Crisi rifiuti, corsa contro il tempo le discariche rischiano la saturazione
(di Concita Sannino Da Repubblica)
Tre nodi nuovi, per ora. Il termovalorizzatore di Acerra è rimasto chiuso e completamente spento, per oltre dieci giorni, a causa di nuovi problemi tecnici. Forse riaprirà oggi: per l´ultima, e si spera definitiva, riaccensione delle tre linee di produzione in attesa del rodaggio finale che dovrebbe completarsi tra novembre e dicembre. La discarica di Chiaiano di nuovo sotto accusa: costretta a ridurre la sua capienza, anche se c´è un giallo sulla causa scatenante. Il comitato civico del quartiere a nord di Napoli denuncia una recente frana che avrebbe imposto lo stop allo sversamento dei rifiuti; ma, dallo staff del sottosegretario Guido Bertolaso, replicano seccamente che si tratta di una fandonia, non c´è stato alcuno smottamento, ma solo una ridotta capacità di smaltimento a causa della riduzione del personale, per ritardi nel pagamento degli stipendi. Infine, la discarica di Savignano Irpino: sarà la prima ad esaurirsi, autonomia ufficiale fissata in 119 giorni.
Tre nodi. Che fanno un piano inclinato. Certo, restano aperti e funzionanti gli altri impianti: Sant´Arcangelo Trimonte nel beneventano con una capienza media di 800-1000 tonnellate al giorno; Terzigno che ne accoglie una quantità di poco maggiore, San Tammaro che ormai ingoia fino a 1500 tonnellate al giorno; e Chiaiano, dove i flussi ondeggiano dalle 300 alle mille tonnellate al giorno. Il puzzle rischia tuttavia di incrinarsi: la somma della capacità di tutte le discariche considerate funzionanti, anche a pieno regime, non arriva alla cifra totale delle 7 mila tonnellate al giorno prodotte dalla Campania. Non solo: il termovalorizzatore di Acerra, che fu inaugurato ufficialmente a marzo – con telecamere puntate sullo scenografico pulsante rosso che attivava la grande macchina – in realtà si è interrotto di continuo: una previsione facile per chi conosceva la difficoltà di rimettere in moto un “gigante” rimasto troppo tempo immobile. Senza dire che, sulla capacità di sversamento di ciascuna discarica, un conto è la capienza studiata dai progettisti in metri cubi; ma altre sono le quantità di rifiuti che realmente possono essere sostenute dai rispettivi territori, per la valutazione della viabilità e della gestione dei flussi.
Inoltre: basta una nevicata, un versante scosceso di montagna, un allagamento tra i tantissimi che hanno funestato, tra l´autunno e l´inverno, le storie delle discariche campane. E, considerato che il 31 dicembre – stando al piano governativo – finirà la fase dell´emergenza, chi si prenderà la briga di avviare la realizzazione delle due discariche pendenti? Sugli atti in mano allo staff di Bertolaso, infatti, ci sono ancora – nell´elenco degli impianti – le due caselle che riportano l´area del Formicoso e di Valle della Masseria: previste dalla legge, avversate con ogni strumento (anche legislativo) dalle rispettive comunità.
A settanta giorni dal presunto passaggio di consegne, dunque, il sistema di smaltimento rifiuti campano è ancora strutturalmente incompleto. A Rischio, malgrado il robusto lavoro compiuto prima dal supercommissario Gianni De Gennaro, poi dal sottosegretario Bertolaso, che ha riproposto il suo originario piano anti-crisi per la Campania.
E tra funzionari e addetti alla struttura del sottosegretario Bertolaso serpeggia un po´ di preoccupazione per i tempi. Stando al calcolo delle reali capacità di smaltimento degli impianti, i funzionari dello staff avrebbero fissato una linea rossa sulla data del prossimo marzo. Una data che coincide fatalmente con quella delle elezioni regionali, e del passaggio della gestione dalla struttura del sottosegretario all´emergenza.
Lo stesso Berlusconi, stando ad indiscrezioni, avrebbe chiesto di recente un punto sulla situazione. È possibile che il premier torni a presiedere un vertice sui rifiuti proprio a Napoli a fine ottobre. Il premier, d´altro canto, aveva detto il 30 maggio, durante una sua visita istituzionale: «Tornerò ogni mese qui, continuerò a seguire da vicino la situazione dei rifiuti». La crisi che lo ha coinvolto per tutta l´estate non gli ha consentito di mantenere la promessa. Intanto, attraverso Bertolaso, il presidente del Consiglio fa arrivare spesso il suo incoraggiamento ai militari dell´esercito che, guidati dal generale Mario Morelli, affiancano, ormai da oltre un anno, il capo della Protezione civile nella gestione della crisi. Proprio i militari aspettano che il presidente mantenga la promessa di «premi» dopo il lungo lavoro speso in Campania.
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