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        <title><![CDATA[La Rete Civica di Napoli : Blog]]></title>
        <description><![CDATA[Il blog per La Rete Civica di Napoli, ospitato da La Rete Civica della Campania.]]></description>
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            <title><![CDATA[Il comune di Fisciano modifica lo statuto comunale dell'acqua]]></title>
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            <pubDate>Sat, 13 Mar 2010 12:08:02 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[Fisciano]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[acqua]]></dc:subject>
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		<dc:subject><![CDATA[statuto comunale]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<span style="font-size: 10pt; font-family: 'Verdana','sans-serif'">la Citt&agrave; di Salerno &mdash; 11 marzo 2010 &nbsp; pagina 22 &nbsp; sezione: NAZIONALE <br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><div><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Verdana','sans-serif'">&bull; Fisciano. L&rsquo;attuale gestione privata del servizio idrico che sinora ha comportato ricadute negative nei confronti della cittadinanza, ha indotto il Comune di Fisciano ad adottare una delibera durante l&rsquo;ultimo consiglio comunale. Viene riconosciuta l&rsquo;acqua &laquo;come bene comune del servizio idrico integrato e come servizio privo di rilevanza economica&raquo;. &bull; Il provvedimento verr&aacute; trasmesso all&rsquo;Ato (Ambito territoriale ottimale) della provincia di Salerno e a tutti i sindaci, per manifestare l&rsquo;impegno del Comune di Fisciano ad ottenere &laquo;il ritrasferimento gestionale delle risorse idriche nella sfera del settore pubblico&raquo;. Il servizio, attualmente gestito dalla Gori, societ&aacute; che dall&rsquo;ottobre 2006 ha sostituito il Comune nella gestione del servizio di fornitura idrica, &egrave; stato continuamente contestato dalla cittadinanza non solo per gli aumenti registratisi ma anche per una serie di interventi di manutenzione poco puntuali e in alcune occasioni inefficienti. Ultimo della serie quello verificatosi pochi giorni fa quando per un guasto alla condotta idrica &egrave; stata interrotta l&rsquo;erogazione dell&rsquo;acqua nelle abitazioni senza alcun preavviso. L&rsquo;adozione di questa delibera, presentata dal gruppo misto formato dai consiglieri Giuseppe Campanile e Giovanni Amoruso, intende, quindi, &quot;costituzionalizzare&quot; l&rsquo;acqua &laquo;per sottrarla ad una gestione privata che, al momento, ha prodotto solo svantaggi&raquo;. &bull; &laquo;L&rsquo;impegno del Comune di Fisciano -dichiara Campanile- &egrave; quello di riconoscere anche nel proprio statuto comunale il diritto umano all&rsquo;acqua, ossia l&rsquo;accesso all&rsquo;acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell&rsquo;acqua come bene comune pubblico&raquo;. &bull; &bull; D&rsquo;accordo il sindaco Tommaso Amabile. &laquo;L&rsquo;amministrazione comunale -spiega il primo cittadino- verificher&aacute; se ci saranno le condizioni dal punto di vista normativo per rendere di nuovo la fornitura dell&rsquo;acqua un servizio gestito dal Comune&raquo;. Mario Rinaldi &copy; riproduzione riservata </span></div><div><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Verdana','sans-serif'">&nbsp;</span></div><div><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Verdana','sans-serif'">&nbsp;</span><span style="font-size: 18pt; font-family: 'Verdana','sans-serif'">l'effetto domino continua dopo Roccapiemonte Sarno adesso anche Fisciano presto anche gl'altri faranno lo&nbsp; stesso la riappropiazione dell'acqua bene comune continua </span><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Verdana','sans-serif'"></span></div><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Verdana','sans-serif'">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; </span>]]></description>
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            <title><![CDATA[L'assessore Nasti cambia idea sulla centrale a turbogas di Vigliena]]></title>
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            <pubDate>Sat, 13 Mar 2010 12:05:06 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[Nasti]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Vigliena. san giovanni a teduccio]]></dc:subject>
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            <description><![CDATA[<div>Molti dei lettori di questa mailing lista sanno della battaglia che come comitato di S. Giovanni a Teduccio abbiamo portato avanti a partire dal 2006 contro la centrale turbogas di Vigliena.</div><div><br /></div><div>In questi anni di lotta abbiamo avuto vari incontri con Nasti e lui aveva sempre detto che in fondo la centrale si poteva fare in quanto migliorativa rispetto alla precedente. Eufemisticamente possiamo dire che non lo abbiamo mai sentito al nostro fianco&nbsp;(in uno di questi vari incontri tecnici l'attuale direttore dell'ArpaC aveva definito quella delle nano-particelle &quot;materia grezza&quot;, aggiungendo che non bisognava preoccuparsene pi&ugrave; di tanto).</div><div><br /></div><div>Ma da qualche giorno l'assessore all'ambiente del comune di Napoli sta ritornando sui suoi passi.... e sul Roma dice che andrebbe delocalizzato l'impianto.</div><div><br /></div><div align="center"><a class="mediafile" href="http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/files/-1/1571/http___www.ilroma.net_file_pdf.php_percorso%3D110310G_11-05-pag.pdf">http___www.ilroma.net_file_pdf.php_percorso=110310G_11-05-pag.pdf</a> <br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; </div>]]></description>
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            <title><![CDATA[Invito convegno "Carta della Natura della Campania Nord Occidentale" Napoli 18 marzo 2010]]></title>
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            <pubDate>Sat, 13 Mar 2010 12:00:18 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[Napoli]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Carta della Natura della Campania Nord Occidentale]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[ambiente]]></dc:subject>
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		<dc:subject><![CDATA[pianificazione]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[valutazione]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[&nbsp; <p style="margin:0pt; line-height: 150%; text-align: justify"  class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-style: normal; font-family: Helvetica">Siamo lieti di invitarla&nbsp;al convegno </span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Helvetica"><em>&ldquo;Carta della Natura della Campania Nord Occidentale&rdquo; </em></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-style: normal; font-family: Helvetica">che si svolger&agrave; a Napoli il prossimo 18 marzo 2010 alle ore 9.30, presso il Centro Congressi Tiempo, Centro Direzionale di Napoli - isola E5. </span></p><p style="margin:0pt; text-indent: 36pt; line-height: 150%; text-align: justify"  class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; line-height: 150%; font-style: normal; font-family: Helvetica"></span></p><p style="margin:0pt; line-height: 150%; text-align: justify"  class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; line-height: 150%; font-style: normal; font-family: Helvetica">La Legge Quadro sulle aree naturali protette (Legge n.394/91) ha introdotto Carta della Natura allo scopo di identificare lo stato dell&rsquo;ambiente naturale, di evidenziare i valori naturali e i profili di vulnerabilit&agrave; per il territorio italiano. </span></p><p style="margin:0pt; line-height: 150%; text-align: justify"  class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; line-height: 150%; font-style: normal; font-family: Helvetica">La Carta &egrave; uno strumento tecnico con due principali finalit&agrave;: una conoscitiva dello stato dell&rsquo;ambiente ed una valutativa per l&rsquo;individuazione delle zone di maggior pregio e di quelle pi&ugrave; fragili dal punto di vista ecologico. In Campania l&rsquo;Arpac ha completato l&rsquo;area del Roccamonfina e della foce del Garigliano, gran parte dell&rsquo;Irpinia e la pianura campana, compreso il territorio di competenza dell&rsquo;Autorit&agrave; di Bacino Nord Occidentale. In quest&rsquo;ultima fase i lavori si sono contraddistinti per un forte cambiamento metodologico, al fine di rendere Carta della Natura uno strumento adatto ad un uso corretto in termini di pianificazione territoriale su media e piccola scala.</span></p><p style="margin:0pt; line-height: 150%; text-align: justify"  class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; line-height: 150%; font-style: normal; font-family: Helvetica"></span></p><p style="margin:0pt; line-height: 150%; text-align: justify"  class="MsoNormal"  align="center"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; color: black; line-height: 150%; font-style: normal; font-family: Arial">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp; <a class="mediafile pdf" href="http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/files/-1/1570/Invito+Carta+Natura.pdf">Invito Carta Natura.pdf</a> &nbsp;</span></p><p style="margin:0pt; line-height: 150%; text-align: justify"  class="MsoNormal"  align="center"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; color: black; line-height: 150%; font-style: normal; font-family: Arial"></span></p><p style="margin:0pt; text-align: justify"  class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-style: normal; font-family: Helvetica">Per ulteriori informazioni:</span><span style="font-weight: normal; font-size: 12pt; font-style: normal; font-family: Helvetica"></span></p><p style="margin:0pt"  class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-style: normal; font-family: Helvetica">Segreteria organizzativa</span></p><p style="margin:0pt"  class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-style: normal; font-family: Helvetica">ARPAC, Servizio Comunicazione</span></p><p style="margin:0pt"  class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-style: normal; font-family: Helvetica">081.2326414 - 419</span></p><p style="margin:0pt"  class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-style: normal; font-family: Helvetica">e-mail: <a href="mailto:info@arpacampania.it"  target="_blank"><span>info@arpacampania.it</span></a><br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; </span></p>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[L'acqua è un diritto non una merce, il 20 tutti a Roma]]></title>
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            <pubDate>Sat, 13 Mar 2010 11:46:44 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[acqua]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[attac]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[beni comuni]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[decreto ronchi]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[manifestazione nazionale]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[pubblicizzazione]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[referendum]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<div align="center">ASSEMBLEA PUBBLICA</div><div align="center"><strong>L'ACQUA E' UN DIRITTO NON UNA MERCE</strong></div><br /><br /><br /><div align="center"><em>verso la manifestazione del 20 Marzo in difesa dell'ACQUA, BENI COMUNI E CLIMA.</em></div><br /><br /><strong>MERCOLEDI' 17 MARZO ORE 18</strong><br />UNIVERSITA' ORIENTALE, P.ZZO CORIGLIANO - AULA MURA GRECHE<br /><br />Introduce:<br />Raphael Pepe (Comitato Acqua Napoli - Attac Napoli)<br /><br />Intervengono:<br /><strong>ALEX ZANOTELLI</strong> (Comitato Acqua NapoliI)<br /><br /><strong>SEVERO LUTRARIO</strong> (Comitato Acqua Frosinone)<br /><br /><strong>ALBERTO TRAMA</strong> ( Lavoratore Net Service - Arin s.p.a.)<br /><br /><a href="http://attacnapoli.noblogs.org/gallery/5638/vol%20acqua%2017%20marzo.pdf"  target="_blank">Scarica e diffondi il volantino</a><br /><br /><br /><br /><div align="center"><strong>20 marzo 2010 Roma </strong></div><br /><div align="center"><strong>manifestazione nazionale</strong> </div><br /><div align="center"><strong>L'acqua &egrave; di tutti deve essere pubblica. Difendiamo i beni comuni </strong></div><br /><br /><br /><strong>Partenza Autobus&nbsp; per manifestazione nazionale a roma 10 euro a/r</strong><br /><strong>Info e prenotazioni 3290078243 - napoli@attac.org </strong><br /><br /><a href="http://www.attacnapoli.noblogs.org"  target="_blank">www.attacnapoli.noblogs.org</a> <br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;]]></description>
        </item>
                
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            <title><![CDATA[Il lavoro: sfida fondamentale per una nuova egemonia dell’ambientalismo]]></title>
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            <pubDate>Sat, 13 Mar 2010 11:41:32 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[Antonio D’Acunto]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[ambientalismo]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[egemonia]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[lavoro]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[sfida]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[vas]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<strong>Il lavoro: sfida fondamentale per una nuova egemonia dell&rsquo;ambientalismo</strong> <p>&nbsp;</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="justify">&nbsp;</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="justify">di</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="justify">&nbsp;</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="justify">Antonio D&rsquo;Acunto</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="justify">&nbsp;</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="justify">La propaganda pi&ugrave; incisiva costruita dal potere economico-produttivo dominante in Italia e pi&ugrave; complessivamente nel mondo per sconfiggere la crescente onda dell&rsquo;ambientalismo della fine degli anni 80 ed i primi del novanta &egrave; stata sicuramente quella dello spettro di un futuro di povert&agrave;, disoccupazione, sottosviluppo connesso alle scelte ambientaliste ed ecologiste. Una operazione che ha cercato e per molti aspetti &egrave; riuscita a ridicolizzare non solo esponenti politici, ma, ed &egrave; questo che naturalmente interessa di pi&ugrave;, anche questioni di fondamentale rilevanza per il futuro della Umanit&agrave; e della vita stessa del Pianeta, dalla disponibilit&agrave; delle risorse alla sua capacit&agrave; recettiva.</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="justify">La incapacit&agrave; e la conseguente rinuncia a sfidare, sia pure lungo un necessario itinerario di transizione, il sistema dominante sul terreno generale di un nuovo modello economico, produttivo, sociale, oltre che culturale, politico ed istituzionale, ha fatto si ch&eacute; sempre pi&ugrave; ci si impoverisse sulla portata del cambiamento profondo, radicale dell&rsquo;ambientalismo con la riduzione a piccoli abbellimenti, insignificanti correttivi, aspetti di mera facciata. La conseguenza generale &egrave; che oggi le profonde difficolt&agrave; strutturali del sistema, l&rsquo;esaurirsi delle ragioni e delle forze stesse del suo essere, costituiscono non la sua crisi ma la base per un tentativo storico del suo rafforzamento, sostenuto, ed &egrave; qui il vero paradosso - la incongruenza ideologica- anche dallo stato di bisogno della drammatica condizione materiale di molti lavoratori, per i quali sarebbe, d&rsquo;altra parte, assurdo pensare sia alla rinuncia alla difesa occupazionale, sia alla solidariet&agrave; della necessit&agrave; della loro lotta.</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="justify">Dov&rsquo;&egrave; dunque la questione? La questione sta nel riprendere e rilanciare dal punto di vista ecologista e ambientalista il &ldquo;Lavoro&rdquo;, facendolo diventare l&rsquo;essenza centrale del dibattito teorico, della proposta politica, delle lotte sociali e delle filosofie e delle scelte economiche. E&rsquo; banale, ma allo stesso tempo di grande rilevanza, constatare che la &ldquo;fabbrica&rdquo; non crea pi&ugrave; occupazione nel senso che non ne &egrave; la pi&ugrave; rilevante fonte; si pu&ograve; anche dire che non esiste pi&ugrave; alcuna proporzionalit&agrave; tra merci prodotte ed occupati, od ancora che si possono produrre beni di consumo con forza lavoro minima. Da una parte &egrave; la piena conferma della giustezza della critica di Marx ai classici della Economia, Adam Smith e David Ricardo, sull&rsquo;astoricit&agrave;, naturalit&agrave; ed eternit&agrave; del modo di produzione capitalistico, ma dall&rsquo;altra sembra quasi la fine della loro comune teoria per cui il lavoro &egrave; la fonte della ricchezza ed il &ldquo;valore&rdquo; &egrave; determinato dalla quantit&agrave; di lavoro contenuto nelle merci. Il Capitale, nella egemonica espressione finanziaria, appare ancora pi&ugrave; forte e decisivo per l&rsquo;intero destino dell&rsquo;Umanit&agrave; e del Pianeta; l&rsquo;unica necessit&agrave; che esso ha &egrave; il mantenimento del mercato, del consumo ed estende i campi della ricerca del suo plusvalore nel controllo e nella gestione di fondamentali risorse, naturalmente pubbliche, quali l&rsquo;acqua, l&rsquo;etere, l&rsquo;ambiente pi&ugrave; complessivamente . Oscurando la sicura catastrofe per disponibilit&agrave; di risorse e capacit&agrave; recettiva del Pianeta, il capitalismo &egrave; vincente ed inarrestabile&hellip;. a meno che non riformuliamo nella politica, nella cultura e nella lotta un percorso concreto di radicale inversione, capovolgendo e riformulando i termini classici della Economia: D M D: Danaro-Merce- Danaro. Ragioniamo come in una fase di &ldquo;Rifondazione&rdquo; del sistema Progresso, ignorando la voce Danaro, e partiamo da ci&ograve; che &egrave; necessario ed utile per il Pianeta e per la Umanit&agrave; e chiamiamo &ldquo;Lavoro&rdquo; l&rsquo;attivit&agrave; necessaria, il contributo di ciascuna Persona per il suo conseguimento: facciamo partire il ciclo da E, cio&egrave; dall&rsquo;Ecologia intesa nell&rsquo;accezione globale di Casa del Benessere dell&rsquo;Uomo e del Pianeta; il nuovo Ciclo &egrave; semplicemente E L E+: Ecologia-Lavoro-Ecologia accresciuta ed il nuovo ciclo ancora E+ L E++, Ecologia accresciuta, Lavoro, Ecologia ancora ulteriormente migliorata. Il Lavoro non &egrave; pi&ugrave; alienazione ma essenza stessa dell&rsquo;Uomo per la sua realizzazione e per l&rsquo;arricchimento dei valori della Societ&agrave; umana e del Pianeta. L&rsquo;Economia che ritrova nella Ecologia la sua ragione d&rsquo;essere e la sua forza propulsiva ed una nuova Filosofia del Lavoro, nella loro coniugazione unitaria, sono il fondamento della &ldquo;occupazione&rdquo; del nuovo millennio: analizziamo a livello generale come locale, punto per punto, le infinite questioni aperte a cui dare soluzione o di crisi da cui uscire e riscontriamo infiniti &ldquo;lavori socialmente necessari e perci&ograve; utili per l&rsquo;oggi e per il futuro&rdquo;. Proprio perch&eacute; &ldquo;infiniti&rdquo; &egrave; impossibile enuclearli tutti od anche una sola parte rilevante; sono sicuro che, esposti molti, a grande ragione si dir&agrave; di altri e di maggiore importanza. Vogliamo partire dalla materia e dall&rsquo;energia? E cio&egrave; dalla esplorazione dell&rsquo;intero sistema di recupero di materia dai rifiuti nell&rsquo;accezione globale in alternativa da una parte alla immissione quale inquinanti nell&rsquo;aria e dall&rsquo;altra alla crescente progressiva mutilazione del volto stesso del pianeta per l&rsquo;asportazione della sua corteccia vitale o dalla immensa potenzialit&agrave; di captare la risorsa a costo zero che il Sole ci d&agrave;, in alternativa alla ultima distruzione del patrimonio fossile di milioni di anni fa? Od anche alla scelta di attivare tecnologicamente la cultura della preziosit&agrave; di ogni risorsa naturale, del suo uso razionale, intelligente, del risparmio quale effettiva condizione di benessere fisico? O vogliamo pensare all&rsquo;immenso &ldquo;Lavoro&rdquo; necessario per risanare e rinaturalizzare fiumi, laghi, mari, per bonificare aree degradate ed inquinate, per restaurare habitat di Biodiversit&agrave; animali e vegetali? Od ancora alla immissione sul territorio di tutto ci&ograve; che &ldquo;scienza e tecnica&rdquo; consentono quale fondamento per una Protezione Civile costruita sulla Prevenzione? Penso alla dimensione dei progetti &ldquo;Non pi&ugrave; Periferie, ma Citt&agrave; nelle Citt&agrave;&rdquo;, alla qualit&agrave; urbana da realizzare, alla vivibilit&agrave; da dare, alla mobilit&agrave; ecologica da realizzare. Penso ai Centri Storici: non vi &egrave; professione, arte o mestiere che non sia coinvolto nel restauro e nel recupero dei suoi valori: penso ai Beni culturali da salvare, tutelare, far vivere in una corretta fruizione e penso agli spazi di creazione di nuova Cultura, della Poesia, della Musica, dell&rsquo;Arte, produzione vitale della Umanit&agrave;: penso infine ai percorsi di assistenza sanitaria, di educazione civica, di generosit&agrave;, di solidariet&agrave;; non &egrave; assurdo solo pensare da una parte ai malati, ai disabili, ai bisognosi e dall&rsquo;altra a capacit&agrave; e a volont&agrave;, costrette alla indisponibilit&agrave; dalla mancanza di danari che vengono sempre denominate risorse. Le risorse del Paese non sono appunto le Persone Umane, la loro capacit&agrave; professionale e tecnica, le potenzialit&agrave; della natura, della storia e della cultura, ma il danaro: tranne il buon burattino di Collodi, qualcuno ha visto o creduto mai ad un albero che produce la risorsa denominata danaro? Il Danaro, come necessit&agrave; assoluta dei processi economici, produttivi, di scambi sembra una verit&agrave; assoluta, un dogma: ma &egrave; proprio naturale ci&ograve;? Molti Economisti ci spiegheranno le leggi che regolano tutto ci&ograve;, le ragioni della nascita della moneta, il grande imbroglio internazionale dei cambi, la bilancia dei pagamenti, il rapporto tra debito pubblico e PIL, la inflazione, ed alla fine la necessit&agrave; di contenere la spesa pubblica ed alla fine della fine la mancanza di risorse per l&rsquo;Ambiente, la Cultura, la Scuola, la Sanit&agrave;, la Solidariet&agrave; e di conseguenza della impossibilit&agrave; di concretizzare il Lavoro necessario e possibile per creare un Paese complessivamente migliore per l&rsquo;oggi ed il domani. Qui &egrave; la sfida di fondo che una complessiva istanza Ecologista nell&rsquo;accezione prima proposta nelle sue diverse espressioni, politica, culturale, associativa di movimento deve aprire su ogni aspetto della teoria e della concretezza di un percorso reale. Naturalmente questa sfida non &egrave; in contrasto con quanto pensato ed attuato con tutti gli insiemi di interventi, progetti e aspettative di quella che viene indicata come Economia Verde (Green Economy), costruita principalmente su un capitalismo &ldquo;illuminato&rdquo; che punta su scelte e tecnologie basate in varia misura, a volte anche molto contraddittoriamente, sulla rinnovabilit&agrave; ed il minore impatto ambientale; ma ne evidenzia gli insuperabili limiti teorici e conseguentemente di modello globale perseguibile e la necessit&agrave; di una portata innovatrice di ben altra natura fondante e livello conseguibile. </p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="justify">Due considerazioni finali ci sembrano ancora necessarie in questo contributo: in realt&agrave; sono due problematiche che ci sembrano essenziali per il perseguimento degli obbiettivi indicati nel contributo stesso: la prima &egrave; relativa al rapporto del peso reciproco dei due cicli Danaro Merce Danaro e Ecologia Lavoro Ecologia: E&rsquo;evidente che non &egrave; ipotizzabile la sostituzione del primo ciclo con il secondo con drastiche scorciatoie di alcuna natura, soprattutto se violenti ed antidemocratiche: come &egrave; evidente che operare nella direzione della Ecologia, Naturale ed Umana, non pu&ograve; significare n&eacute; la scomparsa n&eacute; l&rsquo;annullamento di significativa parte dell&rsquo;attuale sistema produttivo- molto comunque va combattuto a partire dal mercato delle armi - n&eacute; del lavoro ad esso connesso. La lotta per rendere sempre pi&ugrave; determinante il Lavoro connesso alla Ecologia va sviluppata perci&ograve; con una strategia permanente di progettualit&agrave; e di iniziativa a tutti i livelli istituzionali e dei relativi diretti riferimenti, elevando in maniera sempre pi&ugrave; crescente lo scontro sulle cosiddette compatibilit&agrave;. </p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="justify">La seconda considerazione riguarda la questione ancora pi&ugrave; complessa della ricerca di &ldquo;entit&agrave; di scambio&rdquo; di attivazione e ricompensa del Lavoro alternativa alla moneta, che pu&ograve; ancora chiamarsi moneta ma scevra dal complesso di vincoli che ne limitano la disponibilit&agrave; anche per finalit&agrave; di interesse generale e cio&egrave;, per noi, l&rsquo;Ecologia. La proposizione della questione appare molto meno folle ed astrusa se si segue ad esempio nel corso dei Millenni la evoluzione della moneta, in rapporto alle esigenze storicamente determinate, dalla sua nascita e dalla stretta connessione del suo valore con la disponibilit&agrave; e la natura stessa del &ldquo;metallo&rdquo; alla fine della riconvertibilit&agrave; in oro della carta circolante o ai sistemi di titoli in varie forme garantiti. Naturalmente la soluzione tecnica della questione non &egrave; univocamente determinabile o definita: lo &egrave; invece quella della uscita dall&rsquo;attuale crisi perch&eacute; essa non pu&ograve; avvenire che facendo partire la nuova Economia dalla Ecologia e dal Lavoro ad essa collegato, quale Diritto-Dovere di ogni Cittadino per una qualit&agrave; nuova della Societ&agrave; Umana e della Tutela della Natura. </p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="justify">&nbsp;</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="justify">Antonio D&rsquo;Acunto<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Giovedì 18 assemblea a Terzigno]]></title>
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            <pubDate>Sat, 13 Mar 2010 11:38:37 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[discariche]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[malapolitica]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[parco del vesuvio]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[proteste]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[rifiuti]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[terzigno]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[&nbsp; <p style="margin-bottom: 0cm"  align="center">GIOVEDI 18 MARZO 2010 ore 20:00</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="center">&nbsp;</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="center">ASSEMBLEA PUBBLICA</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="center">Via Nespole della Monica (Terzigno)</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="center">Area presidio 2007</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="center">&nbsp;</p><p style="margin-bottom: 0cm; margin-right: 0.17cm"  align="justify"><strong>Contro discariche ed inceneritori. Per la riduzione a monte dei rifiuti. Per il trattamento meccanico biologico a freddo, riciclo, riuso e compostaggio. Per una politica ambientale auto-gestita dal basso. Per opporci al disastro ambientale messo in atto da una politica scellerata e criminale. Per il diritto alla salute.</strong></p><p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="center">&nbsp;</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="center">&nbsp;</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="center">NON VOTARE, LOTTA!</p><p style="margin-bottom: 0cm"  align="center">&nbsp;</p><p style="margin-bottom: 0cm">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;MOVIMENTO CIVICO COMUNI VESUVIANI<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Dall'Associazione 'Marco Mascagna': Notizie che non circolano facilmente]]></title>
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            <pubDate>Fri, 12 Mar 2010 15:07:42 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[ogm]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[nucleare]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[energia]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Associazione Marco Mascagna]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[ambiente]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<p><span class="testocontenutonews"><strong><span>Le autorit&agrave; di vigilanza sul nucleare bocciano il sistema di sicurezza dei reattori EPR Areva (quelli che si vorrebbero costruire in Italia).</span></strong></span></p><p><span class="testocontenutonews"><strong><span>&nbsp;</span></strong></span><span class="testocontenutonews"><span>Le autorit&agrave; di vigilanza sul nucleare di Francia, Gran Bretagna e Finlandia (rispettivamente la HSE&rsquo;s ND, la ASN e la STUK) in un rapporto </span></span><span>congiunto segnalano ad Areva e ai suoi committenti <strong>una lacuna in materia di sicurezza</strong> nell&rsquo;attuale reattore EPR. I dispositivi di sicurezza dei reattori EPR non sarebbero adeguati perch&eacute; <strong>il sistema d&rsquo;emergenza </strong>non &egrave; indipendente rispetto al sistema di controllo normale. Il rischio &egrave; che entrambi, essendo interdipendenti, possano andare in avaria contemporaneamente con il risultato di far perdere completamente il controllo del reattore. Dopo la pubblicazione del rapporto, le quotazioni in borsa di Areva sono scese del 5%.<span class="testocontenutonews"></span></span><span>Fonte: <a href="http://qualenergia.it/">http://qualenergia.it/</a></span></p><p><strong><span>Energia nucleare: per Moody&rsquo;s &egrave; un investimento a perdere. </span></strong></p><p><strong><span></span></strong><span>La Moody's Corporation</span><span>, la famosa compagnia che esegue ricerche finanziarie ed analisi su attivit&agrave; commerciali e governati statali, dando un punteggio sulla loro solvibilit&agrave; finanziaria, ha pubblicato un rapporto sulle nuove centrali nucleari.</span><span>In questo rapporto viene calcolato il costo medio dell&rsquo;energia per diverse fonti, considerando i costi fissi e variabili, gli oneri finanziari, gli ammortamenti differenziati per la diversa durata degli impianti (30 anni per il gas, 50 anni per il nucleare ecc.). Da tale analisi (che ovviamente non stima i costi delle scorie radioattive, poich&eacute; ancora non si sa come smaltirle) risulta il seguente costo dell'energia (dollari per Megawattora):</span></p><p><span>&nbsp;</span><span>&middot; GAS: 120 $ </span></p><p><span></span><span>&middot; EOLICO 125 $</span></p><p><span>&middot; NUCLEARE 151 $</span><span>Moody&rsquo;s sottolinea che il costo dell&rsquo;energia prodotta dal gas e dal nucleare &egrave; in salita, mentre quello dell&rsquo;energia eolica &egrave; in discesa e che tali trend non dovrebbero cambiare per i prossimi anni. Sulla base di tali dati Moody&rsquo;s ha deciso di diminuire il rating delle aziende che investono nell&rsquo;energia nucleare.</span><strong><span style="font-weight: normal">Fonte: Moody&rsquo;s Corporation: &ldquo;New Nuclear Generation: Ratings Pressure Increasing&rdquo;, 2009</span></strong></p><p><strong><span>Energia nucleare: le balle del Governo sul costo delle centrali: 9 miliardi a centrale non 5.</span></strong></p><p><span>Il Governo ha affermato che costruir&agrave; almeno 4 centrali nucleari EPR di tecnologia francese (Areva) da 1,6 GW, con un costo complessivo di 20 miliardi di euro (quindi meno di 5 miliardi ad impianto). Tali cifre per&ograve; sono smentite dalla stessa societ&agrave; francese Areva. In una proposta al Canada di costruzioni di 2 impianti EPR da 1,6 GW il prezzo &egrave; fissato in 9 miliardi di euro (quindi 36 miliardi per 4 centrali). Forse Berlusconi sogna che gli facciano un piccolo sconto di 16 miliardi (prendi 4 e paghi 2) o forse &egrave; meglio non far sapere quanto coster&agrave; ad ogni italiano il ritorno al nucleare. </span><span>Fonte: <a href="http://qualenergia.it/">http://qualenergia.it/</a></span><strong><span>&nbsp;</span></strong></p><p><strong><span></span></strong><strong><span>Energia rinnovabili: in Germania una potenza di 10 GW di fotovoltaico e 26 GW di eolico.</span></strong><span>Per la Germania il futuro dell&rsquo;energia &egrave; nelle rinnovabili (solare, eolico, idroelettrico, maree ecc.). Nel solo 2009 la potenza fotovoltaica in Germania &egrave; aumentata di 3 GW, raggiungendo una potenza totale di 10 GW. Le installazioni eoliche nel 2009 sono state pari a 1,9 GW, portando cos&igrave; la potenza totale a 26 GW di eolico.</span><span><a href="http://qualenergia.it/">http://qualenergia.it/</a></span></p><p><strong><span>Gli ogm per combattere la fame nel mondo: una mistificazione secondo la FAO e i Paesi africani.</span></strong><span>In questi ultimi giorni in cui la UE ha autorizzato la coltivazione in piena terra di una patata geneticamente modificata si &egrave; riacceso il dibattito sugli ogm. In particolare i sostenitori degli ogm hanno affermato che risolveranno il problema della fame nel mondo. Tale affermazione non ha alcun fondamento. Al contrario, 24 rappresentanti di Paesi Africani hanno presentato all&rsquo;ONU, qualche anno fa una dichiarazione sostenuta dalle organizzazioni non governative di aiuto allo sviluppo, che dice: &quot;(Noi obiettiamo) fortemente che l'immagine della povert&agrave; e della fame dei nostri paesi sia utilizzata dalle imprese multinazionali per promuovere una tecnologia non sicura, n&eacute; ambientalmente sostenibile e assolutamente svantaggiosa economicamente per noi. Noi non crediamo che queste multinazionali o queste biotecnologie aiutino i nostri agricoltori a produrre il cibo a noi necessario per il XXI secolo. Al contrario, riteniamo che ci&ograve; distrugger&agrave; la diversit&agrave;, le conoscenze locali e i sistemi agricoli sostenibili che i nostri agricoltori hanno sviluppato per millenni e che ci&ograve; indebolir&agrave; la nostra capacit&agrave; di sfamarci&quot;.</span><span>Le preoccupazione dei firmatari della dichiarazione hanno il loro fondamento in dati della FAO, che dimostrano che nei Paesi poveri i sistemi tradizionali di produzione, su piccola scala, sono pi&ugrave; efficienti di quelli &quot;industrializzati&quot; e su vasta scala. Secondo un censimento FAO, confrontando la resa per superficie di una fattoria industrializzata &quot;tipo&quot; di 14 ettari, con realt&agrave; contadine tradizionali pi&ugrave; piccole, risultava che: in Siria una fattoria di 0,2 ettari era 1.400 volte pi&ugrave; produttiva della fattoria &quot;tipo&quot;; in Messico una fattoria di 1,2 ettari era 3.000 volte pi&ugrave; produttiva; in Per&ugrave; una fattoria di 2 ettari era 800 volte pi&ugrave; produttiva; e in Etiopia una fattoria di 0,4 ettari era 350 volte pi&ugrave; produttiva.</span><strong><span>&nbsp;</span></strong><strong><span>&nbsp;</span></strong></p>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Avvisi dall'Associazione 'Marco Mascagna']]></title>
            <link>http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/weblog/3916.html</link>
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            <pubDate>Fri, 12 Mar 2010 15:04:02 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[Asssociazione]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[escursioni]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[scuole]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Marco Mascagna]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<strong><span>Domenica 14 marzo escursione a Ischia: Da Serrara Fontana a Monte Epomeo e a Forio.</span></strong> <p style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"  class="MsoNormal"><span>Tempo di percorrenza a piedi (escluse soste) 3.30, dislivello in salita 250 m, in discesa 700; difficile, tratti a precipizio; castagneto, bosco misto, macchia mediterranea, panorami; indispensabili scarpe da trekking.</span></p><p style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"  class="MsoNormal"><span>Appuntamento ore 8.25 (precise) biglietteria traghetti <strong>stazione di Porta di Massa</strong>, ritorno ore 19.</span></p><span>&nbsp;</span> <p style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"  class="MsoNormal"><span>Per prenotarsi telefonare a Sergio 3204640380</span></p><span></span>&nbsp;<strong><span>L&rsquo;escursione da Sant-Agata alla Malacoccola a Sant.Agnello, che non si &egrave; tenuta a febbraio si terr&agrave; il 18 aprile.</span></strong><strong><span>&nbsp;</span></strong> <p style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt"  class="MsoNormal"><strong><span>Cerchiamo persone che vogliono tenere incontri nelle scuole su tematiche ambientali </span></strong><span>(rifiuti, inquinamento atmosferico, inquinamento acustico, acqua, mare, sostenibilit&agrave; e impronta ecologica, aree verdi, problemi urbanistici). Gli incontri riguardano le scuole medie inferiori e superiori.</span></p><span>&nbsp;Chi &egrave; disponibile pu&ograve; telefonare&nbsp;a Pio 3397567735, 0815600885 <strong></strong></span>]]></description>
        </item>
                
        <item>
            <title><![CDATA[Gli zapatisti non sono soli]]></title>
            <link>http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/weblog/3915.html</link>
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            <pubDate>Fri, 12 Mar 2010 14:58:11 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[zapatisti]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[solidarietà]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[manifestazione]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[YA BASTA]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[EZLN]]></dc:subject>
		<dc:subject><![CDATA[Chapas]]></dc:subject>
            <description><![CDATA[<p><strong><span style="font-family: Verdana; color: gray; font-size: 14pt; text-effect: emboss"><span style="color:windowtext">In occasione della settimana </span></span></strong><strong><span style="font-family: Verdana; color: gray; font-size: 14pt; text-effect: emboss"><span style="color:windowtext">di solidariet&agrave; internazionale </span></span></strong><strong><span style="font-family: Verdana; color: gray; font-size: 14pt; text-effect: emboss"><span style="color:windowtext">con gli zapatisti e l&rsquo;EZLN</span></span></strong><strong><span style="color:black; font-size: 14pt"><span>&nbsp;</span></span></strong></p><p><strong><span style="color:black; font-size: 14pt"><span></span></span></strong><strong><span style="color:black; font-size: 14pt"><span>&nbsp;</span></span></strong><strong><span style="font-family: Verdana; color: gray; font-size: 14pt; text-effect: emboss">Contro la repressione delle lotte popolari </span></strong><strong><span style="font-family: Verdana; color: gray; font-size: 14pt; text-effect: emboss">in difesa dell&rsquo;autonomia zapatista!</span></strong></p><p><strong><span style="font-family: Verdana; color: gray; font-size: 14pt; text-effect: emboss">Basta con le aggressioni e gli attacchi alle comunit&agrave; zapatiste!</span></strong></p><p><strong><span style="font-family: Verdana; color: gray; font-size: 14pt; text-effect: emboss">Esercito e paramilitari fuori dal Chiapas!</span></strong><strong><span style="font-family: Verdana; color: gray; font-size: 14pt; text-effect: emboss">&nbsp;</span></strong><strong><span style="font-family: Verdana; color: gray; font-size: 14pt; text-effect: emboss"><br /></span></strong><strong><span style="font-family: Verdana; color: gray; font-size: 14pt; text-effect: emboss">Fine della repressione in Chiapas!</span></strong><span style="font-size: 14pt"></span><strong><span style="font-family: Verdana; color: gray; font-size: 14pt; text-effect: emboss"><br /></span></strong><strong><span style="font-family: Verdana; color: gray; font-size: 14pt; text-effect: emboss">&nbsp;</span></strong></p><p><strong><span style="font-family: Verdana; color: gray; font-size: 14pt; text-effect: emboss">Viva l&rsquo;Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale!</span></strong></p><p><strong><span style="font-family: Verdana; color: gray; font-size: 14pt; text-effect: emboss"></span></strong><span style="color:black; font-size: 14pt"></span><strong><span style="color:black; font-size: 14pt"><span>&nbsp;</span></span></strong><strong><span style="font-family: Verdana; color: gray; font-size: 14pt; text-effect: emboss">Presidio </span></strong><strong><span style="color:black; font-size: 14pt"></span></strong><strong><span style="font-family: Verdana; color: gray; font-size: 14pt; text-effect: emboss">al consolato del Messico a Napoli </span></strong><strong><span style="font-family: Verdana; color: gray; font-size: 14pt; text-effect: emboss">in Largo Sermoneta, 22 </span></strong><strong><span style="font-family: Verdana; color: gray; font-size: 14pt; text-effect: emboss">Marted&igrave; 16 marzo 2010 ore 11,00</span></strong><span style="font-family: Arial; color: black; font-size: 14pt"><br /></span><strong><span style="font-family: Arial; color: red; font-size: 10pt">&nbsp;</span></strong></p><p><strong><span style="font-family: Arial; color: red; font-size: 10pt">Ass. Ya Basta </span></strong><strong><span style="font-family: Arial; color: red; font-size: 10pt"><br /><strong><span style="font-family: Arial">Cooperazione Rebelde Napoli </span></strong></span></strong></p><p><strong><span style="font-family: Arial; color: red; font-size: 10pt"><strong><span style="font-family: Arial"></span></strong></span></strong><strong><span style="font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt">Vico Santa Maria dell'Aiuto 5</span></strong><span style="font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt"></span><strong><span style="font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt">tel.3357888115</span></strong></p><p><strong><span style="font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt"></span></strong><span style="font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt"></span><span style="font-family: Arial; color: black">&nbsp;</span><strong><span style="font-family: Arial; color: red"><a href="http://www.yabastanapoli.blogspot.com/"  target="_blank">www.yabastanapoli.blogspot.com</a></span></strong><span style="font-family: Arial; color: black"></span><strong><span style="font-family: Arial; color: red; font-size: 10pt"></span></strong></p><p><strong><span style="font-family: Arial; color: red; font-size: 10pt">&nbsp;</span></strong><strong><span style="color:red; font-size: 10pt"></span></strong><strong><span style="font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt">Sostieni i progetti di solidariet&agrave; dell'Ass. Ya Basta </span></strong><strong><span style="font-family: Arial; color: black; font-size: 10pt"><br /><strong><span style="font-family: Arial">donando il tuo 5 x mille: </span></strong><strong><span style="font-family: Arial">nel riquadro &quot;sostegno al volontariato&quot; </span></strong><br /><strong><span style="font-family: Arial">firma e scrivi il C.F. di YA BASTA 92128610281</span></strong></span></strong><span style="color:black; font-size: 10pt"></span> </p><p style="margin:0cm 0cm 0pt"  class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial; color: black"></span></p><p><span style="font-family: Arial; color: black"><strong><em><span style="color:black; font-size: 16pt">&ldquo;</span><span style="color:black">Gli zapatisti non sono soli.</span></em></strong></span></p><span style="font-family: Arial; color: black"><strong><em><span style="color:black"><span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></em></strong><strong><em><span style="color:black">Basta con le aggressioni in Chiapas.</span></em></strong> </span><span style="font-family: Arial; color: black"><p style="margin:0cm 0cm 0pt"  class="MsoNormal"  align="center"><strong><em><span style="color:black">Viva l&rsquo;EZLN.&rdquo;</span></em></strong></p><p style="margin:0cm 0cm 0pt"  class="MsoNormal"  align="center"><strong><em><span style="color:black"></span></em></strong></p><strong><em><span style="color:black"></span></em></strong>&nbsp;<span style="font-family: 'Comic Sans MS'; color: black; font-size: 10pt"></span><span style="font-family: 'Comic Sans MS'; color: black; font-size: 10pt">In questo 2010 il capitalismo selvaggio torna a mostrare la sua codardia e violenza in tutto il mondo, distruggendoci con crisi economiche e sociali, colpendo sempre le stesse persone: migranti, lavoratori, precari, donne e uomini che stanno in basso.</span><span style="font-family: 'Comic Sans MS'; color: black; font-size: 8pt">&nbsp;</span><span style="font-family: 'Comic Sans MS'; color: black; font-size: 10pt">Viviamo in Italia ed &egrave; qui che resistiamo, &egrave; qui dove cerchiamo di vivere con dignit&agrave; e riappropriarci di ci&ograve; che &egrave; nostro. Partiamo dalla nostra quotidianit&agrave;, dalla nostra creativit&agrave;, dalla nostra disobbedienza a quello che ci viene imposto: sappiamo che possiamo costruire altri modi, altri mondi che ci contengano tutti.</span><span style="font-family: 'Comic Sans MS'; color: black; font-size: 8pt">&nbsp;</span><span style="font-family: 'Comic Sans MS'; color: black; font-size: 10pt">In questo 2010 il capitalismo in Chiapas &ndash; Messico - colpisce forte. Imprese senza scrupoli e governanti codardi vanno a&nbsp; braccetto, calcolando cosa possono guadagnare dalla distruzione e dall&rsquo;inquinamento della biodiversit&agrave; naturale, appropriandosi e vendendo la ricchezza culturale dei popoli indigeni. Il tutto per il loro lucro personale.</span><span style="font-family: 'Comic Sans MS'; color: black; font-size: 8pt">&nbsp;</span><span style="font-family: 'Comic Sans MS'; color: black; font-size: 10pt">Quest&rsquo;anno ricorre il 16&deg; anniversario del levantamiento zapatista. Gli zapatisti si sono mostrati al mondo il 1&deg; gennaio 1994 per ricordare che tutti abbiamo il diritto a tutto, che si possono costruire alternative a tutto e che il fiore della parola non morir&agrave;.</span><span style="font-family: 'Comic Sans MS'; color: black; font-size: 8pt">&nbsp;</span><span style="font-family: 'Comic Sans MS'; color: black; font-size: 10pt">Per tutto questo tempo, gli zapatisti hanno costruito nelle loro comunit&agrave; diversi sistemi di salute, educazione, commercio, giustizia, cultura, agricoltura ecc. Gli zapatisti rappresentano, oggi come oggi, l&rsquo;esperienza di governo e territorio autonomo e autogestito pi&ugrave; grande, pi&ugrave; duratura e forte dell&rsquo;ultimo secolo. Le donne e gli uomini zapatisti, nostri compagni, dimostrano ogni giorno che &egrave; possibile una vita senza capitalismo, una vita costruita collettivamente e per la comunit&agrave;.</span><span style="font-family: 'Comic Sans MS'; color: black; font-size: 8pt">&nbsp;</span><span style="font-family: 'Comic Sans MS'; color: black; font-size: 10pt">Mentre l&rsquo;autonomia zapatista continua ad avanzare per tutti in ogni luogo, il malgoverno messicano a tutti i livelli non smette di attaccare e minacciare la continuit&agrave; di questa alternativa. Aggressioni, violenze e minacce si uniscono al riarmo e ricostituzione, pi&ugrave; forte e con pi&ugrave; risorse, di gruppi paramilitari &ndash; formati, addestrati e finanziati dallo stato messicano &ndash; che, in un clima di assoluta impunit&agrave;, continuano ad attaccare le basi d&rsquo;appoggio zapatiste.</span><span style="font-family: 'Comic Sans MS'; color: black; font-size: 8pt">&nbsp;</span><span style="font-family: 'Comic Sans MS'; color: black; font-size: 10pt">Un governo che realizza strade, progetti &ldquo;eco turistici&rdquo;, dighe, &ldquo;programmi sociali&rdquo; e &ldquo;riserve della biosfera&rdquo; senza consultare le comunit&agrave;, senza rispettare le loro parole. Un governo che sgombera con violenza, che minaccia e attacca, che nega i diritti civili e che vende le sue azioni come &ldquo;piani di sviluppo&rdquo;. </span><span style="font-family: 'Comic Sans MS'; color: black; font-size: 8pt">&nbsp;</span><span style="font-family: 'Comic Sans MS'; color: black; font-size: 10pt">Dall&rsquo;Italia vogliamo gridare che gli zapatisti non sono soli. L&rsquo;ambizione e l&rsquo;avarizia di coloro che vogliono un mondo impoverito e consumato solo per pochi si scontra con la degna rabbia di coloro che credono in alternative sostenibili per tutti. Altri modi, come quelli che costruiscono gli zapatisti in Chiapas e come quelli che costruiamo in Italia con le nostre lotte, perch&eacute;, mentre lo sviluppo genera violenza, la parola costruisce ponti.</span><span style="font-family: 'Comic Sans MS'; color: black; font-size: 10pt">Alle persone e ai collettivi in basso a sinistra, un invito a constatare che possiamo vivere senza il capitalismo, a non perdere la speranza e il sorriso, a creare altri mondi, altri modi.</span><span style="color:black"> </span><span style="font-family: 'Comic Sans MS'; color: black; font-size: 10pt"></span><span style="font-family: 'Comic Sans MS'; color: black; font-size: 10pt">Agli zapatisti, forza e salute per continuare la lotta. E la promessa di un ballo: il nostro, della vittoria.<span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span><span style="font-family: Arial; color: black"></span></span>&nbsp;]]></description>
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            <title><![CDATA["Una vita da precaria, storie di donne, storia da donna"]]></title>
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            <pubDate>Fri, 12 Mar 2010 14:38:40 GMT</pubDate>
		<dc:subject><![CDATA[precaria]]></dc:subject>
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            <description><![CDATA[<p><u>mercold&igrave; 17 marzo alle ore 17.00</u></p><p><u>&nbsp;</u>il Cidi organizza un incontro con </p><p><strong>Chiara Ingrao</strong> (autrice del libro &quot;Dita di dame&quot;) e <strong>Anna Maria Crispino </strong>(direttrice della rivista &quot;Leggendaria&quot;) sul tema </p><p align="center"><u>&quot;<strong>UNA VITA (DA) PRECARIA. STORIE DI DONNE, STORIA DA DONNA&quot;</strong></u></p><p align="center"><br />Il libro di Chiara Ingrao ci invita alla rilettura degli anni '60-'70 attraverso la storia di donne operaie, mentre l'ultimo numero della rivista &quot;Leggendaria&quot; dedica un lungo e interessante dossier alla riflessione delle donne professoresse di oggi.<br />In allegato trovate la locandina dell'iniziativa. </p><p align="center"><a class="mediafile doc" href="http://www.retecivicanapoli.org/elgg/retecivica/files/-1/1569/locandina+Ingrao-Leggendaria%5B1%5D.doc">locandina Ingrao-Leggendaria[1].doc</a> <br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>]]></description>
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