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La Rete Civica di Napoli :: Blog :: Fine dell'emergenza rifiuti in Campania?

gennaio 22, 2010

Roma, 21 gen (Velino) - Con quale risorse verrà pagato il
termovalorizzatore di Acerra? E ancora. Nel caso il collaudo
dell’impianto fosse negativo si procederà comunque al trasferimento
della proprietà? Sono solo due degli interrogativi sollevati dal
Servizio bilancio del Senato dove è in corso di esame il decreto sulla
fine dell’emergenza rifiuti in Campania che contiene, tra le altre cose,
anche norme sul terremoto in Abruzzo e il riordino del ministero
dell’Ambiente. A sollevare delle perplessità è per esempio la copertura
finanziaria nel caso di trasferimento dell’impianto di Acerra a un
soggetto pubblico. Secondo il Servizio bilancio di Palazzo Madama, il
riferimento all'utilizzo delle risorse del fondo aree sottoutilizzate
(FAS) “non costituisce alcun vincolo sulle attuali risorse e non
costituisce alcuna garanzia” che queste risorse possano essere
disponibili al momento dell'emanazione del provvedimento di
trasferimento. I funzionari del Servizio bilancio chiedono che sia
specificato inoltre il presumibile valore di acquisizione dell’impianto
sulla base degli studi dell’Enea anche per verificare la “praticabilità”
delle decurtazioni dei debiti contratti dal proprietario. E ritengono
sia opportuno confermare che in caso di trasferimento del
termovalorizzatore ad un soggetto pubblico, “il provvedimento normativo
di individuazione delle risorse finanziarie necessarie sia antecedente
all'emanazione del DPCM di trasferimento della proprietà”. Senza
dimenticare i ricavi dalla vendita di energia elettrica prodotta
dall’impianto che nel provvedimento vengono destinati in vari capitoli
ma sui quali andrebbero “forniti ulteriori dettagli idonei a dimostrarne
la consistenza” ipotizzata in 52 milioni di euro e che il decreto
destina al Dipartimento, ma che la relazione tecnica che accompagna il
provvedimento attribuisce alla società di gestione (A2A).

Il servizio bilancio del Senato evidenzia che le risorse che
alimenteranno le contabilità speciali per le Unità previste dal decreto
Campania (vale a dire l’Unità stralcio e l’Unità operativa per la
chiusura dell’emergenza rifiuti in Campania) che supporteranno gli enti
locali in vista del rientro alle competenze ordinarie, derivano
principalmente dagli introiti connessi al regolare funzionamento del
termovalorizzatore di Acerra. “Atteso che il funzionamento di
quest'ultimo al momento risulta ancora in una fase di collaudo e atteso
che non risulta del tutto scontato, che l'impianto possa raggiungere i
parametri produttivi previsti, andrebbero forniti ulteriori dettagli
circa la tempistica dell'entrata a regime del termovalorizzatore e il
regolare flusso di risorse da esso derivante che in parte andranno ad
alimentare le suddette contabilità speciali”, scrive il Servizio
bilancio che in una nota fa presente come “secondo i dati forniti
dall'Osservatorio ambientale termovalorizzatore di Acerra, l'impianto
dalla seconda metà di dicembre del 2009 risulti fermo. Altro capitolo
riguarda l’esito del collaudo dell’impianto di Acerra. Sottolineano i
funzionari del Servizio Bilancio del Senato: se sarà negativo come si
“procederà al recupero degli importi che sono portati in riduzione del
prezzo onnicomprensivo da corrispondere al soggetto proprietario
dell'impianto all'atto del trasferimento definitivo”?

Inoltre, sempre nell'eventualità di un esito negativo del collaudo per
escludere che oneri vengano “caricati” sulla finanza pubblica, “andrebbe
chiarita la titolarità degli eventuali oneri per la messa in regola
dell'impianto”. Ma il dubbio più rilevante è un altro: e cioè se il
mancato raggiungimento dei parametri produttivi “darà luogo solo ad una
riduzione dell'importo del valore dell'impianto o costituirà anche un
impedimento al trasferimento della proprietà”. Infine, per quanto
concerne la copertura finanziaria complessiva dell’intero provvedimento,
la tabella contenuta nella relazione tecnica per gli anni 2011 e 2012
“non corrisponde alla somma algebrica dei singoli addendi”. I funzionari
del Servizio Bilancio osservano inoltre che in riferimento al 2011 “si è
tenuto conto di un coefficiente di spendibilità delle risorse Fas pari
al 50 per cento e non a un terzo” come fatto in altre norme precedenti.
Pertanto, andrebbe spiegato “il diverso effetto in termini di
indebitamento netto e fabbisogno di cassa riferibile a solo due anni
(2011 e 2012) e non più a tre esercizi (2011-2013)”.

(Ilaria Proietti e Alessandro Sperandio) 21 gen 2010

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Inserito da La Rete Civica di Napoli

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