Parla come se non fosse inquisito pure lui, s'è candidato alle europee già indagato ... Bah!!
Cozzolino: «sui rifiuti ancora molto da sapere»
(di Sonia Oranges da il Riformista)
«Cosentino dovrebbe contribuire con una scelta individuale a fare un passo indietro e liberare la politica, e non solamente il centrodestra, dalle ombre di dubbi gravi»: la vede così l’eurodeputato del Pd Andrea Cozzolino.
Perché ci sono queste ombre?
Il quadro che emerge dalla richiesta inviata dalla Procura al Parlamento, richiama tutti a riflessioni e scelte. Prima di tutto, serve la consapevolezza che chi fa politica nel Mezzogiorno, ma anche in altre aree di rilievo del Paese, deve sapere che c’è una guerra contro poteri occulti che vogliono infiltrarsi nella politica e nell’economia. La seconda sfida riguarda il rinnovamento dei partiti: dalla vicenda Cosentino emerge che i partiti hanno smarrito funzione e prestigio, lasciando che a prevalere sia solamente la logica dell’occupazione di politica, istituzioni e società. Bersani ha ragione quando dice che ci vuole una riforma costituzionale dei partiti. Le inchieste giudiziarie sono tante, dalla Lombardia, alla Campania, alla Puglia. Non so che reale rilevanza penale abbiano, ma di certo ci dicono che bisogna cambiare modo di organizzare il consenso e l’amministrazione dei territori. E poi c’è la questione più generale che riguarda le Regioni: credo si stia esaurendo la stagione cominciata nel 2000 con l’elezione diretta dei Governatori. È stata una spinta propulsiva straordinaria, ma non ha prodotto risposte sufficienti. Servono riforme più vaste, che abbiano come priorità legalità e trasparenza, ma accompagnate da riforme sociali e istituzionali. Altrimenti, comunque vada la vicenda Cosentino, ci troveremo di fronte all’ennesima sceneggiata napoletana.
Sorge il dubbio che le emergenze campane, rifiuti in primis, non siano responsabilità del solo centrosinistra.
Andando avanti credo proprio che scopriremo ancora altre cose che ci spiegheranno quali lotte si consumino intorno allo smaltimento dei rifiuti, che coinvolgono anche interessi consolidati. Mica è stato uno scherzo nel 2001 chiudere tutte le discariche in mano alla criminalità organizzata. Insomma, gli errori non stavano solamente da una parte. E la battaglia ha ancora un esito incerto. Ora tutti dobbiamo contribuire a fare chiarezza.
Le regionali sono un problema anche per voi.
Non è detto. Prima di tutto bisogna fare una nuova alleanza sulla base di un programma che metta tutti questi punti come priorità.
Con chi?
Tutte le forze democratiche e progressiste. Penso all’Idv, come all’Udc e alla sinistra. L’importante è che vogliano aprire una nuova stagione con una nuova politica per le regioni.
Che intende per sinistra?
Un mondo di elettori che si sta riorganizzando e che dobbiamo guardare con attenzione. Non credo che ci sia uno spostamento da sinistra a destra, ma piuttosto che una parte del centrosinistra sia sfiancato. Bisogna mobilitarlo, motivarlo. È stata anche colpa dei nostri errori se c’è un clima di sfiducia generale, ma credo che parlando alle intelligenze e alle passioni possiamo essere vincenti.
Ma chi candiderete?
Pensiamo prima ai programmi. Si sono fatti tanti nomi e tanti ne arriveranno. A mio avviso ci vuole una personalità che possa garantire l’unità, e bisogna chiamare a un impegno più diretto anche personalità non direttamente impegnata in politica ma che sono state protagoniste di battaglie importanti. La politica da sola non sempre basta.
Bersani come si è posto rispetto ai problemi del Sud?
Spero porti parole nuove, con la riforma dei partiti e soprattutto riportando il Mezzogiorno al centro dell’attenzione nazionale. Lui meglio di chiunque è in grado di parlare la stessa lingua al Nord come al Sud. È questa la vera sfida di un partito popolare oggi.
(di Sonia Oranges da il Riformista)
«Cosentino dovrebbe contribuire con una scelta individuale a fare un passo indietro e liberare la politica, e non solamente il centrodestra, dalle ombre di dubbi gravi»: la vede così l’eurodeputato del Pd Andrea Cozzolino.
Perché ci sono queste ombre?
Il quadro che emerge dalla richiesta inviata dalla Procura al Parlamento, richiama tutti a riflessioni e scelte. Prima di tutto, serve la consapevolezza che chi fa politica nel Mezzogiorno, ma anche in altre aree di rilievo del Paese, deve sapere che c’è una guerra contro poteri occulti che vogliono infiltrarsi nella politica e nell’economia. La seconda sfida riguarda il rinnovamento dei partiti: dalla vicenda Cosentino emerge che i partiti hanno smarrito funzione e prestigio, lasciando che a prevalere sia solamente la logica dell’occupazione di politica, istituzioni e società. Bersani ha ragione quando dice che ci vuole una riforma costituzionale dei partiti. Le inchieste giudiziarie sono tante, dalla Lombardia, alla Campania, alla Puglia. Non so che reale rilevanza penale abbiano, ma di certo ci dicono che bisogna cambiare modo di organizzare il consenso e l’amministrazione dei territori. E poi c’è la questione più generale che riguarda le Regioni: credo si stia esaurendo la stagione cominciata nel 2000 con l’elezione diretta dei Governatori. È stata una spinta propulsiva straordinaria, ma non ha prodotto risposte sufficienti. Servono riforme più vaste, che abbiano come priorità legalità e trasparenza, ma accompagnate da riforme sociali e istituzionali. Altrimenti, comunque vada la vicenda Cosentino, ci troveremo di fronte all’ennesima sceneggiata napoletana.
Sorge il dubbio che le emergenze campane, rifiuti in primis, non siano responsabilità del solo centrosinistra.
Andando avanti credo proprio che scopriremo ancora altre cose che ci spiegheranno quali lotte si consumino intorno allo smaltimento dei rifiuti, che coinvolgono anche interessi consolidati. Mica è stato uno scherzo nel 2001 chiudere tutte le discariche in mano alla criminalità organizzata. Insomma, gli errori non stavano solamente da una parte. E la battaglia ha ancora un esito incerto. Ora tutti dobbiamo contribuire a fare chiarezza.
Le regionali sono un problema anche per voi.
Non è detto. Prima di tutto bisogna fare una nuova alleanza sulla base di un programma che metta tutti questi punti come priorità.
Con chi?
Tutte le forze democratiche e progressiste. Penso all’Idv, come all’Udc e alla sinistra. L’importante è che vogliano aprire una nuova stagione con una nuova politica per le regioni.
Che intende per sinistra?
Un mondo di elettori che si sta riorganizzando e che dobbiamo guardare con attenzione. Non credo che ci sia uno spostamento da sinistra a destra, ma piuttosto che una parte del centrosinistra sia sfiancato. Bisogna mobilitarlo, motivarlo. È stata anche colpa dei nostri errori se c’è un clima di sfiducia generale, ma credo che parlando alle intelligenze e alle passioni possiamo essere vincenti.
Ma chi candiderete?
Pensiamo prima ai programmi. Si sono fatti tanti nomi e tanti ne arriveranno. A mio avviso ci vuole una personalità che possa garantire l’unità, e bisogna chiamare a un impegno più diretto anche personalità non direttamente impegnata in politica ma che sono state protagoniste di battaglie importanti. La politica da sola non sempre basta.
Bersani come si è posto rispetto ai problemi del Sud?
Spero porti parole nuove, con la riforma dei partiti e soprattutto riportando il Mezzogiorno al centro dell’attenzione nazionale. Lui meglio di chiunque è in grado di parlare la stessa lingua al Nord come al Sud. È questa la vera sfida di un partito popolare oggi.
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