]]></title>
            <link>http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/weblog/3919.html</link>
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            <pubDate>Sat, 13 Mar 2010 11:41:32 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[Antonio D’Acunto]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[ambientalismo]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[egemonia]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[lavoro]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[sfida]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[vas]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<strong>Il lavoro: sfida fondamentale per una nuova egemonia dell&rsquo;ambientalismo</strong> <p>&nbsp;</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="justify">&nbsp;</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="justify">di</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="justify">&nbsp;</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="justify">Antonio D&rsquo;Acunto</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="justify">&nbsp;</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="justify">La propaganda pi&ugrave; incisiva costruita dal potere economico-produttivo dominante in Italia e pi&ugrave; complessivamente nel mondo per sconfiggere la crescente onda dell&rsquo;ambientalismo della fine degli anni 80 ed i primi del novanta &egrave; stata sicuramente quella dello spettro di un futuro di povert&agrave;, disoccupazione, sottosviluppo connesso alle scelte ambientaliste ed ecologiste. Una operazione che ha cercato e per molti aspetti &egrave; riuscita a ridicolizzare non solo esponenti politici, ma, ed &egrave; questo che naturalmente interessa di pi&ugrave;, anche questioni di fondamentale rilevanza per il futuro della Umanit&agrave; e della vita stessa del Pianeta, dalla disponibilit&agrave; delle risorse alla sua capacit&agrave; recettiva.</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="justify">La incapacit&agrave; e la conseguente rinuncia a sfidare, sia pure lungo un necessario itinerario di transizione, il sistema dominante sul terreno generale di un nuovo modello economico, produttivo, sociale, oltre che culturale, politico ed istituzionale, ha fatto si ch&eacute; sempre pi&ugrave; ci si impoverisse sulla portata del cambiamento profondo, radicale dell&rsquo;ambientalismo con la riduzione a piccoli abbellimenti, insignificanti correttivi, aspetti di mera facciata. La conseguenza generale &egrave; che oggi le profonde difficolt&agrave; strutturali del sistema, l&rsquo;esaurirsi delle ragioni e delle forze stesse del suo essere, costituiscono non la sua crisi ma la base per un tentativo storico del suo rafforzamento, sostenuto, ed &egrave; qui il vero paradosso - la incongruenza ideologica- anche dallo stato di bisogno della drammatica condizione materiale di molti lavoratori, per i quali sarebbe, d&rsquo;altra parte, assurdo pensare sia alla rinuncia alla difesa occupazionale, sia alla solidariet&agrave; della necessit&agrave; della loro lotta.</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="justify">Dov&rsquo;&egrave; dunque la questione? La questione sta nel riprendere e rilanciare dal punto di vista ecologista e ambientalista il &ldquo;Lavoro&rdquo;, facendolo diventare l&rsquo;essenza centrale del dibattito teorico, della proposta politica, delle lotte sociali e delle filosofie e delle scelte economiche. E&rsquo; banale, ma allo stesso tempo di grande rilevanza, constatare che la &ldquo;fabbrica&rdquo; non crea pi&ugrave; occupazione nel senso che non ne &egrave; la pi&ugrave; rilevante fonte; si pu&ograve; anche dire che non esiste pi&ugrave; alcuna proporzionalit&agrave; tra merci prodotte ed occupati, od ancora che si possono produrre beni di consumo con forza lavoro minima. Da una parte &egrave; la piena conferma della giustezza della critica di Marx ai classici della Economia, Adam Smith e David Ricardo, sull&rsquo;astoricit&agrave;, naturalit&agrave; ed eternit&agrave; del modo di produzione capitalistico, ma dall&rsquo;altra sembra quasi la fine della loro comune teoria per cui il lavoro &egrave; la fonte della ricchezza ed il &ldquo;valore&rdquo; &egrave; determinato dalla quantit&agrave; di lavoro contenuto nelle merci. Il Capitale, nella egemonica espressione finanziaria, appare ancora pi&ugrave; forte e decisivo per l&rsquo;intero destino dell&rsquo;Umanit&agrave; e del Pianeta; l&rsquo;unica necessit&agrave; che esso ha &egrave; il mantenimento del mercato, del consumo ed estende i campi della ricerca del suo plusvalore nel controllo e nella gestione di fondamentali risorse, naturalmente pubbliche, quali l&rsquo;acqua, l&rsquo;etere, l&rsquo;ambiente pi&ugrave; complessivamente . Oscurando la sicura catastrofe per disponibilit&agrave; di risorse e capacit&agrave; recettiva del Pianeta, il capitalismo &egrave; vincente ed inarrestabile&hellip;. a meno che non riformuliamo nella politica, nella cultura e nella lotta un percorso concreto di radicale inversione, capovolgendo e riformulando i termini classici della Economia: D M D: Danaro-Merce- Danaro. Ragioniamo come in una fase di &ldquo;Rifondazione&rdquo; del sistema Progresso, ignorando la voce Danaro, e partiamo da ci&ograve; che &egrave; necessario ed utile per il Pianeta e per la Umanit&agrave; e chiamiamo &ldquo;Lavoro&rdquo; l&rsquo;attivit&agrave; necessaria, il contributo di ciascuna Persona per il suo conseguimento: facciamo partire il ciclo da E, cio&egrave; dall&rsquo;Ecologia intesa nell&rsquo;accezione globale di Casa del Benessere dell&rsquo;Uomo e del Pianeta; il nuovo Ciclo &egrave; semplicemente E L E+: Ecologia-Lavoro-Ecologia accresciuta ed il nuovo ciclo ancora E+ L E++, Ecologia accresciuta, Lavoro, Ecologia ancora ulteriormente migliorata. Il Lavoro non &egrave; pi&ugrave; alienazione ma essenza stessa dell&rsquo;Uomo per la sua realizzazione e per l&rsquo;arricchimento dei valori della Societ&agrave; umana e del Pianeta. L&rsquo;Economia che ritrova nella Ecologia la sua ragione d&rsquo;essere e la sua forza propulsiva ed una nuova Filosofia del Lavoro, nella loro coniugazione unitaria, sono il fondamento della &ldquo;occupazione&rdquo; del nuovo millennio: analizziamo a livello generale come locale, punto per punto, le infinite questioni aperte a cui dare soluzione o di crisi da cui uscire e riscontriamo infiniti &ldquo;lavori socialmente necessari e perci&ograve; utili per l&rsquo;oggi e per il futuro&rdquo;. Proprio perch&eacute; &ldquo;infiniti&rdquo; &egrave; impossibile enuclearli tutti od anche una sola parte rilevante; sono sicuro che, esposti molti, a grande ragione si dir&agrave; di altri e di maggiore importanza. Vogliamo partire dalla materia e dall&rsquo;energia? E cio&egrave; dalla esplorazione dell&rsquo;intero sistema di recupero di materia dai rifiuti nell&rsquo;accezione globale in alternativa da una parte alla immissione quale inquinanti nell&rsquo;aria e dall&rsquo;altra alla crescente progressiva mutilazione del volto stesso del pianeta per l&rsquo;asportazione della sua corteccia vitale o dalla immensa potenzialit&agrave; di captare la risorsa a costo zero che il Sole ci d&agrave;, in alternativa alla ultima distruzione del patrimonio fossile di milioni di anni fa? Od anche alla scelta di attivare tecnologicamente la cultura della preziosit&agrave; di ogni risorsa naturale, del suo uso razionale, intelligente, del risparmio quale effettiva condizione di benessere fisico? O vogliamo pensare all&rsquo;immenso &ldquo;Lavoro&rdquo; necessario per risanare e rinaturalizzare fiumi, laghi, mari, per bonificare aree degradate ed inquinate, per restaurare habitat di Biodiversit&agrave; animali e vegetali? Od ancora alla immissione sul territorio di tutto ci&ograve; che &ldquo;scienza e tecnica&rdquo; consentono quale fondamento per una Protezione Civile costruita sulla Prevenzione? Penso alla dimensione dei progetti &ldquo;Non pi&ugrave; Periferie, ma Citt&agrave; nelle Citt&agrave;&rdquo;, alla qualit&agrave; urbana da realizzare, alla vivibilit&agrave; da dare, alla mobilit&agrave; ecologica da realizzare. Penso ai Centri Storici: non vi &egrave; professione, arte o mestiere che non sia coinvolto nel restauro e nel recupero dei suoi valori: penso ai Beni culturali da salvare, tutelare, far vivere in una corretta fruizione e penso agli spazi di creazione di nuova Cultura, della Poesia, della Musica, dell&rsquo;Arte, produzione vitale della Umanit&agrave;: penso infine ai percorsi di assistenza sanitaria, di educazione civica, di generosit&agrave;, di solidariet&agrave;; non &egrave; assurdo solo pensare da una parte ai malati, ai disabili, ai bisognosi e dall&rsquo;altra a capacit&agrave; e a volont&agrave;, costrette alla indisponibilit&agrave; dalla mancanza di danari che vengono sempre denominate risorse. Le risorse del Paese non sono appunto le Persone Umane, la loro capacit&agrave; professionale e tecnica, le potenzialit&agrave; della natura, della storia e della cultura, ma il danaro: tranne il buon burattino di Collodi, qualcuno ha visto o creduto mai ad un albero che produce la risorsa denominata danaro? Il Danaro, come necessit&agrave; assoluta dei processi economici, produttivi, di scambi sembra una verit&agrave; assoluta, un dogma: ma &egrave; proprio naturale ci&ograve;? Molti Economisti ci spiegheranno le leggi che regolano tutto ci&ograve;, le ragioni della nascita della moneta, il grande imbroglio internazionale dei cambi, la bilancia dei pagamenti, il rapporto tra debito pubblico e PIL, la inflazione, ed alla fine la necessit&agrave; di contenere la spesa pubblica ed alla fine della fine la mancanza di risorse per l&rsquo;Ambiente, la Cultura, la Scuola, la Sanit&agrave;, la Solidariet&agrave; e di conseguenza della impossibilit&agrave; di concretizzare il Lavoro necessario e possibile per creare un Paese complessivamente migliore per l&rsquo;oggi ed il domani. Qui &egrave; la sfida di fondo che una complessiva istanza Ecologista nell&rsquo;accezione prima proposta nelle sue diverse espressioni, politica, culturale, associativa di movimento deve aprire su ogni aspetto della teoria e della concretezza di un percorso reale. Naturalmente questa sfida non &egrave; in contrasto con quanto pensato ed attuato con tutti gli insiemi di interventi, progetti e aspettative di quella che viene indicata come Economia Verde (Green Economy), costruita principalmente su un capitalismo &ldquo;illuminato&rdquo; che punta su scelte e tecnologie basate in varia misura, a volte anche molto contraddittoriamente, sulla rinnovabilit&agrave; ed il minore impatto ambientale; ma ne evidenzia gli insuperabili limiti teorici e conseguentemente di modello globale perseguibile e la necessit&agrave; di una portata innovatrice di ben altra natura fondante e livello conseguibile. </p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="justify">Due considerazioni finali ci sembrano ancora necessarie in questo contributo: in realt&agrave; sono due problematiche che ci sembrano essenziali per il perseguimento degli obbiettivi indicati nel contributo stesso: la prima &egrave; relativa al rapporto del peso reciproco dei due cicli Danaro Merce Danaro e Ecologia Lavoro Ecologia: E&rsquo;evidente che non &egrave; ipotizzabile la sostituzione del primo ciclo con il secondo con drastiche scorciatoie di alcuna natura, soprattutto se violenti ed antidemocratiche: come &egrave; evidente che operare nella direzione della Ecologia, Naturale ed Umana, non pu&ograve; significare n&eacute; la scomparsa n&eacute; l&rsquo;annullamento di significativa parte dell&rsquo;attuale sistema produttivo- molto comunque va combattuto a partire dal mercato delle armi - n&eacute; del lavoro ad esso connesso. La lotta per rendere sempre pi&ugrave; determinante il Lavoro connesso alla Ecologia va sviluppata perci&ograve; con una strategia permanente di progettualit&agrave; e di iniziativa a tutti i livelli istituzionali e dei relativi diretti riferimenti, elevando in maniera sempre pi&ugrave; crescente lo scontro sulle cosiddette compatibilit&agrave;. </p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="justify">La seconda considerazione riguarda la questione ancora pi&ugrave; complessa della ricerca di &ldquo;entit&agrave; di scambio&rdquo; di attivazione e ricompensa del Lavoro alternativa alla moneta, che pu&ograve; ancora chiamarsi moneta ma scevra dal complesso di vincoli che ne limitano la disponibilit&agrave; anche per finalit&agrave; di interesse generale e cio&egrave;, per noi, l&rsquo;Ecologia. La proposizione della questione appare molto meno folle ed astrusa se si segue ad esempio nel corso dei Millenni la evoluzione della moneta, in rapporto alle esigenze storicamente determinate, dalla sua nascita e dalla stretta connessione del suo valore con la disponibilit&agrave; e la natura stessa del &ldquo;metallo&rdquo; alla fine della riconvertibilit&agrave; in oro della carta circolante o ai sistemi di titoli in varie forme garantiti. Naturalmente la soluzione tecnica della questione non &egrave; univocamente determinabile o definita: lo &egrave; invece quella della uscita dall&rsquo;attuale crisi perch&eacute; essa non pu&ograve; avvenire che facendo partire la nuova Economia dalla Ecologia e dal Lavoro ad essa collegato, quale Diritto-Dovere di ogni Cittadino per una qualit&agrave; nuova della Societ&agrave; Umana e della Tutela della Natura. </p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="justify">&nbsp;</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="justify">Antonio D&rsquo;Acunto<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>]]></description>
        </item>
        
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