Bertolaso: rifiuti, via nove sindaci E adesso rischia anche Napoli
(di Angelo Agrippa da il Corriere del Mezzogiorno)
È l’area tra le pro vince di Napoli e Caserta ad esse re nel mirino di Guido Bertolaso. Lo conferma la lunga lista nera che viene presentata con una pri ma rosa di sindaci da rimuovere perché ritenuti inadempienti sul fronte dell’emergenza rifiuti. Cir cola voce che nella seconda tran che di provvedimenti richiesti sa rebbe, al momento, inserito an che il nominativo della sindaca di Napoli, oltre ai capi di altre am ministrazioni locali dell’area partenopea.
Insomma, la severa legge vara ta nel luglio del 2008 incomincia a produrre i suoi effetti, con la prima parte dell’elenco prepara to dal sottosegretario all’emer genza rifiuti trasmesso al mini stro dell’Interno, Roberto Maro ni, al quale spetterà la decisione finale. Il sottosegretario chiede al responsabile del Viminale «di ri muovere i sindaci di nove comu ni campani per gravi e reiterate inadempienze nelle attività di competenze». Si tratta dei primi cittadini di Giugliano e Nola, nel Napoletano; e di sette città del Ca sertano: Aversa, Casal di Princi pe, Casaluce, Castel Volturno, Maddaloni, San Marcellino e Trentola Ducenta. Amministra zioni che fanno capo ad entram bi gli schieramenti, sebbene quel le di centrodestra risultano esse re prevalenti. Le richieste di Bertolaso «sono motivate dall’iner zia delle amministrazioni locali nel contrastare l’abbandono incontrollato lungo le strade di ri fiuti solidi urbani e di rifiuti spe ciali, anche ingombranti». I provvedimenti — è scritto in una no ta della struttura — «fanno segui to alle numerose diffide formula te e rimaste senza esito nei con fronti dei nove comuni, ai quali la normativa attribuisce gli inter venti di rimozione e avvio a smal timento dei rifiuti abbandonati al fine di scongiurare situazioni di degrado e pericolo nel territo rio comunale di pertinenza».
Ovviamente, i sindaci sulla cui testa pesa il rischio della ri mozione, si difendono: «Subia mo una continua delegittimazio ne », commenta il primo cittadi no di Castel Volturno, Francesco Nuzzo, magistrato in aspettativa. «Io ho sempre rispettato le leggi, non so gli altri. Venga Bertolaso a rimuovere i cumuli di rifiuti in un territorio dove insistono 25 mila residenti irregolari, 15 mila clandestini e 20 mila italiani do miciliati irregolarmente che oc cupano le costruzioni abusive erette negli scorsi decenni. Sui trenta chilometri di territorio di Castel Volturno ogni notte vengo no scaricate tonnellate su tonnel late di rifiuti. E le inadempienze sono del consorzio: nessuno di mentichi che qui paghiamo gli ef fetti dello scandalo del Ce4». An che l’assessore all’ambiente di Aversa si dice «esterrefatto» e ac cusa: «Le problematicità legate alla raccolta di rifiuti ingombran ti ed allo spazzamento non sono a noi imputabili, bensì a gravi ca renze del consorzio unico delle province di Napoli e Caserta». Dalla struttura di Bertolaso chia riscono subito che le inadem pienze contestate ai sindaci sa rebbero, per buona parte, frutto delle segnalazioni raccolte dal call center attivato per fronteg giare l’emergenza rifiuti, ma poi verificate e dettagliatamente do cumentate anche attraverso ri prese video e fotografiche. La documentazione raccolta, si preci sa, è stata allegata alle sollecita zioni di intervento trasmesse ai Comuni. A seguito della terza sol lecitazione senza riscontro, la struttura è intervenuta rimuovendo i cumuli di rifiuti abbando nati a spese del Comune inadem piente. Insomma, una procedura tutt’altro che spinta in avanti, per giungere sommariamente al l’esito repressivo. Reagisce ama reggiato il sindaco di Casal di Principe, Cipriano Cristiano, che ha convocato per stamattina alle 11 una conferenza stampa per di scutere della vicenda, «non esclu dendo la possibilità di rassegna re le dimissioni». Così il sindaco di Nola, Geremia Biancardi, che annuncia di aver portato la diffe renziata al 37%: «È una situazio ne kafkiana: chi afferma che a No la ci sono cumuli di rifiuti», spie ga, «evidentemente non conosce la città o non ha mai fatto un gi ro nelle nostre strade» .
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