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La Rete Civica di Napoli :: Blog :: La discarica del Vesuvio è un abuso di Stato

dicembre 31, 2009

NIENTE prigionieri. Sembra questa la più recente "exit strategy" del sottosegretario per l' emergenza rifiuti in Campania Guido Bertolaso. L' emergenza è stata dichiarata conclusa, il 31 dicembre il sottosegretario lascia, ma non senza avere prima lasciato un' ulteriore impronta del suo passaggio. Non si tratta solo dei minacciati commissariamenti dei Comuni inadempienti nella raccolta differenziata dei rifiuti, ma ancor più, molto di più, si tratta del piano discariche che manda allegramente a quel paese il sacrosanto obiettivo "discariche zero". In evidente contrasto con la dichiarazione della fine dell' emergenza rifiuti, il dipartimento della Protezione civile ritiene che tra quattro anni l' emergenza rifiuti diventerà irreversibile se non si farà ricorso a nuove discariche. T ra queste la più capiente viene rinvenuta a Terzigno, nel Parco nazionale del Vesuvio. È la cava Vitiello, la cui capienza viene stimata in oltre tre milioni di tonnellate ed è contigua all' altra discarica, la cava Sari, già operante, sempre nel Parco nazionale del Vesuvio. Non si è fatto in tempo a brindare sull' accoglimento da parte del Tar Lazio del ricorso del Parco contro la presidenza del Consiglio dei ministri e il Comune di Terzigno "per l' annullamento previa sospensione dell' efficacia" del provvedimento di chiusura della conferenza dei servizi circa il progetto di viabilità esterna della discarica in località Pozzelle nel comune di Terzigno. Non si è fatto in tempo a brindare per questo successo, che di fatto bloccai lavori di ampliamento di quella stradae impedisce il passaggio dei camion che trasportano i rifiuti in discarica. Non si è fatto a tempo a brindare che il vicario di Bertolaso, il generale Mario Morelli, ha convocato due conferenze dei servizi. Una per ridiscutere "il progetto definitivo di viabilità esterna alla discarica in località Pozzelle", l' altra per acquisire "il parere di valutazione di impatto ambientale relativo all' apertura ed all' esercizio della discarica sita in Terzigno, località Pozzelle Cava Vitiello". Sono due minacce gravi, soprattutto la seconda, perché individuano in un Parco nazionale, cioè in un' area nella quale la legge impone la tutela della biodiversità naturale; in un' area riconosciuta come "riserva Mab Unesco"; in un' area riconosciuta come sito di interesse comunitario e zona di protezione speciale; in quest' area individua la più grande discarica regionale di rifiuti "tal quale". Cioè dei rifiuti contenuti nei sacchetti che quotidianamente producono le famiglie e nei quali circa il 30% è costituito da rifiuti organici che putrefacendo generano il percolato che è uno dei più gravi problemi delle discariche. Tutto questo in totale deroga (direi più correttamente disprezzo) delle leggi istitutive dei Parchi nazionali e del Parco nazionale del Vesuvio. Ma soprattutto nel totale dispregio degli interessi dei piccoli produttori agricoli e dei trasformatori dei prodotti dell' agricoltura, che faticosamente si sono affermati sui mercati internazionali perché proprio l' appartenenza delle loro imprese ad un' area protetta costituisce una garanzia peri consumatori. Produttori che subiscono i danni derivati non solo dalla perdita di immagine ma, ancor più direttamente, dal puzzo della putrefazione che viene assorbito da alcune delle lavorazioni di cui dicevo. Tutto questo costituisce un vero e proprio abuso. Tanto più grave in un' area che per anni è stata individuata come sinonimo di illegalità, di abusivismo edilizio e di abusivismo nella apertura di discariche clandestine nelle quali la malavita ha sversato di tutto. E tanto più grave perché tutto si realizza nella totale ignoranza del lavoro che da 15 anni l' esistenza del Parco nazionale del Vesuvio ha svolto per il recupero della legalità. Non c' è dubbio, è un vero e proprio abusivismo di Stato.
 
UGO LEONE
          

Parole chiave: abuso di Stato, bertolaso, campania, discarica, napoli, rifiuti, Vesuvio

Inserito da La Rete Civica di Napoli

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