Sodano: «Rifiuti e affari, in Campania patto destra-sinistra»
(da il Corriere del Mezzogiorno)
«Dall’ordinanza di arresto per Cosentino emerge un clima torbido e consociativo». È quanto afferma in una nota Tommaso Sodano, responsabile nazionale ambiente del Prc. «Nei miei atti parlamentari – ricorda – ci sono le risposte alle vicende di queste ultime ore. Politica, camorra e rifiuti: un connubio letale sul quale i magistrati stanno facendo luce in queste ore con la vicenda Cosentino, ma che richiamano le denunce ai magistrati e gli atti da me prodotti in Parlamento sulla questione».
«La lettura dell’ordinanza di arresto per l’onorevole Cosentino porta alla luce fatti, circostanze e persone che nella vicenda dell’emergenza rifiuti hanno avuto un ruolo di primo piano – afferma il capogruppo alla Provincia del Prc – . Emerge con chiarezza che avviene un patto scellerato tra esponenti del centro destra che erano, negli anni dal 2001 al 2006, al Governo del Paese, e del centrosinistra campano che erano al governo regionale, per gestire settori importanti della filiera dei rifiuti: discariche e trasporti. In questa direzione si legge la vicenda dell’Impregeco, un carrozzone politico- clientelare, organizzato a tavolino con la spartizione degli incarichi e con l’affidamento in subappalto di alcuni servizi ad aziende amiche ». Nonostante il clamore scoppiato col caso Cosentino – è la tesi di Sodano – è amaro constatare come tali legami non siano affatto recenti. «La trasparenza ed il buon governo sono stati sacrificati dalla politica campana sull’altare di torbidi interessi. Quello che leggo oggi, senza presunzione, è scritto nelle mie innumerevoli denunce, fatte negli anni sia in Parlamento che in Procura, ed è doloroso verificare che gli stessi che dichiaravano che le mie accuse erano infondate rivestono ancora un ruolo di primo piano nelle istituzioni».
«Basta andare a leggere – osserva – negli atti parlamentari per trovare le risposte alle vicende di queste ore. La realizzazione degli impianti, siano essi discariche o inceneritori, non sono avvenuti in Campania in funzione delle effettive esigenze o delle compatibilità ambientali, ma degli interessi della camorra e della malapolitica». Sodano invita ad allargare l’orizzonte fino al maxi processo di Napoli per comprendere appieno la portata delle indagini: «Va approfondito il rapporto tra camorra e Fibe: quello che avviene a Caserta è solo il tentativo della camorra di alzare il prezzo e di avere una quota nella realizzazione delle opere ma non c’è alcuna contrapposizione e la vicenda Cosentino va letta insieme al maxi processo in corso a Napoli, che vede sul banco degli imputati Bassolino e la Fibe. C’è un’unica strategia che lega questi anni bui della recente storia della regione Campania e vede insieme camorra, settori deviati della pubblica amministrazione e il consociativismo di esponenti politici corrotti e collusi».
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