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La Rete Civica di Napoli :: Blog :: La Tarsu ci penalizza la tasca m soprattutto ......... ci danneggia la salute

ottobre 08, 2009

Tarsu, assalto agli uffici comunali

mercoledì, ottobre 7, 2009
             

In settecento chiedono spiegazioni e pretendono rimborsi

(di Cristina Zagaria da la Repubblica Napoli)
              

Assalto agli uffici comunali di corso Arnaldo Lucci. Oltre 700 cittadini assediano in una sola giornata gli uffici della Tarsu, per chiedere spiegazioni e pretendere rimborsi sulle bollette con le tariffe duplicate. È il caos. «Da lunedì è così tutti i giorni. Un assalto», si stringe nelle spalle un dipendente, che all´ingresso tenta di arginare la folla. La gente arriva fino al marciapiede. C´è chi è in fila sulle scale. Gli impiegati, ieri, hanno fatto il turno lungo, praticamente senza pausa, dalle otto del mattino alle 17. In molti non sono riusciti ad entrare. E promettono: «Torneremo».
Eccola la prima linea del malumore per l´aumento del 60 per cento della tassa sui rifiuti solidi urbani che il Comune è stato costretto ad adottare, per recepire una normativa del governo nazionale, che prevede che il servizio dell´Asia sia coperto al cento per cento dal contributo dei cittadini. Dopo l´alzata di scudi dei commercianti e la rivolta degli imprenditori sono i cittadini a far sentire la loro voce e lo fanno prendendo d´assalto gli uffici comunali, tra rabbia e disperazione. E sul caso Tarsu intervengono anche i sindacati. In un comunicato a firma unica, Cgil, Cisl e Uil, chiedono un incontro con l´assessore alle Risorse Strategiche, Riccardo Realfonzo. «Per discutere sul bilancio del Comune ed in particolare sulla questione della Tarsu, soggetta ad aumenti irragionevoli e certamente insopportabili per i cittadini del territorio». Per i sindacati: «In un momento di crisi senza precedenti per tutte le famiglie napoletane, costrette a combattere contro il fenomeno dell´emergenza lavoro (cassa integrazione, licenziamenti, mobilità) che non fa sconto a nessun settore, il sindaco di Napoli deve tentare tutte le strade possibili per bloccare quanto previsto dalle norme imposte dal governo nazionale, che costringe i soli comuni della Campania a coprire integralmente i costi di smaltimento dei rifiuti, con aumenti tariffari senza precedenti (con punte sino all´ottanta per cento per alcuni comuni campani)».


“Berlusconi ha tolto l´immondizia ma ora vuol farci pagare il conto”

mercoledì, ottobre 7, 2009

(di Cri. z. da la Repubblica Napoli)
          

Manca l´aria al primo piano degli uffici comunali di via Arnaldo Lucci 81. Non si respira per la folla e per la rabbia. Centinaia di persone aspettano il proprio turno, pigiate le une contro le altre. Piene le scale. La fila arriva fino al marciapiede e si snoda tra i motorini parcheggiati sotto le impalcature. Ognuno ha un numero e ognuno stringe in mano una cartellina, con documenti, certificati, bollette. «Tutte le prove che una tassa così alta è un´ingiustizia», spiega Katiuscia Fusco, separata, disoccupata e con due figli, che deve pagare 260 euro per un appartamento di 50 metri quadri. Una corte di cittadini, arrabbiati ed esasperati. Eccolo l´ufficio delle proteste e dei reclami. Ecco l´ultima frontiera della Tarsu.
«Io non capisco perché Berlusconi chiede alla Campania e a Napoli questo nuovo sacrificio – si chiede Bianca De Gregorio, in fila sulle scale – È vero, ha risolto l´emergenza e ha tolto l´immondizia dalle strade, ma ora fa pagare a noi il conto? Perché non facciamo un confronto con le altre città italiane?». «Dovremmo andare tutti a Roma, a far sentire la voce dei napoletani – interviene Salvatore Russo, 70 anni, pensionato di Pianura – per una casa di cento metri quadri pago 84 euro a trimestre. Ma la beffa è che Pianura non ha fogne, non ha servizi e ha ancora l´immondizia per strada, oltre alla discarica». C´è chi è pronto ad alzare le barricate. E c´è chi spera in una detrazione. «Vivo in una casa popolare con mia madre e mio figlio disoccupato. Campiamo con mille euro al mese e ci chiedono 320 euro di Tarsu. Ma i conti, come li fanno? È un aumento camorristico. Chi è al governo si vuole rifare sulla povera gente». Maria Coppola è arrivata alle 9, ha il numero 188, Sono le 12 e la fila davanti a lei è ancora lunga. «Aumenti ed errori. È una guerra quella della Tarsu – dice Antonio Di Chiara, mostrando due bollette, una di 317 euro e una di 362 – Mio figlio per tre mesi è tornato a vivere a casa e il Comune ha mandato una bolletta a noi e una a lui. Io quale devo pagare?».
Gli impiegati agli sportelli lavorano senza soste. «Cerchiamo di capire se davvero ci sono dei problemi, se si possono chiedere delle detrazioni – dicono gli impiegati – Per esempio chi vive da solo può richiedere un rimborso del trenta per cento e poi ci sono gli anziani, i portatori di handicap, spesso la gente non lo sa. Il massimo che noi possiamo fare è cercare di trovare queste soluzioni, perché sull´aumento abbiamo le mani legate. Ma almeno la gentilezza non si nega a nessuno». C´è troppa gente e salta anche la pausa. Qualcuno tenta anche la battuta, per sdrammatizzare. «Qui ci vorrebbe Brunetta, a vedere come lavorano i dipendenti comunali di Napoli». E pure gli utenti sorridono. Tutti intrappolati in uno stanzone vecchio, senza aria, con i corridoi stretti che portano agli uffici altrettanto vetusti.
I numeri sul display elettronico scorrono lentamente. E la folla non sembra mai diminuire. «Siamo in condizioni terrificanti» si guarda intorno un distinto signore, Luigi De Cicco, ufficiale medico della polizia in pensione, allargando le braccia. «Sono proprietaria di una casa al Vomero. La casa è vuota. Prima pagavo 280 euro, ma quest´anno mi è arrivato il conto di 449. Pazzesco io abito ad Avellino e la mia unica colpa e aver avuto la casa in eredità», racconta Teresa Colella. «È tutta una truffa – interviene Abidi Rachida – Da due anni vivo a Caserta, ma il Comune di Napoli mi manda ancora la Tarsu al vecchio indirizzo, quando mi hanno sequestrato l´auto io non sapevo neanche perché, visto che a Caserta la Tarsu la pago». Voci. Storie. E cartelle con le prove «dell´ingiustizia». In via Arnaldo Lucci gli uffici chiudono quando è già buio. Sono quasi le 17,30 e sulle scale c´è ancora chi chiede «giustizia».
              

Inserito da La Rete Civica di Napoli


Commenti

  1. E' giusto non pagare. Specialmente per chi non ha nulla da perdere

    default user icon" width="50" height="50" align="left" alt="" />ospite on sabato, 10 ottobre 2009, 19:04 CEST # |

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