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gennaio 14, 2010

Il Mattino venerdì, 8 gennaio , 2010

  Guido Bertolaso   

Assistiamo in questi giorni ad una serie di interventi e dichiarazioni sul problema dei rifiuti in Campania a volte davvero bizzarri e neppure meritevoli cli repliche. Il tutto nasce a mio modesto avviso dalla «sorpresa» con la quale è stato accolto il decreto legge che chiude la vergognosa emergenza che ha devastato la regione negli ultimi 15 anni. Nessuno credeva che l’avremmo fatto. Molti, in cuor loro, erano certi che ci sarebbe stata l’ennesima proroga, l’ennesima sanatoria, l’ennesimo sperpero di quattrini pubblici e la continua deresponsabilizzazione degli enti locali. Così non è stato e il risveglio in questi primi giorni di gennaio deve essere stato per alcuni brusco ed amaro: alcuni vedono ritornare nei loro uffici oneri, competenze, responsabilità di cui per troppo tempo si erano lavati le mani. Dicevo che molti dei protagonisti di questi giorni non meritano commenti. Ma uno mico- stringe a chiarire, per amor di verità e trasparenza, i soli criteri che hanno guidato la mia azione in questi 18 mesi. Mi riferisco al commento del presidente Raimondi sulla <(resa dei conti dopo il disastro ambientale» apparso su Il Mattino di ieri. Il presidente Raimondi sa bene che ogni intervento dello Stato con la previsione di Commissari cli Governo deriva da una constatazione di un’emergenza in atto da fronteggiare con mezzi e poteri straordinari. La declaratoria della dichiarazione dello stato di emergenza, avviene con provvedimento del Presidente del Consiglio ai sensi e per gli effetti dell’art. 5, della legge 225/1992. Pertanto, ogni in- tervento dello Stato, così come nel caso dei rifiuti in Campania, è successivo al verificarsi di un evento straordinario e non antecedente alla situazione di criticità in corso e, soprattutto, è finalizzato al superamento del problema in atto e non certo alla produzione dello stesso. Tale situazione emergenziale, evidentemente, non poteva e non pu che essere addebitata agli enti territoriali titolari di specifiche competenze in materia di smaltimento dei rifiuti sulla base delle disposizioni di legge. Intendo dire, quindi, che se gli enti locali avessero ben agito e fatto filoro dovere fino in fondo non ci sarebbe stata alcuna esigenza di dichiarare Fo stato di emergenza in Campania sin dal lontano 1994. Evisto che difatto fino al 2004 tale emergenza è stata gestita dai Commissari – Presidenti di Regione bene essi avrebbero potuto agire per risolvere un tempi rapidi tale situazione. Non mi pare sia stato così. Fatta la dovuta premessa di cui sopra, volta a chiarire l’esatta consecutio tempo- mm che caratterizza tutte le situazioni emergenziali, avrei qualche cosa cia dire pure sul presupposto dell’articolo che non mi pare pienamente fondato. L’autore, arriva infatti ad ipotizzare,, addirittura, il perfezionamento di un reato serio (disastro ambientale doloso di cui all’ art. 434, comma 2, delc.p.) mai oggetto di contestazione – a mia conoscenza almeno – da parte della competente Autorità Giudiziaria sia pure nei numerosissimi procedimenti penali pendenti scaturiti dalle scrupolose e puntuali indagini compiuti dagli Organi competenti. Da quanto sono a conoscenza mi pare che il reato de quo non sia mai stato fatto oggetto di contestazione, come sopra ricordato. neanche nella forma colposa e ci evidentemente per assoluta insussistenza dell’elemento fattuale del reato stesso. Le gravi affermazioni del presidente Raimondi volte ad ipotizzare la sussistenza di un disastro ambientale, in considerazione della particolare qualifica dell’autore delle affermazioni stesse e quindi dalla presunta credibilità che ne deriva, potrebbero invece suscitare serie preoccupazioni nell’opinione pubblica ed inoltre arrivano addirittura a mettere in mora l’intera Autorità Giudiziaria campana la quale ultima sarebbe rimasta inerte in presenza di un grave reato. E mi fermo qui sul punto del disastro ambientale, non senza aver ricordato a tutti che quando il Dipartimento della Protezione Civile venne coinvolto, nel 2004, nella gestione dell’emergenza rifiuti della regione Campania non esistevano studi specifici in materia sanitaria, e fu proprio il mio Dipartimento a commissionare uno studio adhoc ad una serie di qualificati enti scientifici nazionali ed internazionali, hai quaIil’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Istituto Superiore di Sanità ed il Consiglio Nazionale delle Ricerche, allo scopo di individuare situazioni critiche per la salute dell’uomo connesse all’abbandono ed allo smaltimento abusivo dei rifiuti. Si tratta di quello studio reso pubblico sul nostro sito e pi volte sventolato e sbandierato da tutti i critici e denigratori della nostra opera che facevano finta di non sapere da chi e perché questo studio fosse stato fortemente voluto e pagato. Per quanto attiene, invece, alle ulteriori considerazioni sviluppate nell’articolo relative agli aspetti economici edin particolare alla situazione debitoria dei comuni della regione Campania, le stesse oltre ad essere destituite di ogni fondamento per quanto sopra precisato, non rispecchiano assolutamente la realtà dei fatti ed il contenuto del decreto legge 30 dicembre 2009, n.195. Infatti il credito vantato dall’Amministrazione straordinaria statale nei confronti dei comuni è stato determinato dalla condotta delle Amministrazioni Locali che invece di riversare quanto incassato dai contribuenti per lo smalti- mento dei rifiuti alla stessa Amministrazione Statale, che si è fatta carico in questi anni de.i comniti inerenti alla estione del ciclo dei rifiuti, hanno incamerato tali somme distraendole dalle finalità di legge. Altresì parte ditale credito erariale attiene, invece, alle somme dovute dai Comuni allo Stato e trovano giustificazione sulla base di interventi svolti dalla Struttura del Sottosegretario di Stato di cui all’art. 1 d.l. 90/2008, per documentati interventi effettuati in favore dei Comuni ed in sostituzione degli stessi per inadempienza verificate nella raccolta e smaltimento dei rifiuti. Inoltre, nel citato decreto legge, si va a disciplinare l’intera posizione creditoria vantata dai Consorzi di Bacino di cui alla legge della Regione Campania n.10/1993, per i servizi resi dai Consorzi stessi in favore dei Comuni ricadenti nel territorio di competenza. Si pu discutere se i Consorzi abbiano lavorato bene o meno ma certo nessuno può negare come la delega ad agire a favore di tali organismi sia stata voluta proprio dagli stessi enti locali campani! Al riguardo, in ordine all’asserita spoliazione ed estromissione dellè amministrazioni co-. munali dai loro doveri derivanti dal d.lgs. 152/2006, oltre a contestare la veridicità di quanto sostenuto ribadisco ancora una volta che il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti è sempre rimasto a carico dei Comuni e che proprio per fronteggiare le inadempienze degli Enti Locali al riguardo, questa Ammini«tra7.ionp «trordinnria dovuta intervenire, invia sostituriva, ai sensi dell’art. 2, comma 12, del d.l. 90/2008, ed altresì ha dovuto promuovere le procedure di rimozione dei vertici dei Comuni stessi ai sensi dell’art. 3 del d.1.172/2008, a seguito di acclarate e certificate inadempienze degli Enti Locali in ordine ai basilari fondamentali doveri in materia di raccolta e smaltimento rifiuti. In conclusione, mi auguro che il dibattito sulla vicenda emergenza rifiuti in Campania sia ancora ampio, appassionato e prolungato ma voglio pure sperare che sia caratterizzato da una serena analisi di anni e anni contraddistinti da influenze e dientelismi nonché dai mille problemi tecnici e organizzativi ed anche strutturali. E che nessuno cerchi di addossare ad altri colpe e responsabifità di una delle peggioripagine deilanostra storia moderna. Se è vero come è vero che i cittadini campani sono stati le prime vittime di tale catastrofe- mi fa piacere che oggi altri lo pensino visto che personalmente lo dico da almeno 5 armi – è anche vero che nessuno pu considerarsi del tutto estraneo a quel che è accaduto. Nessuno lo è, né gli enti centrali, né gli enti locali, né tanto meno coloro i quali, in questi 15 anni passati, nel segreto dell’urna hanno scelto queffi che tale emergenza non sono stati capace di risolvere

                                                      

 rifiuti - raimondi resa dei conti dopo il disastro ambientale.pdf              

 

                                         

Parole chiave: Bertolaso, emergenza, rifiuti

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