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La Rete Civica di Napoli :: Blog

Marzo 14, 2010

IN ITALIA IL VELIERO STORICO DI GREENPEACE, LA RAINBOW WARRIOR, PER LA NOSTRA CAMPAGNA CONTRO IL NUCLEARE!

Siamo felici di invitarti a un importante evento per la nostra associazione.

La nave ammiraglia di Greenpeace, la “Rainbow Warrior", arriverà nel Mediterraneo in questi giorni e attraccherà nei porti di Civitavecchia, Genova e Napoli, a sostegno della nostra campagna contro il nucleare.

Sarà possibile visitare lo storico veliero il 13 e 14 marzo a Genova presso i Magazzini del Cotone e il 20 e 21 marzo a Napoli al porto di Mergellina.

L’orario di apertura al pubblico, per dei tour guidati, è dalle 10.00 alle 18.00.

Inoltre potrai diventare tu stesso protagonista e far sentire la tua voce contro il nucleare! Nei porti di Genova e Napoli, sotto la prua della Rainbow, troverai i nostri volontari con le cabine della 'nuclear hotline' e potrai lasciare anche tu un messaggio ai candidati nucleari.

Siamo sicuri che  farà piacere a molti unirsi a noi per questo evento speciale.

Augusto Carta

Saluti e a presto!

Parole chiave: campagna, centrali nucleari, contro, energia, Greenpace, Napoli, nucleare, Rainbow Warrior, veliero

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 Invito:

Lunedì 15 Marzo

alle 18.00
@ Caracol - Casa del Popolo
via Plinio 21 - Bagnoli, Napoli

Caracol presenta: 
Lo spettro del Capitale
per una critica dell'economia della conoscenza
di Sergio Bellucci e Marcello Cini

Durante gli ultimi vent’anni il capitalismo ha conosciuto un cambiamento epocale: da un’economia prevalentemente materiale, veicolata dalla legge della domanda e dell’offerta e dalla produzione di merci fisiche, si è passati a un’economia dell’immateriale e alla produzione di un bene intangibile e non “mercificabile”: la conoscenza. In questo passaggio si sta verificando però un pericoloso attrito: il capitalismo tende infatti ad assorbire nelle proprie logiche di privatizzazione e mercificazione il processo produttivo della conoscenza, che per sua stessa natura è un bene comune e collettivo, soffocandone così lo sviluppo. Sergio Bellucci e Marcello Cini studiano questo fenomeno da molto tempo; ne Lo spettro del capitale la loro analisi si concretizza in una denuncia e allo stesso tempo in una proposta. La denuncia è rivolta alla politica, soprattutto alla sinistra, incapace oggi di cogliere i segni di quanto sta avvenendo, e per questo di interpretare e farsi carico dei bisogni dei lavoratori. La proposta è quella di promuovere a sistema una nuova logica produttiva, che oggi sta già emergendo autonomamente dal corpo sociale, basata sugli stessi principi su cui si fonda la diffusione della conoscenza: condivisione, cooperazione e democraticità.

Intervengono:

LUCA SIMEONE
Assessore politiche sociali e culturali X Municipalita

OLIVIER BUTZBACH
Ricercatore economia politica della SUN

ANTONELLA CAMMARDELLA
Consigliera regionale Sinistra Ecologia Libertà

NICOLA ANGRISANO
InsuTv

sarà presente uno degli autori: Sergio Bellucci

Parole chiave: Caracol, libro, Lo spettro del Capitale, Sergio Bellucci

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 Prendiamo lezione dagli immigrati…

Gli immigrati sgomberati a via Sambuci-S.Antimo insegnano all’Università di Napoli Federico II

E’ la nuova iniziativa che vede protagonisti i nostri fratelli di S.Antimo sgomberati brutalmente (ad opera del Sindaco di S.Antimo e della Procura di Napoli) da una casa in cui avevano regolari contratti e utenze pagate. Sarà un’occasione per imparare per tutti coloro che pensano che gli immigrati sono un problema o una sciagura per questo paese, ma soprattutto per chi crede nella fratellanza, nella giustizia e nell’amicizia tra la gente del mondo. La lezione si colloca all’interno del corso del prof. Pasquale de Sena anch’egli impegnato in prima fila per i diritti degli immigrati e in particolare nella vicenda di via Sambuci. Per la prima volta in cattedra saliranno gli immigrati a dimostrazione che la cultura della solidarietà e dell’impegno fa breccia anche nelle accademie. A dispetto di chi fa lezioni sulla clandestinità, di chi pensa agli immigrati solamente per la loro utilità economica, di chi li vuole sfruttati e sottomessi, questo evento vuole essere un primo passo per affermare il punto di vista del diritto sostanziale e della vita concreta di milioni di persone che ogni giorno in questo Paese si vedono negare i diritti umani più essenziali. Continua quindi la lotta in forme creative e coinvolgenti ma con altrettanta combattività e decisione. La lotta di via Sambuci infatti ha già vinto perché è un simbolo di riscatto e di risveglio per tutti. Chi vuole conoscere, imparare a guardare i nostri fratelli con uno sguardo più ampio è invitato alla lezione che si terrà nella facoltà di giurisprudenza nella sede centrale della Federico II Aula 11 alle ore 12.30.

Immigrati di via Sambuci

Associazione Antirazzista interetnica 3 Febbraio

Piazza Garibaldi 80, tel. 3465708065-www.a3f.org
                

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Gendarmeria europea. In arrivo 800 militari
CASERMA CHINOTTO. Ratifica bipartisan ieri alla Camera per la creazione dell'Eugendfor. Il relatore Ascierto: «Sarà un corpo vero e proprio, con un terzo di ufficiali italiani. A Vicenza potranno esserci fino a 2.300 soldati»

  • 10/03/2010

 Una veduta aerea della caserma "Chinotto" sede dell'Eugendfor
Vicenza. Almeno 800 soldati saranno di stanza a Vicenza con la ratifica della Gendarmeria europea. È stata approvata ieri dalla Camera con 422 voti a favore e un astenuto il documento di ratifica della Dichiarazione di intenti relativa alla creazione della Gendarmeria europea firmata nel 2004 a Noordwijk da Italia, Francia, Spagna, Paesi Bassi, Portogallo.
Il documento, che ha visto concorde tutti i partiti di maggioranza ed opposizione, va a modificare il corpo già di stanza a Vicenza, che, come spiega l'on. Filippo Ascierto (Pdl), relatore per la IV commissione Difesa e maresciallo dei carabinieri, «renderà la Gendarmeria un corpo vero e proprio, organizzato per missioni internazionali. Fino ad oggi i militari dell'Eugendfor arrivavano autonomamente nazione per nazione e si organizzavano sul posto, ora saranno uniti già in partenza. Sarà infatti un corpo specializzato dell'Unione europea che andrà in anticipo rispetto alle Forze armate degli altri Paesi, potendo intervenire e preparare per l'arrivo dell'esercito, a disposizione di Ue, Nato, Onu, Osce e altre organizzazioni internazionali. A deciderne l'impiego sarà il Cimin, il comitato interministeriale che riunisce i diversi Paesi, garantendo coordinamento politico e militare, nel quale l'Italia siede con rappresentanti dei ministeri di Esteri e Difesa. Gli armamenti a disposizione saranno definiti dalle regole d'ingaggio e non potranno andare contro le leggi italiane». Che significa anche che l'Eugendfor potrà partecipare solo a missioni di pace.
Gli uomini di stanza a Vicenza quindi aumenteranno «e saranno tra gli 800 e i 2.300 uomini, che sono i militari che la Gendarmeria può inviare».
C'è molta Italia nell'Eugendfor approvata ieri: «Nel quartier generale gli ufficiali italiani saranno 5 su 15 e i marescialli 6 su 14, senza contare le numerose unità quadro specializzate. In questo corpo viene poi esportato a livello europeo un modello tipicamente italiano, ovvero il lavoro fatto dai nostri carabinieri in Kosovo. Anche questo aspetto è motivo di vanto per il nostro Paese».
I compiti dell'Eugendfor saranno di sicurezza, ordine pubblico, alta supervisione e formazione delle polizie locali nei territori oggetto di missione, come sta già accadendo, ad esempio, in Afghanistan, dove è presente da dicembre.
Ieri in parlamento la ratifica ha visto d'accordo tutti i partiti e non sono arrivate eco delle proteste che alcune parti della sinistra portano avanti a Vicenza anche contro questa base militare: «Il consolidamento delle nostre missioni di pace - conclude Ascierto - è patrimonio di tutti, indipendentemente da chi è al governo. I carabinieri si sono sempre distinti per il loro operato in favore delle popolazioni. Chi polemizza dovrebbe inchinarsi ai caduti per la pace».

Maria Elena Bonacini
      

Parole chiave: base miniltare, Gendarmeria europea, militari, proteste, vicenza

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Ciao Marius, ciao Cristina, Ana, ciao a voi tutti bambini del campo di Segrate.
    
Voi non leggerete il nostro saluto sul giornale, perché i vostri genitori non sanno leggere e il giornale non lo comperano.
E’ proprio per questo che vi hanno iscritti a scuola e che hanno continuato a mandarvi nonostante la loro vita sia difficilissima, perché sognano di vedervi integrati in questa società, perché sognano un futuro in cui voi siate rispettati e possiate veder riconosciute le vostre capacità e la vostra dignità.
Vi fanno studiare perché sognano che almeno voi possiate avere un lavoro, una casa e la fiducia degli altri.
Sappiamo quanto siano stati difficili per voi questi mesi: il freddo, tantissimo, gli sgomberi continui che vi hanno costretti ogni volta a perdere tutto e a dormire all’aperto in attesa che i vostri papà ricostruissero una baracchina, sapendo che le ruspe di lì a poco l’avrebbero di nuovo distrutta insieme a tutto ciò che avete. Le vostre cartelle le abbiamo volute tenere a scuola perché sappiate che vi aspettiamo sempre, e anche perché non volevamo che le ruspe che tra pochi giorni raderanno al suolo le vostre casette facessero scempio del vostro lavoro, pieno di entusiasmo e di fatica.
Saremo a scuola ad aspettarvi, verremo a prendervi se non potrete venire, non vi lasceremo soli, né voi né i vostri genitori che abbiamo imparato a stimare e ad apprezzare.
Grazie per essere nostri scolari, per averci insegnato quanta tenacia possa esserci nel voler studiare, grazie ai vostri genitori che vi hanno sempre messi al primo posto e che si sono fidati di noi.
I vostri compagni ci chiederanno di voi, molti sapranno già perché ad accompagnarvi non sarà stata la vostra mamma ma la maestra. Che spiegazioni potremo dare loro? E quali potremo dare a voi, che condividete con le vostre classi le regole, l’affetto, la giustizia, la solidarietà: come vi spiegheremo gli sgomberi? Non sappiamo cosa vi spiegheremo, ma di sicuro continueremo ad insegnarvi tante, tante cose, più cose che possiamo, perché domani voi siate in grado di difendervi dall’ingiustizia, perché i vostri figli siano trattati come bambini, non come bambini rom, colpevoli prima ancora di essere nati.
Vi insegneremo mille parole, centomila parole perché nessuno possa più cercare di annientare chi come voi non ha voce.
Ora la vostra voce siamo noi, insieme a tantissimi altri maestri, professori, genitori dei vostri compagni, insieme ai volontari che sono con voi da anni e a tanti amici e abitanti della nostra zona.
A presto bambini, a scuola.

Le vostre maestre: Irene Gasparini, Flaviana Robbiati, Stefania Faggi, Ornella Salina, Maria Sciorio, Monica Faccioli.
          

Parole chiave: bambini rom, Lettera, maestre, migranti, razzismo, Segrate

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Marzo 13, 2010

la Città di Salerno — 11 marzo 2010   pagina 22   sezione: NAZIONALE
         
• Fisciano. L’attuale gestione privata del servizio idrico che sinora ha comportato ricadute negative nei confronti della cittadinanza, ha indotto il Comune di Fisciano ad adottare una delibera durante l’ultimo consiglio comunale. Viene riconosciuta l’acqua «come bene comune del servizio idrico integrato e come servizio privo di rilevanza economica». • Il provvedimento verrá trasmesso all’Ato (Ambito territoriale ottimale) della provincia di Salerno e a tutti i sindaci, per manifestare l’impegno del Comune di Fisciano ad ottenere «il ritrasferimento gestionale delle risorse idriche nella sfera del settore pubblico». Il servizio, attualmente gestito dalla Gori, societá che dall’ottobre 2006 ha sostituito il Comune nella gestione del servizio di fornitura idrica, è stato continuamente contestato dalla cittadinanza non solo per gli aumenti registratisi ma anche per una serie di interventi di manutenzione poco puntuali e in alcune occasioni inefficienti. Ultimo della serie quello verificatosi pochi giorni fa quando per un guasto alla condotta idrica è stata interrotta l’erogazione dell’acqua nelle abitazioni senza alcun preavviso. L’adozione di questa delibera, presentata dal gruppo misto formato dai consiglieri Giuseppe Campanile e Giovanni Amoruso, intende, quindi, "costituzionalizzare" l’acqua «per sottrarla ad una gestione privata che, al momento, ha prodotto solo svantaggi». • «L’impegno del Comune di Fisciano -dichiara Campanile- è quello di riconoscere anche nel proprio statuto comunale il diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico». • • D’accordo il sindaco Tommaso Amabile. «L’amministrazione comunale -spiega il primo cittadino- verificherá se ci saranno le condizioni dal punto di vista normativo per rendere di nuovo la fornitura dell’acqua un servizio gestito dal Comune». Mario Rinaldi © riproduzione riservata
 
 l'effetto domino continua dopo Roccapiemonte Sarno adesso anche Fisciano presto anche gl'altri faranno lo  stesso la riappropiazione dell'acqua bene comune continua
              

Parole chiave: acqua, comune, Fisciano, pubblicizzazione, statuto comunale

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Molti dei lettori di questa mailing lista sanno della battaglia che come comitato di S. Giovanni a Teduccio abbiamo portato avanti a partire dal 2006 contro la centrale turbogas di Vigliena.

In questi anni di lotta abbiamo avuto vari incontri con Nasti e lui aveva sempre detto che in fondo la centrale si poteva fare in quanto migliorativa rispetto alla precedente. Eufemisticamente possiamo dire che non lo abbiamo mai sentito al nostro fianco (in uno di questi vari incontri tecnici l'attuale direttore dell'ArpaC aveva definito quella delle nano-particelle "materia grezza", aggiungendo che non bisognava preoccuparsene più di tanto).

Ma da qualche giorno l'assessore all'ambiente del comune di Napoli sta ritornando sui suoi passi.... e sul Roma dice che andrebbe delocalizzato l'impianto.

Parole chiave: assessore, centrale a turbogas, comune, napoli, Nasti, posizione, Vigliena. san giovanni a teduccio

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Siamo lieti di invitarla al convegno “Carta della Natura della Campania Nord Occidentale” che si svolgerà a Napoli il prossimo 18 marzo 2010 alle ore 9.30, presso il Centro Congressi Tiempo, Centro Direzionale di Napoli - isola E5.

La Legge Quadro sulle aree naturali protette (Legge n.394/91) ha introdotto Carta della Natura allo scopo di identificare lo stato dell’ambiente naturale, di evidenziare i valori naturali e i profili di vulnerabilità per il territorio italiano.

La Carta è uno strumento tecnico con due principali finalità: una conoscitiva dello stato dell’ambiente ed una valutativa per l’individuazione delle zone di maggior pregio e di quelle più fragili dal punto di vista ecologico. In Campania l’Arpac ha completato l’area del Roccamonfina e della foce del Garigliano, gran parte dell’Irpinia e la pianura campana, compreso il territorio di competenza dell’Autorità di Bacino Nord Occidentale. In quest’ultima fase i lavori si sono contraddistinti per un forte cambiamento metodologico, al fine di rendere Carta della Natura uno strumento adatto ad un uso corretto in termini di pianificazione territoriale su media e piccola scala.

                                                                     Invito Carta Natura.pdf  

Per ulteriori informazioni:

Segreteria organizzativa

ARPAC, Servizio Comunicazione

081.2326414 - 419

e-mail: info@arpacampania.it
            

Parole chiave: ambiente, arpac, campania, Carta della Natura della Campania Nord Occidentale, conoscenza, convegno, Napoli, pianificazione, valutazione

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ASSEMBLEA PUBBLICA
L'ACQUA E' UN DIRITTO NON UNA MERCE



verso la manifestazione del 20 Marzo in difesa dell'ACQUA, BENI COMUNI E CLIMA.


MERCOLEDI' 17 MARZO ORE 18
UNIVERSITA' ORIENTALE, P.ZZO CORIGLIANO - AULA MURA GRECHE

Introduce:
Raphael Pepe (Comitato Acqua Napoli - Attac Napoli)

Intervengono:
ALEX ZANOTELLI (Comitato Acqua NapoliI)

SEVERO LUTRARIO (Comitato Acqua Frosinone)

ALBERTO TRAMA ( Lavoratore Net Service - Arin s.p.a.)

Scarica e diffondi il volantino



20 marzo 2010 Roma

manifestazione nazionale

L'acqua è di tutti deve essere pubblica. Difendiamo i beni comuni



Partenza Autobus  per manifestazione nazionale a roma 10 euro a/r
Info e prenotazioni 3290078243 - napoli@attac.org

www.attacnapoli.noblogs.org
      

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Il lavoro: sfida fondamentale per una nuova egemonia dell’ambientalismo

 

 

di

 

Antonio D’Acunto

 

La propaganda più incisiva costruita dal potere economico-produttivo dominante in Italia e più complessivamente nel mondo per sconfiggere la crescente onda dell’ambientalismo della fine degli anni 80 ed i primi del novanta è stata sicuramente quella dello spettro di un futuro di povertà, disoccupazione, sottosviluppo connesso alle scelte ambientaliste ed ecologiste. Una operazione che ha cercato e per molti aspetti è riuscita a ridicolizzare non solo esponenti politici, ma, ed è questo che naturalmente interessa di più, anche questioni di fondamentale rilevanza per il futuro della Umanità e della vita stessa del Pianeta, dalla disponibilità delle risorse alla sua capacità recettiva.

La incapacità e la conseguente rinuncia a sfidare, sia pure lungo un necessario itinerario di transizione, il sistema dominante sul terreno generale di un nuovo modello economico, produttivo, sociale, oltre che culturale, politico ed istituzionale, ha fatto si ché sempre più ci si impoverisse sulla portata del cambiamento profondo, radicale dell’ambientalismo con la riduzione a piccoli abbellimenti, insignificanti correttivi, aspetti di mera facciata. La conseguenza generale è che oggi le profonde difficoltà strutturali del sistema, l’esaurirsi delle ragioni e delle forze stesse del suo essere, costituiscono non la sua crisi ma la base per un tentativo storico del suo rafforzamento, sostenuto, ed è qui il vero paradosso - la incongruenza ideologica- anche dallo stato di bisogno della drammatica condizione materiale di molti lavoratori, per i quali sarebbe, d’altra parte, assurdo pensare sia alla rinuncia alla difesa occupazionale, sia alla solidarietà della necessità della loro lotta.

Dov’è dunque la questione? La questione sta nel riprendere e rilanciare dal punto di vista ecologista e ambientalista il “Lavoro”, facendolo diventare l’essenza centrale del dibattito teorico, della proposta politica, delle lotte sociali e delle filosofie e delle scelte economiche. E’ banale, ma allo stesso tempo di grande rilevanza, constatare che la “fabbrica” non crea più occupazione nel senso che non ne è la più rilevante fonte; si può anche dire che non esiste più alcuna proporzionalità tra merci prodotte ed occupati, od ancora che si possono produrre beni di consumo con forza lavoro minima. Da una parte è la piena conferma della giustezza della critica di Marx ai classici della Economia, Adam Smith e David Ricardo, sull’astoricità, naturalità ed eternità del modo di produzione capitalistico, ma dall’altra sembra quasi la fine della loro comune teoria per cui il lavoro è la fonte della ricchezza ed il “valore” è determinato dalla quantità di lavoro contenuto nelle merci. Il Capitale, nella egemonica espressione finanziaria, appare ancora più forte e decisivo per l’intero destino dell’Umanità e del Pianeta; l’unica necessità che esso ha è il mantenimento del mercato, del consumo ed estende i campi della ricerca del suo plusvalore nel controllo e nella gestione di fondamentali risorse, naturalmente pubbliche, quali l’acqua, l’etere, l’ambiente più complessivamente . Oscurando la sicura catastrofe per disponibilità di risorse e capacità recettiva del Pianeta, il capitalismo è vincente ed inarrestabile…. a meno che non riformuliamo nella politica, nella cultura e nella lotta un percorso concreto di radicale inversione, capovolgendo e riformulando i termini classici della Economia: D M D: Danaro-Merce- Danaro. Ragioniamo come in una fase di “Rifondazione” del sistema Progresso, ignorando la voce Danaro, e partiamo da ciò che è necessario ed utile per il Pianeta e per la Umanità e chiamiamo “Lavoro” l’attività necessaria, il contributo di ciascuna Persona per il suo conseguimento: facciamo partire il ciclo da E, cioè dall’Ecologia intesa nell’accezione globale di Casa del Benessere dell’Uomo e del Pianeta; il nuovo Ciclo è semplicemente E L E+: Ecologia-Lavoro-Ecologia accresciuta ed il nuovo ciclo ancora E+ L E++, Ecologia accresciuta, Lavoro, Ecologia ancora ulteriormente migliorata. Il Lavoro non è più alienazione ma essenza stessa dell’Uomo per la sua realizzazione e per l’arricchimento dei valori della Società umana e del Pianeta. L’Economia che ritrova nella Ecologia la sua ragione d’essere e la sua forza propulsiva ed una nuova Filosofia del Lavoro, nella loro coniugazione unitaria, sono il fondamento della “occupazione” del nuovo millennio: analizziamo a livello generale come locale, punto per punto, le infinite questioni aperte a cui dare soluzione o di crisi da cui uscire e riscontriamo infiniti “lavori socialmente necessari e perciò utili per l’oggi e per il futuro”. Proprio perché “infiniti” è impossibile enuclearli tutti od anche una sola parte rilevante; sono sicuro che, esposti molti, a grande ragione si dirà di altri e di maggiore importanza. Vogliamo partire dalla materia e dall’energia? E cioè dalla esplorazione dell’intero sistema di recupero di materia dai rifiuti nell’accezione globale in alternativa da una parte alla immissione quale inquinanti nell’aria e dall’altra alla crescente progressiva mutilazione del volto stesso del pianeta per l’asportazione della sua corteccia vitale o dalla immensa potenzialità di captare la risorsa a costo zero che il Sole ci dà, in alternativa alla ultima distruzione del patrimonio fossile di milioni di anni fa? Od anche alla scelta di attivare tecnologicamente la cultura della preziosità di ogni risorsa naturale, del suo uso razionale, intelligente, del risparmio quale effettiva condizione di benessere fisico? O vogliamo pensare all’immenso “Lavoro” necessario per risanare e rinaturalizzare fiumi, laghi, mari, per bonificare aree degradate ed inquinate, per restaurare habitat di Biodiversità animali e vegetali? Od ancora alla immissione sul territorio di tutto ciò che “scienza e tecnica” consentono quale fondamento per una Protezione Civile costruita sulla Prevenzione? Penso alla dimensione dei progetti “Non più Periferie, ma Città nelle Città”, alla qualità urbana da realizzare, alla vivibilità da dare, alla mobilità ecologica da realizzare. Penso ai Centri Storici: non vi è professione, arte o mestiere che non sia coinvolto nel restauro e nel recupero dei suoi valori: penso ai Beni culturali da salvare, tutelare, far vivere in una corretta fruizione e penso agli spazi di creazione di nuova Cultura, della Poesia, della Musica, dell’Arte, produzione vitale della Umanità: penso infine ai percorsi di assistenza sanitaria, di educazione civica, di generosità, di solidarietà; non è assurdo solo pensare da una parte ai malati, ai disabili, ai bisognosi e dall’altra a capacità e a volontà, costrette alla indisponibilità dalla mancanza di danari che vengono sempre denominate risorse. Le risorse del Paese non sono appunto le Persone Umane, la loro capacità professionale e tecnica, le potenzialità della natura, della storia e della cultura, ma il danaro: tranne il buon burattino di Collodi, qualcuno ha visto o creduto mai ad un albero che produce la risorsa denominata danaro? Il Danaro, come necessità assoluta dei processi economici, produttivi, di scambi sembra una verità assoluta, un dogma: ma è proprio naturale ciò? Molti Economisti ci spiegheranno le leggi che regolano tutto ciò, le ragioni della nascita della moneta, il grande imbroglio internazionale dei cambi, la bilancia dei pagamenti, il rapporto tra debito pubblico e PIL, la inflazione, ed alla fine la necessità di contenere la spesa pubblica ed alla fine della fine la mancanza di risorse per l’Ambiente, la Cultura, la Scuola, la Sanità, la Solidarietà e di conseguenza della impossibilità di concretizzare il Lavoro necessario e possibile per creare un Paese complessivamente migliore per l’oggi ed il domani. Qui è la sfida di fondo che una complessiva istanza Ecologista nell’accezione prima proposta nelle sue diverse espressioni, politica, culturale, associativa di movimento deve aprire su ogni aspetto della teoria e della concretezza di un percorso reale. Naturalmente questa sfida non è in contrasto con quanto pensato ed attuato con tutti gli insiemi di interventi, progetti e aspettative di quella che viene indicata come Economia Verde (Green Economy), costruita principalmente su un capitalismo “illuminato” che punta su scelte e tecnologie basate in varia misura, a volte anche molto contraddittoriamente, sulla rinnovabilità ed il minore impatto ambientale; ma ne evidenzia gli insuperabili limiti teorici e conseguentemente di modello globale perseguibile e la necessità di una portata innovatrice di ben altra natura fondante e livello conseguibile.

Due considerazioni finali ci sembrano ancora necessarie in questo contributo: in realtà sono due problematiche che ci sembrano essenziali per il perseguimento degli obbiettivi indicati nel contributo stesso: la prima è relativa al rapporto del peso reciproco dei due cicli Danaro Merce Danaro e Ecologia Lavoro Ecologia: E’evidente che non è ipotizzabile la sostituzione del primo ciclo con il secondo con drastiche scorciatoie di alcuna natura, soprattutto se violenti ed antidemocratiche: come è evidente che operare nella direzione della Ecologia, Naturale ed Umana, non può significare né la scomparsa né l’annullamento di significativa parte dell’attuale sistema produttivo- molto comunque va combattuto a partire dal mercato delle armi - né del lavoro ad esso connesso. La lotta per rendere sempre più determinante il Lavoro connesso alla Ecologia va sviluppata perciò con una strategia permanente di progettualità e di iniziativa a tutti i livelli istituzionali e dei relativi diretti riferimenti, elevando in maniera sempre più crescente lo scontro sulle cosiddette compatibilità.

La seconda considerazione riguarda la questione ancora più complessa della ricerca di “entità di scambio” di attivazione e ricompensa del Lavoro alternativa alla moneta, che può ancora chiamarsi moneta ma scevra dal complesso di vincoli che ne limitano la disponibilità anche per finalità di interesse generale e cioè, per noi, l’Ecologia. La proposizione della questione appare molto meno folle ed astrusa se si segue ad esempio nel corso dei Millenni la evoluzione della moneta, in rapporto alle esigenze storicamente determinate, dalla sua nascita e dalla stretta connessione del suo valore con la disponibilità e la natura stessa del “metallo” alla fine della riconvertibilità in oro della carta circolante o ai sistemi di titoli in varie forme garantiti. Naturalmente la soluzione tecnica della questione non è univocamente determinabile o definita: lo è invece quella della uscita dall’attuale crisi perché essa non può avvenire che facendo partire la nuova Economia dalla Ecologia e dal Lavoro ad essa collegato, quale Diritto-Dovere di ogni Cittadino per una qualità nuova della Società Umana e della Tutela della Natura.

 

Antonio D’Acunto
       

Parole chiave: ambientalismo, Antonio D’Acunto, egemonia, lavoro, sfida, vas

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