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La Rete Civica di Napoli :: Blog :: Il decreto 193/2009 (fine dell'emergenza rifiuti in Campania) secondo Paola Nugnes e Giuseppe Cristoforoni

gennaio 16, 2010

Il Decreto Legge n. 193/09, che decreta la fine dell’emergenza rifiuti in Campania, sembra un racconto fantapolitico di Orwell, 
             

Ma non è altro che l’atto finale di una farsa messa in scena da oltre 15 anni a sostegno del colossale affare economico della gestione Commissariale dei Rifiuti.


Inutile sottolineare che la crisi della gestione dei rifiuti non è né finita, né risolta?

Nessuna delle cose necessarie ed urgenti sono state fatte; certamente non è stato fatto niente per creare la filiera di recupero dei materiali, che il dibattito internazionale riconosce quale unico approccio utile alla soluzione della questione.

Ma neanche si è impiantato un qualche vecchio ciclo dei rifiuti di tipo industriale. Non sono partite le bonifiche; non si sono recuperati gli impianti di vagliatura e selezione, né quelli di compostaggio, non si è provveduto ad una seria divisione del secco dall’umido.

Si sono solo aperte discariche, ovunque sul territorio, di tal quale, fuori norma comunitaria, a danno della salute e dell’economia su terreni una volta fertili e produttivi.

 

A nove mesi dall’avvio dell’inceneritore di Acerra i livelli di PM10 nella zona sono stati superati per ben 175 giorni contro i 35 di legge, eppure l’Osservatorio con il quale i controllati hanno nominato i loro controllori, il 31 dicembre scorso ha cessato la sua attività.

 

Si potranno però ampliare le discariche, come la discarica Sant’Arcangelo Trimonte, sotto il belvedere del paese e quella del Vesuvio potrà diventare la grande discarica della Campania!

 Il Decreto n.193 è il compimento di un Modello che si vorrà esportare.

Si perfeziona con la creazione di nuove UNITA: l’Unità Stralcio, e l’Unità Operativa; che sostituiscono, di fatto, il commissariato. Verso di esse non potranno essere intraprese azioni giudiziarie e arbitrali; saranno evitati così controlli, indagini, processi, stralci e prescrizioni.

Rappresentano un passaggio di mano, per saldare i conti, e definire i contratti ancora da definire; sta di fatto che le Province, che sulla carta devono subentrare alla gestione dei rifiuti, nella pratica non hanno ancora nessun poter reale né gestionale né decisionale; non ancora per un anno, un anno e mezzo almeno.

 

I costi dell’operazione, sostenuti dal Commissariamento in questi anni, sono decretati a carico della Regione, leggi cittadinanza; i benefici e gli usufrutti a beneficio dei gestori.

La Regione paga, e paga subito, l’Impregilo per la realizzazione dell’inceneritore, la proprietà resta del Commissariato ai rifiuti che la dà in gestione alla A2A. 

Il cerchio è chiuso i giochi sono fatti.  Nessuno, né le Province, né la Regione sembrano intenzionate ad impugnare il decreto.

 Ciliegina sulla torta la Protezione Civile diventa S.p.A. 

Paola Nugnes, Giuseppe Cristoforoni
              

Inserito da La Rete Civica di Napoli


Commenti

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