Log on
Powered by Elgg
Home Page Home

La Rete Civica di Napoli :: Blog :: Termovalorizzatore di Acerra: Impregilo contro governo

gennaio 22, 2010


Ricorso della società su crediti e prezzo dell'impianto
di Roberto Fuccillo

Neanche un anno fa, nella grande sala del termovalorizzatore, Massimo
Ponzellini, gran patron della Impregilo, fu insignito della qualifica di
"eroe", elargita da Berlusconi a lui e a tutti coloro che sui rifiuti -
spiegò il premier - si sono impegnati e sono sopravvissuti alle indagini
dei giudici. Giorno felice, verso la fine di marzo, con l´imprenditoria
meneghina schierata ad Acerra per l´apertura dell´impianto. Per
Impregilo un vero e proprio riscatto, dopo anni di contestazioni sul
contratto e la contesa su 750 milioni sequestrati dalla Procura di Napoli.

Ora però il feeling col governo subisce uno stop. La società che ha
costruito l´impianto di Acerra, la Fisia (gruppo Impregilo), non ha
gradito molto il dettato del decreto con il quale a fine anno è stata
sancita la fine dell´emergenza, ed ha opposto un ricorso sulla base
dell´articolo 700 del codice civile. Due i punti di disaccordo. Il primo
riguarda i crediti che Fisia ritiene ancora di vantare nei confronti del
governo. Sarebbero oltre 300 milioni, di cui 80 derivanti dalla fase in
cui era ancora in vigore il vecchio contratto, 200 relativi al pagamento
degli stabilimenti, ex Cdr compresi, e altri 50 dai rimborsi spese,
sempre sostenuti da Fisia, nella fase post-contrattuale. Crediti che
vengono di fatto congelati. Il decreto prevede infatti che la neonata
unità stralcio accerti tutti i debiti e crediti maturati nella gestione
commissariale entro il 31 gennaio 2011. Fino a quella data però nessuno
potrà intraprendere azioni giudiziarie verso il commissariato. Inoltre i
crediti eventualmente maturati comunque non produrranno interessi né
saranno soggetti a rivalutazione monetaria.

La seconda opposizione riguarda invece specificamente la cessione
dell´impianto di Acerra. Il decreto prevede che debba esserne ceduta la
proprietà entro il 31 dicembre 2011. Destinatari ipotizzati dal decreto
sono la Regione Campania, oppure altri enti pubblici, la Protezione
civile o anche privati. Il prezzo è quello che risulterà dai parametri
di uno studio dell´Enea, e l´Enea stesso lo deve stabilire entro la fine
di gennaio.

Punto delicato. Nei giorni precedenti la stesura del decreto era
circolata l´ipotesi che il prezzo fosse già oggi definito in quell´atto,
da parte del governo. Si parlava di una cifra fra 350 e 400 milioni. Ma
insorse il presidente della Regione Antonio Bassolino, che reclamò
l´anomalia di una simile prassi. Obiezione accolta: la versione
definitiva del decreto demanda la cosa all´Enea. Ma Fisia ora si oppone
a questa sorta di vendita forzata. Tanto più che è accompagnata da altri
particolari. Fra questi l´obbligo anche di un suo affitto alla
Protezione civile di Guido Bertolaso, per 15 anni, al prezzo di 30
milioni l´anno. Inoltre il prezzo dell´affitto deve essere defalcato dal
prezzo finale di vendita e per questo è la stessa Fisia a dover
presentare un fideiussione per quelle somme.

La società non ci vede chiaro, anzi intravede una serie di legacci che
ledono i suoi interessi di impresa privata: e infatti l´iniziativa
intrapresa prevede anche la richiesta di adire la Corte di Giustizia
europea per il contrasto fra il decreto e la normativa unitaria sul
diritto di impresa. Inoltre si chiede l´inibizione del decreto, cioè la
non applicabilità delle norme contestate. Ricorso presentato al
tribunale di Genova, dove ha sede legale la Fisia, con una prima udienza
già fissata il 26 gennaio.

RifiutiZeroCampania@inventati.org

 www.rifiutizerocampania.org

Inserito da La Rete Civica di Napoli

Aggiungi un commento

Il testo del tuo commento

Il tuo nome