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La Rete Civica di Napoli :: Blog :: Caserta: crisi e spettacolo della politica

settembre 15, 2009

Circa il terzo rimpasto (crisi?) che l'ing. Petteruti, sindaco di Caserta,
si accinge ormai a portare a termine, abbiamo seguito da oltre due
settimane, lo svolgersi della vicenda, con tutta l'attenzione possibile.
Siccome, però, la cosa è cosa loro al popolo bue non è rimasto altro che
leggere le cronache sui molti quotidiani locali dai quali è emerso un solo
elemento: chi saranno i nuovi assessori. Sfido chiunque a spiegare per quale
motivo si è generata la crisi, quali sono gli obiettivi programmatici della
maggioranza, chi rappresenterà e per cosa la città nelle sue variegate
articolazioni d'incarico istituzionale, che cosa s'intende fare in questi
due anni di fine consiliatura, ecc. Sarebbe stato giusto, corretto, ovvio
addirittura un confronto da parte del sindaco con la città e i partiti che
costituiscono la maggioranza incontrare i propri iscritti, la popolazione
per spiegare, per chiarire, per ascoltare le eventuali proposte. "Sapete,
cari concittadini ed elettori, siamo a due anni dallo scadere del mandato,
abbiamo voluto fermarci un po', per discutere con voi, fare un bilancio
dell'azione
della giunta, valutare l'operato dei singoli assessori e decidere insieme
come proseguire, allo scopo certo di aumentare il consenso ma soprattutto di
fare quello che la città si aspetta da noi". E' successo? E non succederà
ora che ormai circolano i nomi dei futuri "nuovi" assessori.

Si potrebbe ricordare che c'è la vicenda Macrico, quella del Parco Urbano
dei Monti Tifatini, la vendita all'asta dell'ex cava Iuliano con i suoi
fabbricati per appena 120 mila euro dove si potrebbe realizzare un centro
sociale per i giovani e gli anziani (servizi inesistenti in quel quartiere)
e allocare il centro di documentazione, informazione ed educazione
ambientale (ricordate Urban 2?). Si potrebbe  rammentare delle norme che dal
primo gennaio 2010 il comune dovrà passare dalla tassa sui rifiuti alla
tariffa e che saranno vietati l'uso dei sacchetti di plastica. Si potrebbe
parlare di quali scelte fare per caratterizzare in senso di sviluppo una
città che possiede beni riconosciuti dall'Unesco come patrimonio
dell'umanità.
Si potrebbe sviluppare un confronto sull'urbanistica e sull'urgente
necessità di emanare direttive che favoriscano l'uso delle energie
alternative (che non possono essere degli optional) e di usare criteri più
intelligenti per costruire abitazioni rispettose dell'ambiente; si potrebbe
parlare di vivibilità, di spazi per i giovani e di una strategia che metta
in moto una nuova imprenditoria che vada a coniugare bisogni, ambiente e
occupazione. Per non parlare poi dei precari nelle scuole, dei problemi
dell'università e della presenza pervasiva della camorra e di una cultura dell'arroganza e
dell'illegalità (Ipeiron, cementifici, cave, rifiuti) che ci sta travolgendo
tutti.

Ma queste cose a chi le vai a raccontare?

La sceneggiata di questa terza "crisi", tutta interna non solo alla
maggioranza ma ad una classe politica locale che non vale niente, si è
rappresentata in tre atti. Nel primo, alle consultazioni elettorali, abbiamo
votato per fede (ognuno la sua); nelle crisi che sono state promosse,
abbiamo avuto un atteggiamento di speranza. Adesso, per carità, andate via
tutti. Siete solo nemici di questa comunità mentre un altro mondo è
possibile ma voi non vi appartenete.

Giuseppe Messina
      

Inserito da La Rete Civica di Napoli

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