Rifiuti caos, monito di De Luca
(di Roberto Fuccillo da la Repubblica Napoli)
«SI sta preparando un autentico disastro, una nuova emergenza rifiuti». Vincenzo De Luca non le ha mai mandate a dire. Stavolta il primo cittadino di Salerno si veste da Cassandra per avvertire di come la fine dell´emergenza, sancita per decreto, rischia di rimanere solo una pia intenzione. Lo fa uscendo da Palazzo Salerno a Napoli, dopo un vertice voluto dall´Anci, l´associazione dei Comuni italiani, con quel che resta delle vecchie strutture commissariali. Assente Guido Bertolaso, Comuni e Province hanno interloquito con il generale Mario Morelli, affiancato dai consulenti giuridici della struttura commissariale. Al tavolo anche il sindaco di Portici Vincenzo Cuomo, il presidente della Provincia di Avellino Cosimo Sibilia, l´assessore all´Ambiente della Provincia di Napoli Giuseppe Caliendo, l´assessore del Comune di Napoli Paolo Giacomelli e il delegato del sindaco di Napoli Gennaro Mola.
La preoccupazione generale è sempre quella: il decreto di chiusura dell´emergenza ha predisposto un passaggio di poteri alle Province che rischia però di far ripiombare tutto nel caos. Nel mirino le società provinciali di gestione previste peraltro dalla legge regionale. De Luca non ha dubbi: «Immaginare di mettere i territori nelle mani di società provinciali significa non garantire il servizio essenziale. Ad esempio, non si sa chi paga i dipendenti, non si sa chi è in grado di fare un piano industriale in assenza di un piano regionale sui rifiuti. Sui termovalorizzatori poi il commissariato dice cinque, la Regione afferma che due sono pure troppi». Ci mette sopra il suo esempio personale: l´impianto di Salerno, di cui lui era commissario, e che ora il decreto ha affidato alla Provincia, «sta a zero, nessuno dà garanzie sui conferimenti e nessuno comprende che, a maggior ragione se non c´è più l´emergenza, il potere urbanistico è di competenza del Comune».
Rilievi sul come fare vengono da tempo anche dalle stesse Province. Si è poi aggiunta di recente la protesta dei Comuni, che si sono visti espropriati del compito di riscuotere la Tarsu. C´è preoccupazione anche per l´assorbimento dei lavoratori degli ex consorzi. «Mi sembra che sia iniziato un dialogo – riassume alla fine Nino Daniele, sindaco di Ercolano e coordinatore dell´Anci – ma se il decreto fosse convertito in legge così com´è si aprirebbe un contenzioso giuridico e amministrativo che non farebbe bene a nessuno, ed è evidente che se ci si ostina in una logica di chiusura noi utilizzeremo tutti i mezzi istituzionali a nostra disposizione». Le proposte di modifica verranno comunque discusse lunedì in una assemblea al Maschio Angioino e riportate poi alla «struttura stralcio» dell´ex commissariato in un incontro concordato per la settimana successiva.
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