Questa mattina, presso la sede romana del  T.A.R. Lazio, si è tenuta l’udienza pubblica del procedimento di ricorso promosso prima dal comune di Marano, e portato avanti ora dal Comitato civico Rosa dei Venti e da un folto gruppo di cittadini, contro l’apertura della discarica di Chiaiano.

Alcuni dei punti salienti del ricorso sono: la mancanza di opportune e documentate valutazioni dell’impatto ambientale della discarica in un luogo tanto popolato e geologicamente sensibile, l’operato dei commissari e del governo caratterizzato da una fretta che ha spesso travalicato il rispetto delle leggi con un abuso di procedimenti di deroga, e la situazione di militarizzazione dell’area, in nome dell’ “interesse strategico nazionale”, che impedisce il verificarsi dei necessari controlli.

Alla fine dell’udienza, l’avvocato Violante ci ha detto: << siamo fortemente coperti dalla normativa comunitaria, e ringrazio il cielo che l’Italia faccia parte dell’ Unione europea >>.
Infatti sono proprio le leggi europee, che l’Italia ha l’obbligo di applicare, a rendere illecito il processo che ha portato all’apertura della discarica.

Purtroppo, con il fatto che i rifiuti più pericolosi sono stati destinati a Terzigno, una nuovo sito aperto il 13 Giugno, in fretta e nel silenzio della notte, uno dei punti di maggior forza del ricorso, è stato sottratto alle argomentazioni degli avvocati.

Infatti Terzigno, oltre ai rifiuti indifferenziati della provincia di Napoli, accoglierà anche le ceneri di inceneritore e dei continui incendi dolosi.

Gli atti sono stati acquisiti ed ascoltati. La corte non ha dato risposta alle questioni sollevate oggi, bisognerà aspettare qualche giorno o addirittura qualche mese. Nel frattempo i camion continueranno a scaricare, i danni all’ambiente e alla salute si accumuleranno e i cittadini potranno solo continuare ad applicare la loro pazienza, e la loro lotta, esemplare.

(Giulio Rubino e Cecilia Anesi, chiaiaNOdiscarica.it)