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La Rete Civica di Napoli :: Blog :: Il Co.Re.Ri chiede a tutte le autorità competenti chiarezza sugli impianti di compostaggio e di ex Cdr

ottobre 15, 2009

A tutti i Deputati e Senatori della Repubblica

Oggetto: Emergenza rifiuti in Campania: Richiesta di interrogazione parlamentare e di emendamento per realizzazione impianti di compostaggio

            Onorevole Deputato,

            chi le scrive è il Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania, un'organizzazione cui aderiscono decine di comitati civici, associazioni e movimenti, espressioni della società civile campana, che in questi ultimi anni si sono impegnati sul tema ambientale ed in particolare su quello dei rifiuti, nel tentativo di offrire un contributo fattivo alla soluzione dell’ormai cronica emergenza rifiuti campana.

Siamo particolarmente preoccupati del fatto che, nonostante da più parti si affermi che la drammatica emergenza rifiuti sia ormai terminata, ancora oggi in questa regione non esista un ciclo di gestione dei rifiuti che possa dirsi tale. Un ciclo, cioè, che sia in grado di mettere insieme un adeguato trattamento dei rifiuti (secondo i criteri di priorità stabiliti dalla normativa europea), il rispetto della legalità, la tutela dell’ambiente e quella della salute dei cittadini campani.

Siamo sempre sull’orlo di una nuova drammatica crisi (per la verità alcuni comuni campani non ne sono mai usciti) e corriamo il rischio che la Regione Campania e l’Italia siano ancora una volta additate al mondo intero per la loro incapacità di garantire ai cittadini campani un’esistenza dignitosa in un territorio non devastato da sversamenti più o meno leciti di rifiuti di ogni genere.

Il governo del nostro paese sta concentrando enormi risorse ed energie per realizzare, con grosse difficoltà e al prezzo di un ulteriore inquinamento dell’ambiente, l’ultimo anello dell’impiantistica al servizio della filiera di gestione dei rifiuti (quello dell’incenerimento), laddove manca invece il primo fondamentale anello di tale impiantistica, necessario al recupero e alla valorizzazione, anche a fini agronomici, della frazione organica (il cosiddetto “umido”, che puo’ essere trasformato in fertilizzante). Manca cioè, perché “sabotata” o volutamente “non realizzata”, quell’impiantistica, dalla tecnologia non molto complessa e dai costi abbastanza contenuti, che si sarebbe potuta realizzare in pochissimi mesi e che avrebbe consentito di evitare, sorretta anche solo da una semplice separazione secco-umido dei rifiuti, quel disastro dalle proporzioni bibliche che la popolazione campana ha dovuto subire in particolare tra la fine del 2007 e i primi mesi del 2008. Ancora oggi, quindi, la sfida è quella di trasformare con poche risorse ed in tempi relativamente brevi il “problema” rifiuti in “risorsa” per uno dei territori più fertili e devastati d’Italia e forse d’Europa.

Non solo. Ma anche la preziosa impiantistica a servizio delle frazioni indifferenziate a valle della raccolta differenziata (i cosiddetti impianti di ex CDR), che ha una capacità eccedente l’intera produzione di rifiuti di tutta la regione, e che in questi anni è stata anch’essa “sabotata” o quanto meno male utilizzata, non ha ancora subito, dopo ben 5 anni dal declassamento a semplici tritarifiuti, quell’indispensabile processo di ristrutturazione e riconversione (cosiddetto “revamping”) che la trasformerebbe, a costi contenuti, nell’impiantistica tecnologicamente più avanzata (vedi l’impianto Vedelago in Provincia di Treviso) per massimizzare il recupero di materia e, di conseguenza, minimizzare il ricorso alle contestatissime e pericolose discariche campane.  

Troverà allegata alla presente due nostri documenti che vogliono rappresentare un’analisi sullo stato e le prospettive dell’impiantistica per il trattamento dei rifiuti in Campania e una proposta concreta per il recupero di quella già disponibile (ma non funzionante) e per la realizzazione di quella necessaria per rendere autosufficiente la Campania in materia di trattamento dei rifiuti.

L’assessore regionale all’ambiente Walter Ganapini, continua a sostenere, ormai da quasi due anni, che gli impianti di compostaggio già esistenti saranno presto riattivati e che il revamping di quelli denominati di ex CDR sarà presto terminato.. Ma ogni volta che appaiono le sue dichiarazioni sui mezzi di informazione, vengono poi puntualmente smentite dai fatti, o perché mancano le risorse adeguate a completare o realizzare gli impianti, o perché “qualcuno” (vedi il recente incendio che ha interessato San Tammaro, in provincia di Caserta) o “qualcosa” (vedi le ecoballe stipate nei capannoni destinati ad ospitare gli impianti) impedisce che si arrivi all’entrata in funzione degli impianti.

Ed è per questo motivo che abbiamo deciso di rivolgerci direttamente a Lei e ai suoi colleghi parlamentari della Repubblica per chiedere:

  • di presentare un'interrogazione parlamentare urgente al Sottosegretario di Stato per l’emergenza rifiuti in Campania per sapere come mai, a distanza di ben 15 anni dall’inizio dell’emergenza rifiuti in Campania, e dopo centinaia di milioni di euro spesi per la realizzazione dell’inceneritore di Acerra, e la previsione di ulteriori stanziamenti milionari per la realizzazione degli altri quattro impianti di incenerimento, la nostra Regione non disponga ancora di nessun impianto di compostaggio o di digestione anaerobica funzionante; qual è lo stato degli impianti di compostaggio esistenti ed entro quanto tempo sarà possibile riattivarli; che fine hanno fatto gli impianti di compostaggio nella disponibilità del Commissariato e perché non vengono utilizzati; 
  • di presentare un'interrogazione parlamentare urgente al Sottosegretario di Stato per l’emergenza rifiuti in Campania per sapere qual è, ad oggi, lo stato di fatto degli impianti di ex CDR (ora STIR) campani e se e quando verrà realizzato il “revamping” degli stessi, nonché qual è la destinazione d’uso che verrà attribuita agli stessi;
  • di presentare e votare un apposito emendamento alla legge finanziaria che stanzi risorse adeguate (almeno 100 milioni di Euro) immediatamente disponibili, per riattivare entro il termine massimo di sei mesi gli impianti esistenti e provvedere con la partecipazione della Regione Campania e delle Province, alla realizzazione, nell’ambito delle zone idonee individuate dalle stesse amministrazioni provinciali in attuazione delle indicazioni di piano fornite dalle Regioni, di ulteriori impianti di compostaggio e/o di digestione anaerobica, opportunamente distribuiti sul territorio di ogni provincia in funzione della produzione annua di frazione organica, e per una capacità idonea a fronteggiare l’incremento delle quantità di sostanza organica intercettata per effetto dell’incremento delle percentuali di raccolta differenziata.

Gli impianti di compostaggio in Campania[2].pdf

CoReRi proposte-recupero-impianti-cdr.pdf
                 

Napoli, 13/10/2009

CO.RE.Ri. - Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania

Sito: www.rifiuticampania.org

Email: contatti@rifiuticampania.org
              

Parole chiave: assessore, autorità competenti, campania, chiarezza, Co.Re.Ri, compostggio, deputati, ex Cdr, impianti, napoli, rifuti, senatori, siti, sottosegretario

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