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La Rete Civica di Napoli :: Blog :: Il Tar del Lazio sul ricorso del Comune di Acerra avverso a bruciare nell'inceneritore il tal quale: "ammissibile, ma improcedibile"

marzo 23, 2009

Inceneritore (-3): corsi e …ricorsi
 
ACERRA - “Ammissibile, ma improcedibile”. Con questa sentenza (n. 1028/09), il Tar del Lazio ha rigettato il ricorso del Comune, difeso dall’avvocato Maurizio Balletta e avente per oggetto “l’autorizzazione al costruendo termovalorizzatore di Acerra al trattamento di rifiuto tal quale in deroga all’aggiornamento del parere di compatibilità ambientale del 2005”. La motivazione addotta: la materia trattata non è di nostra competenza, rivolgetevi al Consiglio di Stato. La vicenda risale alle “famose” 27 prescrizioni del 2005, nelle quali erano descritte le modifiche da apportare all’impianto affinché diventasse “a norma”. In particolare, una di queste imponeva l’obbligo di bruciare solo il Cdr (combustibile da rifiuto) di qualità, dando una prima garanzia su cosa sarebbe stato smaltito dall’inceneritore. A Parlamento già sciolto, nel febbraio 2007, Prodi fece approvare due decreti: nel primo, concedeva la possibilità di riottenere i Cip 6 per gli impianti ancora non ultimati; nel secondo, dava il via libera a bruciare ecoballe e tal quale. Con il ritorno di Berlusconi al Governo, questo secondo decreto è stato convertito in legge. L’amministrazione Marletta impugna prima il decreto Prodi e poi la legge di Berlusconi, con un esposto denuncia (siamo nel marzo 2008). E’ da questo momento che ha inizio una battaglia senza fine, un “rimbalzo” dell’esposto che passa dalla Procura della Repubblica alla Corte dei Conti fino ad arrivare alla Comunità Europea, al Tar del Lazio e al Consiglio di Stato: “Tale disposizione ??" si legge nell’esposto denuncia della giunta Marletta - è palesemente illegittima in quanto il costruendo inceneritore di Acerra non può essere alimentato con tali tipologie di rifiuti. Infatti l’aggiornamento del parere di compatibilità ambientale reso dal Ministro dell’Ambiente il 9 febbraio del 2005, prevede specifica e vincolante prescrizione in tal senso, con divieto di utilizzare combustibile non avente le caratteristiche di cui al D.M. 5.2.1998 e il giudice amministrativo ha in proposito statuito che l'impianto di termovalorizzazione può trattare unicamente Cdr del tipo previsto dalla normativa vigente. L’utilizzo per l’alimentazione dell’inceneritore di rifiuti e non invece di Cdr conforme alla legge costituisce modifica delle condizioni dell’autorizzazione e una modifica sostanziale dell’impianto stesso, non assentibile se non previa rinnovazione del procedimento di valutazione di impatto ambientale. Modificare un dato base dell’impianto in assenza di previa nuova verifica della compatibilità ambientale dello stesso integra violazione alla direttiva comunitaria 85/337/CE ed alle norme nazionali di recepimento, nonché violazione dei principi di precauzione e prevenzione e mette in pericolo l’ambiente e la salute dei cittadini amministrati. Il Comune di Acerra, che ha già impugnato anche l’ordinanza che autorizza le agevolazioni tariffarie per la vendita dell’energia elettrica di cui al provvedimento CIP6/1992, sta valutando eventuali iniziative da adottare in sede penale in relazione a eventuali reati ravvisabili nell’illegittima adozione dell’impugnata O.P.C.M. n. 3657/2008 e/o iniziative da adottare innanzi alla Commissione Europea”. A Bruxelles, la pratica è stata accettata, tuttavia “la discussione” è ancora in corso (dall’aprile 2008). Stop anche dal Consiglio di Stato che non si è pronunciato in merito perché il Commissario prefettizio Latella ha ritirato la delibera che avrebbe permesso all’amministrazione di costituirsi presso lo stesso Consiglio, e portare avanti la battaglia contro la legge Berlusconi sul tal quale: è l’unica delibera dell’ “ultima era Marletta” ritirata. “Oltre ad aver ostacolato l’esposto stesso ??" ha dichiarato l’ex assessore De Laurentiis ??" perché i vari gradi di giudizio hanno sempre trovato un escamotage per cambiare la legge in proposito, il Commissario prefettizio ha di fatto tolto la possibilità ad un organo di pronunciarsi. La motivazione? Oramai l’inceneritore c’è e risulta inutile investire altro denaro per un ennesimo ricorso. A noi sembra che questo procedimento vada contestato comunque, anche se deciso dallo Stato”.
 
di annalisa aiardo 23/03/2009
         

Inserito da La Rete Civica di Napoli

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